Corvatta si ribella al Washigton Post:
“Gli amministratori non fanno il bene di Recanati”

L'ex sindaco sull'articolo che definisce la città di Leopardi simbolo della crisi

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di Alessandra Pierini

L’articolo apparso sul Washington Post la scorsa settimana e nel quale Recanati veniva definita comune simbolo della crisi e del fallimento ha ferito l’orgoglio dell’ex sindaco e cittadino di Recanati, Fabio Corvatta il quale, già più volte al centro di polemiche, non accetta che la sua amministrazione sia additata come causa del fallimento di Recanati e ha convocato questa mattina una conferenza stampa in Provincia volta a “recuperare i danni procurati alla nostra terra e con risonanza planetaria da un articolo privo di fondamenti”. Corvatta presenta i documenti che provano una situazione diversa rispetto a quella descritta dalla eccellente voce informativa: “Credo che il bene della città non stia a cuore dei suoi amministratori visto questo scellerato danneggiamento della città.  L’articolo faceva riferimento all’attività finanziaria degli ultimi 3 anni, ebbene nel 2008 il bilancio si è chiuso con un avanzo di esercizio di 226.700 euro e l’11 settembre 2009 il Comune di Recanati ha anche ricevuto un premio di 219.000 euro, il più alto della provincia come Comune virtuoso. Nel 2009 c’è un avanzo di 90.000 euro e la situazione non è rovinosa neanche nel 2010.”
Anche sui contratti derivati Corvatta ha molto da puntualizzare: “Innanzitutto non era una scelta in contro tendenza e il governo aveva invitato a sottoscrivere quei contratti. Dalle delibere di allora, inoltre, è possibile vedere  come la scelta è stata condivisa da personaggi autorevoli che oggi coprono ruoli di tutto rispetto. Coloro che hanno avuto dei compiti importanti nella sottoscrizione dei derivati, sono ancora al loro posto in comune e se oggi si chiudessero i contratti  ne avremmo al massimo 400.000 euro di danno che non sono pochi ma non sono neanche simbolo di una situazione disastrosa.”

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Fabio Corvatta promette di sollecitare l’intervento della Corte dei Conti perché verifichi i bilanci e di chiedere con i due gruppi consiliari l’intervento di una  società di consulenza per la verifica. Va avanti con la questione dell’alienazione dell’ex mattatoio: “Nel corso della mia amministrazione abbiamo firmato un accordo di programma col presidente della Provincia Silenzi per l’alienazione. La prima ditta a cui è stato assegnato l’immobile non ci ha dato tranquillità perciò abbiamo deciso di passare alla seconda, nonostante un tecnico sia  intervenuto a favore della prima ditta. Oggi la mia ordinanza è stata revocata e l’alienazione è tornata alla prima ditta. Questo mi fa riflettere sul fatto che magari si privilegia l’interesse privato a quello del Comune.”
Sulla stessa linea Simone Giaconi, consigliere comunale di Recanati: “La situazione è florida e anche i pagamenti vengono effettuati nei tempi giusti, almeno per alcune aziende”.


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