Carancini-Pistarelli
Il duello finale

Il centrodestra vuole Berlusconi, niente big per il centrosinistra

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di Matteo Zallocco

Romano Carancini e Fabio Pistarelli al ballottaggio non partiranno alla pari. Gli oltre mille voti in più ottenuti dal candidato del centrosinistra al primo turno sono tanti, al di sopra delle previsioni. Certo l’11 e il 12 aprile l’affluenza sarà più bassa, non tutti riandranno a votare e i due candidati dovranno essere bravi a far tornare i propri elettori alle urne. Per questo il ballottaggio può essere considerato imprevedibile. Roma insegna. Francesco Rutelli due anni fa partì forte del 45,77% incassato al primo turno, mentre Gianni Alemanno riprese la sua scalata dal 40,74%. Vinse il colonnello di An. Carancini ripartirà dal 45,97%, quasi cinque punti avanti a Pistarelli (41,10%), lo stesso divario che separava Rutelli da Alemanno.
Più recente e più vicino è l’esempio di Recanati. L’anno scorso il candidato del Pdl Roberto Bartomeoli al primo turno prese il 38,6 ed era cinque punti avanti a Francesco Fiordomo del centrosinistra che la spuntò al ballottagio con il 54, 24%. Qui giocarano un ruolo decisivo gli apparentamenti (in particolare la Lega Nord che a Recanati ha un certo peso) e l’influenza della politica nazionale visto che proprio in quel periodo scoppiò il “caso” escort legato al presidente del Consiglio.
Silvio Berlusconi appunto, sarà questa una carta che il Pdl maceratese cercherà di giocare per rimontare il gap. Berlusconi a Macerata: l’entourage di Pistarelli ci sta provando. Il fatto che le quattro Province chiamate al voto siano andate al centrodestra al primo turno riduce l’eventuale agenda elettorale del premier. Ma non sarà comunque facile convincerlo a venire a Macerata dove il centrosinistra è sempre in vantaggio.
Anche l’indice di gradimento di Berlusconi influirà e potrebbe cambiare anche nel giro di sole due settimane come capitò l’anno scorso: Silenzi perse la Provincia anche per questo, due settimane dopo Fiordomo vinse il ballottaggio recanatese perché la situazione si rovesciò con le dichiarazioni di Patrizia D’Addario e delle altre.

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“Berlusconi a Macerata? Ci stiamo provando – conferma Fabio Pistarelli – . Proprio oggi ci siamo riuniti con alcuni esponenti regionali del Pdl per far arrivare qualche politico di primo piano e di sicuro sarebbe di grande prestigio l’arrivo del presidente del Consiglio. Ma prima di tutto dobbiamo essere bravi noi a rivolgerci alla città e alla maceratesità che ha una voglia di cambiamento ben definita nel voto di domenica e lunedì”.
Qundi lei è soddisfatto? “Sicuramente, è stato un grande risultato. Non mi aspettavo di fare di più perché anche gli altri tre candidati sindaci erano tutte alternative al governo del centrosinistra. La voglia di cambiamento ha ottenuto più del 50%”.
E ora spera negli apparentamenti? “Il dialogo è sempre stato aperto e molto cordiale con i tre candidati sindaci e spero prevarranno le ragioni che ci hanno visto fare analisi in comune sulla città. I contenuti e la voglia di rinnovamento ci accomunano molto”.
Cinque punti da recuperare non sono comunque pochi. “Ora inizia una nuova partita, Pistarelli contro Carancini. Dobbiamo giocare la finale: da una parte c’è la squadra della continuità dall’altra quella della novità, della freschezza e del rilancio con uno sguardo proiettato al futuro”.

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Dall’altra parte Romano Carancini si dice intenzionato a non far arrivare a Macerata nessun big della politica: “Dobbiamo ritornare a parlare con i cittadini all’interno della città senza parlare della politica nazionale”.
Un buon risultato questo 46% al primo turno… “Sicuramente. Innanzitutto è stata sconfessata l’idea portata avanti da Pistarelli che la Giunta uscente avesse sbagliato tutto.
Ha costruito la campagna elettorale solo sul passato e questo evidentemente non lo ha premiato”.
Si sente il vero vincitore? “No, però il dato del 46% è importante, significa che quasi la metà dei cittadini ha creduto al nostro progetto che premia il lavoro umile e costruttivo per il futuro con il programma inviato in tutte le case dei maceratesi”.
Carancini,  anche Pistarelli si dice molto soddisfatto. “Non può dire di esserlo visto che ha imperniato la campagna elettorale sul fatto che con l’Udc si sia riconfermata la coalizione che aveva vinto 9 mesi fa in Provincia e invece ha preso 10 punti di meno rispetto a Capponi. Il dato di fatto è che a Macerata sono stati sonoramente sconfitti. Pistarelli arretra anche rispetto al voto delle Regionali ed è stata sconfitta la linea dei dirigenti dell’Udc che prendono in Comune molto meno di quello che hanno raccolto in Regione e meno della metà di quello che avevano preso in Provincia. Questo mi fa pensare che il popolo moderato dell’Udc non crede al progetto di Pistarelli”.
Qualcuno nel centrosinistra da già per scontata la vittoria… “E’ un momento delicatissimo e non possiamo pensare di avere già vinto, abbiamo fatto un primo tempo importantissimo ma dobbiamo vincere la partita per far naufragare il progetto inesistente di Pistarelli. Sarebbe un errore clamoroso rientrare in campo pensando di aver vinto”.
Capitolo apparentamenti. “E’ tutto da vedere. Cercherò di parlare con tutti, immagino che l’elettorato di Ranzuglia sia più vicino al centrosinistra, Giorgio è un uomo di centro ed Anna deve essere soddisfatta di quello che sta facendo perchè anche se ha ottenuto un risultato sotto alle sue aspettative va detto che una lista civica che continua a candidarsi da 15 anni e prende il 6% significa che è ormai fortemente consolidata in città. Voglio complimentarmi con le tre liste  che hanno fatto un risultato incredibile, la sorpresa più grande è stato indubbiamente l’exploit di Paolo Ranzuglia che non credevo riuscisse a superare il 3%”.


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