Il parere di Re Salomone
Provincia: accordo sì o no?
Ci vuole l’Azzeccagarbugli
Le interviste impossibili di Giancarlo Liuti
di Giancarlo Liuti
Come venir fuori dai problemi creati dall’annullamento delle elezioni provinciali? Di ipotesi ne girano parecchie e scegliere la migliore non è facile, anche perché, pur facendosi scudo di autorevoli interpretazioni giuridiche, ogni parte in causa, sotto sotto, tira l’acqua al proprio mulino. Così, per trovare il bandolo della matassa, mi sono affidato a una seduta spiritica e ho evocato Re Salomone, la cui equilibrata saggezza è un mito universale da più di tremila anni. Cosa chiedergli? Per l’appunto una soluzione salomonica. Intendiamoci, farlo venire dall’aldilà è stata una fatica, perché in paradiso scoppiano continue vertenze fra arcangeli, angeli e santi, e lui, chiamato ogni volta a dirimerle, ha un enorme lavoro da sbrigare. Ma, alla fine, l’anima sua ha battuto un colpo e si è fatta viva.
“Che volete da me?”
“Maestà, siamo alle prese con una questione molto complessa e vorremmo che lei ci illuminasse”.
“Purché non si tratti della crisi economica, della marea nera nel Golfo del Messico e delle sanguinose tensioni fra israeliani e palestinesi. Su queste vicende, infatti, non riusciamo a cavare un ragno dal buco né io né il mio diretto superiore, benché onnisciente e onnipotente”.
Allora gli abbiamo spiegato la situazione per filo e per segno: la lista di Luigi Gentilucci inizialmente esclusa dal voto, la vittoria di Franco Capponi su Giulio Silenzi, l’altalena dei ricorsi, l’altalena delle sentenze, il pronunciamento del Consiglio di Stato, che, a quanto pare, taglierebbe la testa al toro. Cosa fare adesso? Tante, troppe domande. Quel pronunciamento è impugnabile? E da chi? Nuove elezioni? Se sì, quando? Commissario governativo? Resta Capponi per l’ordinaria amministrazione? Gli subentra Silenzi? E se, come sembra, Gentilucci si mette d’accordo con Capponi e rinuncia all’esecuzione della sentenza? Ma può? Se le elezioni sono state dichiarate irregolari, in base a quale principio la volontà di Gentilucci sarebbe in grado di farle diventare regolari? Il diritto pubblico si trasforma quindi in diritto privato dove conta l’autonomia negoziale delle parti in causa? Ma allora, se è così, tanto rumore per nulla?
Re Salomone ha riflettuto un momento, poi ha detto: “Davvero un bel garbuglio! E io dovrei fare la parte dell’Azzeccagarbugli dei Promessi Sposi? Ebbene, come si chiama il presidente esautorato? Si chiama Capponi. E cosa porta Renzo all’Azzeccagarbugli per farsi dare buoni consigli? Porta dei capponi. Portatemi dunque Capponi”.
“Per favore, maestà, non la butti a ridere. Per noi la cosa è molto importante”.
“D’accordo, sarò serio. Anzitutto, ma non è una soluzione, spedirei nel girone infernale degli ignavi quei giudici che esclusero dalle elezioni la lista di Gentilucci solo perché in uno dei fogli contenenti le firme, peraltro tutte regolari, c’era il timbro del 2008 e non quello del 2009. Un putiferio, insomma, per una banalissima svista”.
“Eppure è andata così. L’Italia, lei me l’insegna, è la patria del diritto, sì, ma anche dello storto”.
“Venendo al punto, una soluzione, secondo me, sarebbe la spartizione della provincia, metà a Capponi e metà a Silenzi, con Pievetorina che ovviamente rimarrebbe a Gentilucci, il sindaco in carica”.
“Spartire la provincia? E’ una parola. Capponi avrebbe il comprensorio di Treia, che però comprende solo Passo di Treia. E Silenzi quello di Civitanova, che però comprende solo Civitanova Alta. E gli altri cinquantacinque Comuni? Immagini la confusione, immagini le liti. Io ti do Gagliole in cambio di Appignano. Non mi conviene, io voglio Muccia e al massimo ti cedo Montecavallo”.
“Allora abolirla, questa benedetta provincia, smembrarla. Una parte con Ancona, un’altra con Perugia, un’altra con Fermo”.
“Fermo? Lei ignora, maestà, che nelle alte sfere si pensa di abolire anche la provincia di Fermo”.
“Elezioni annullate?”.
“No, semplice inutilità”.
“Ho capito, sarà meglio percorrere un’altra strada, pensare alle questioni concrete, ai reali interessi della gente”.
“Buona idea”.
“Esiste da voi il problema della casa?”
“Sì, specialmente nei centri più grandi”.
“Suggerirei allora di nominare, come commissario, l’ex ministro Claudio Scajola, il maggior intenditore di case che oggi ci sia in tutta Europa”.
“Poi ci vorrebbe anche un Anemone”.
“Già, ma quello, per il momento, non è disponibile”.
“Inoltre abbiamo il problema dei rifiuti”.
“Ma qui, allora, torna in gioco Gentilucci, dal quale Capponi sembra aspettarsi un gran rifiuto, ossia che gli basti la vittoria morale e rifiuti, rinunciandovi, gli effetti della sentenza. Anche se qualcuno potrebbe osservare che quella sentenza non riguarda più solo lui e la sua lista, ma l’intera provincia, l’intero elettorato, l’intero arco politico”.
“Staremo a vedere, maestà. Fra l’altro l’accordo, se c’è, non è stato ancora perfezionato”.
“Quanto siete ingarbugliati, voi maceratesi! Lo siete a tal punto che perfino l’Azzeccagarbugli è tentato di alzare le mani in segno di resa”.
“Infine, tornando alle cose concrete, ci preoccupa il problema dell’occupazione”.
“Ma, a giudicare dalla sentenza, l’occupazione della poltrona del presidente Capponi rischia di essere un’occupazione abusiva. Potrà renderla legale il ‘do ut des’ con Gentilucci? Forse sì, forse no, aspettiamo gli eventi”.
“Altre soluzioni?”
“Mah, punterei molto più in alto”.
“Per esempio?”
“Affiderei la Provincia a un Avatar, un essere blu un po’ umano e un po’ Na’vi, come quelli del pianeta Pandora. In tal modo, forse, si eviterebbero i vizi della vostra politica, i giochetti sottobanco, le pressioni indebite, gli interessi personali, le manovre di parte, quel sentimento precario della legalità che da una quindicina d’anni la fa da padrone. Noi, in paradiso, l’universo lo conosciamo bene. E vi posso assicurare che a Pandora si sanno governare meglio”.
“Peccato, maestà. Speravamo nel suo aiuto, ma ci eravamo illusi”.
“Non prendetevela con me. Prima combinate i pasticci, poi volete i miracoli. Troppo comodo, cari signori. Arrangiatevi”.
Ed è sparito.

Per fortuna ci sono i suoi articoli a farci sentire un po’ meno stupidi. Perché avere questa classe dirigente mi fa sentire un idiota.