Anna Menghi: “Solo sei assessori
e indennità ridotta del 30%”

Le promesse del candidato sindaco alla chiusura della campagna elettorale
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di Alessandra Pierini

“Se dovessi tornare a fare il sindaco, farò innanzitutto un atto che voglio sia d’esempio, abbasserò la mia indennità almeno del 30%. Altro segnale arriverà dalla questione degli assessori: saranno solo sei di cui almeno due esterni e tra gli assessorati ci sarà quello per la riorganizzazione.” Sono queste le promesse che Anna Menghi, candidato sindaco del Comitato che porta il suo nome in alleanza con Essere Macerata di Vittorio Lanciani, fa alla fine del  discorso di chiusura della campagna elettorale, a pochi giorni dal voto per le comunali.

Non finisce qui. “Per gli assessori ci sarà una verifica annuale e chi non raggiungerà gli obiettivi proposti sarà cambiato. questo perchè pensiamo che una città migliore può esistere solo se ognuno fa la sua parte per realizzarla.” La Menghi invita i cittadini a votare la coerenza, la credibilità del candidato Sindaco e delle liste che la sostengono: “Noi siamo servitori del bene comune. Pistarelli ha il coraggio di cambiare ma non di spiegare perchè mi ha mandato via dieci anni fa. Carancini in tutti questi anni ha fatto la difesa d’ufficio del suo Sindaco e doveva avere più coraggio. Noi abbiamo criticato il centrosinistra per la mancanza di un progetto ma il centrodestra ci ha attappato la bocca.”

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Anna Menghi ma anche Placido Munafo e Vittorio Lanciani che le stanno al fianco, criticano duramente la stampa cittadina, secondo loro non corretta in alcuni frangenti. “A fine campagna faremo verificare la par condicio – annuncia Lanciani, leader di Essere Macerata – sappiamo di essere scomodi ma sappiamo anche che questa campagna elettorale è stata deprimente dal punto di vista intellettuale, gli altri candidati hanno dimostrato una incompetenza disarmante.”
La critica verso gli altri candidati continua anche da parte di Placidò Munafò  “il centrodestra ha inviato un sms di propaganda utilizzando i database delle associazioni, noi non ci siamo permessi” il quale critica anche la proposta di questi giorni di intitolare la Specola a Mario Crucianelli “non mi sembra assolutamente opportuno visto quello che è accaduto in consiglio comunale quando si discuteva sul fatto che non fosse accessibile ai disabili.”
Ritorna anche la questione delle spese sostenute in campagna elettorale: “Noi abbiamo fatto tutto con pochissime risorse – precisa Anna Menghi – altri invece hanno speso molto di più. La politica non si deve fare solo con articoli e manifesti, sono fiera di essere stata l’unica ad aver parlato alla gente in un comizio. Ho vissuto momenti che non auguro a nessuno ma ora per la prima volta faccio il vero servizio, servizio del bene comune.”

(Foto di Guido Picchio)

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