Prelato italiano
ucciso in Turchia

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ANSA – ANKARA – Mons. Luigi Padovese, vicario apostolico dell’Anatolia, è stato ucciso oggi a Iskenderun, in Turchia. Lo ha confermato all’ANSA il nunzio apostolico in Turchia mons. Antonio Lucibello.

Mons. Padovese, 63 anni, e’ stato assassinato a colpi di coltello nella sua abitazione, stando a quanto si e’ appreso sinora. Era stato nominato Vicario Apostolico dell’Anatolia l’11 ottobre 2004 e consacrato a Iskenderun il 7 novembre dello stesso anno. Non si conoscono gli autori dell’omicidio ne’ i motivi del gesto ma, secondo l’emittente privata Ntv, Mons. Padovese e’ stato ucciso da qualcuno di sua conoscenza al quale ha aperto la porta di casa. Il corpo dell’alto prelato e’ stato gia’ trasferito nel locale ospedale.

Mons. Luigi Padovese sarebbe stato accoltellato e ucciso dal suo autista. Lo riferisce, senza pero’ citare le proprie fonti, il sito internet del quotidiano laico Hurriyet secondo cui mons. Padovese e’ stato ricoverato subito in ospedale dove e’ morto poco dopo il suo arrivo.

ARRESTATO IL PRESUNTO OMICIDA – La polizia turca ha arrestato il presunto autore dell’omicidio di mons. Padovese, il suo autista Murat. Lo ha confermato all’ANSA l’ambasciatore d’Italia ad Ankara, Carlo Marsili, che è in costante contatto con le autorità della provincia di Hatay, dove si trova la città di Iskenderun.
L’arrestato, ha detto ancora Marsili, “sembra che abbia accoltellato mons. Padovese nel giardino di casa. L’uomo era al suo servizio da quattro anni e, tra l’altro, il vescovo si era fatto accompagnare da lui in Italia già due volte. E proprio pochi giorni fa mons. Padovese aveva chiesto per la terza volta un visto d’ingresso in Italia per questo Murat”. “Per adesso sappiamo che la polizia lo sta ancora interrogando – ha aggiunto l’ambasciatore – ma sulle motivazioni del gesto ancora non si possono fare anticipazioni. Sul posto si é recato il nostro console a Izmir, Simon Carta, e già vi si trova un nostro console onorario e il governatore della provincia di Hatay, Mehmet Celalettin Lekesiz, per seguire insieme gli sviluppi della vicenda”, ha concluso Marsili.



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