Dalla Recanatese all’Arezzo
Paoloni e quella trattativa sfumata

Il centrocampista a causa del servizio militare non andò in Toscana alla corte di Cosmi
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gerio-paoloni

di Mauro Nardi

Il servizio militare gli ha impedito di approdare all’Arezzo del presidente “Ciccio” Graziani e dell’allenatore Serse Cosmi. A metà degli anni novanta Gerio Paoloni (nella foto) ha avuto la grande possibilità di approdare nel mondo del professionismo ma il destino gli ha giocato un brutto scherzo. “Certi treni passano una sola volta nella vita e io non sono stato fortunato a prenderlo – racconta il centrocampista, per molti anni bandiera della Recanatese e oggi in forza al Sirolo Numana che milita nel girone A di Promozione -. Sono ormai agli sgoccioli della carriera di calciatore ma devo dire con estrema sincerità di non nutrire particolari rimpianti. Con la Recanatese ho giocato importanti stagioni in serie D, idem con le altre società nelle quali ho militato. Dal Portorecanati all’Osimo Stazione sino all’attuale Sirolo Numana dove ho ritrovato anche la gioia del gol, sei nelle prime dieci partite. Spero di essere utile alla causa della società e continuare ancora per qualche anno, se il fisico continuerà a reggere”. Nessun rimpianto quindi per il mancato passaggio al professionismo, occasione propiziata da un gol segnato proprio all’Arezzo nel campionato Interregionale nella stagione 94-95: Paoloni mise a segno il punto del 2-2 che rallentò la corsa dei toscani in testa alla classifica, mettendosi in mostra davanti ad un semi sconosciuto Serse Cosmi. “La trattativa era avviata ma si arenò quasi subito a causa del servizio militare – ricostruisce Gerio Paoloni – restai quindi alla Recanatese dove giocai con una certa continuità sino all’infortunio maturato nella gara di Camerino. Un lungo stop che mi tenne fuori per lungo tempo e che peraltro coincise con la retrocessione della squadra. Un anno veramente da dimenticare”. Gerio Paoloni, trentasei anni da compiere ma ancora tanta qualità e classe da vendere, al Sirolo Numana ha ritrovato vecchi compagni di squadra, a partire dal presidente allenatore Andrea Tubaldi. “E’ stato lui a volermi fortemente in organico e di questo devo ringraziarlo in quanto nutre in me enorme fiducia – continua il fantasista – ma oltre ad Andrea ho ritrovato anche Gianni Menghi, Samuele Rossini e Michele Marinelli con i quali ho condiviso la casacca della Recanatese nei primi anni novanta. Il Sirolo Numana si può considerare una mezza colonia di ex giallo – rossi anche se Marinelli non fa piu parte dell’organico, sostituito in panchina dal nostro presidente. Purtroppo nel calcio quando le cose non vanno ci rimette sempre e solo l’allenatore, anche se le colpe sono sicuramente da dividere con altri”. Paoloni in quasi vent’anni di carriera ha visto nascere molti talenti. Primo fra tutti Possanzini, oggi cuore e mente del Brescia in serie B che mosse i suoi primi passi alla Recanatese. “Un giocatore con la stoffa da campione – continua Paoloni – si vedeva che aveva classe da vendere e l’ha confermato strada facendo, raggiungendo traguardi importanti con enorme sacrificio. Un ragazzo di poche parole ma dal grande spirito, arrivato in serie A attraverso la gavetta e non certo attraverso il portone principale. Gli auguro di togliersi altre soddisfazioni”. Agli sgoccioli della carriera Gerio Paoloni guarda ad un futuro nel mondo del calcio, magari come allenatore del settore giovanile. “Ho avuto già qualche esperienza estremamente positiva – conclude la mezza punta del Sirolo – Numana – quando appenderò definitivamente le scarpe al chiodo mi piacerebbe lavorare con il settore giovanile. Insegnare ai ragazzi il gioco piu bello del mondo è molto stimolante e piu semplice rispetto al ruolo di allenatore di prima squadra. Sarà perchè da bambino ho avuto grandi maestri che porterò sempre nel cuore, da Giuseppe Farina ad Enzo Cerruti ai tempi dell’Audace. Un grande uomo che tutt’ora viene allo stadio per seguirmi da vicino”.



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