Civitanova: prosegue la protesta
dei commercianti contro l’eco-zona

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Ha ottenuto l’effetto sperato “lo sciopero delle vetrine”, spente in segno di protesta per il provvedimento dell’eco-zona che vieterà il transito all’interno del centro alle autovetture eco0,1 e 2.

Da ieri le boutique del corso vestono a lutto e il tam tam tra i commercianti sta prendendo sempre più piede. I negozianti, già sul piede di guerra da quando i centri commerciali hanno spostato il flusso e il movimento verso l’esterno, parlano ora di complotto e forse per la prima volta si sono uniti in maniera compatta per una azione di classe. Tanto che l’iniziativa è stata appoggiata anche da bar, ristoratori e altri esercizi e si sta allargando a macchia d’olio anche verso le aree più decentrate. L’associazione commercianti civitanovesi parteciperà anche al consiglio comunale aperto proponendo soluzioni alternative all’ecozona che, secondo il loro punto di vista, non risolve la situazione delle polveri sottili. E si preannuncia così movimentato il consiglio comunale aperto del 9 marzo dove quindi oltre alle ragioni di Legambiente e Citt@verde, ci saranno anche quelle dei commercianti da tenere in considerazione.  Il sindaco intanto considera l’iniziativa un’ azione premeditata e preventiva (l’ecozona infatti non è ancora attiva) <<come si fa a protestare prima ancora di verificare gli effetti?>> commenta. Intanto Citt@verde parla invece di insensibilità ambientale.

La. Boc


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