Per i Radicali molte firme
irregolari anche a Macerata
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Dopo l’esclusione della lista Bonino-Pannella dalla corsa alla presidenza della Regione, il coordinatore Marco Perduca interviene sostenendo che anche nelle Marche ci sarebbero pesanti irregolarità nelle firme raccolte a sostegno delle candidature per le elezioni regionali.
“Dopo la richiesta di accesso agli atti da parte dei delegati della lista Bonino-Pannella nelle province di Pesaro e Urbino, Ancona, Macerata, Fermo e Ascoli Piceno – sostiene Perduca – sono emerse varie irregolarità, specie nella vidimazione dei moduli”. Una situazione che “dovrebbe mettere in dubbio, come in Lombardia, l’autentica di centinaia di firme, specie nel Pesarese e a Macerata”.
“Leggo – aggiunge Perduca – che il presidente uscente (e ricandidato con il centrosinistra) Gian Mario Spacca, che non si è mai fatto trovare ai tempi di una possibile intesa con noi, ora si interessa dei radicali paragonandoci al Pdl: complimenti”. “Sicuramente – continua – Spacca era distratto nel perseguire la santa alleanza con l’Udc, cosa partitocraticamente molto più seria che confrontarsi sui programmi, o trovare un minuto per rispondere alle nostre denunce contro l’illegalità delle elezioni. Non mancheremo di ricordarglielo appena sarà finito il riconteggio, a seguito del nostro esposto”.
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va a finire che dopo la farsa del decreto di oggi salvalistePDL , tanto hanno scattato la fotografia nei dettagli, che alla fine correrà da solo il PDL alle regionali. valla a trovare la fattispecie del paninaro in altre liste…
però che diligenza. stavolta, non hanno omesso proprio nulla!!
art. 1 dovrebbe prevedere che il diritto all’elettorato attivo e passivo sia preminente rispetto alle formalità. Nell’art.2 si stabilisce che ci sono 24 ore di tempo, a partire dall’accettazione delle liste, per sanare le eventuali questioni di irregolarità formale. Una norma transitoria stabilirebbe che – solo ed unicamente per quanto riguarda le elezioni regionali che si terranno in Lazio e Lombardia – lo start delle 24 ore sia da intendersi non dal momento di accettazione delle liste, ma da quello di attuazione del decreto. Infine, nell’art.3 si stabilisce che con ogni mezzo di prova si potrà dimostrare di essere stati presenti nell’ufficio competente al momento della chiusura della presentazione delle liste.
che spreco di articoli però …con tutti i decreti che servono a questo governo cominciassero a fare tagli sugli articoli almenol il tutto secondo me, per il Lazio, si poteva tranquillamente sistemare con 1 solo art. ovvero:
“se il panino che ha deviato l’incaricato dal presentare in tempo le liste del PDL nel Lazio, era farcito al formaggio prosciutto o mortadella, allora i termini di presentazione delle stesse, decorrono dal momento della completa digestione stimabile intorno alle ore 14,30. prorogabile fino alle ore 16 per eventuali disturbi digestivi dovuti allo stress subito dall’attacco dei radicali, se diversamente farcito, il termine ultimo di presentazione viene stabilito alle ore 15,15 secondo i principi ” in medio stat virtus.” e ” de gustibus non disputantum est”.
la pezza è messa dunque… ma non vorrei che come si dice,…è peggio del buco!!!
A mio avviso è il termine ” irregolarità formale” che è poetico…e naturalmente digestivo…
Prima si parlava di leggi ad personam, ora la realtà dei decreti legge interpretativi ad partitum (mai sentito parlare in 4 anni di studi universitari in giurisprudenza!), a quando la prossima legge ad hoc? Francamente se questa è democrazia mi vergogno di essere italiano e se prima avevo qualche dubbio ad andare a votare ora sono ancora più deluso e amareggiato di questa politica.
Lieto di aver deciso mesi fa di non votare per un partito.
Sandokan, perché non torni con Tremal Naik a liberarci da questa pletora di mendicanti?
se questa non è schizofrenia che cos’è? smemoratezza? oppure?
dal quotidiano il Fatto a firma di M. Travaglio, 6 marzo 2010.
Caso Alessandra Mussolini (marzo 2005):
“Le firme sono macroscopicamente false!” (Giovanardi), “procure e uffici preposti escludano le liste presentate in modo irregolare!”.
“Le autorità competenti facciano controlli a campione sull’autenticità delle firme!”, (Tajani).
“E’ una truffa agli elettori!”, (Landolfi).
“E’ una partita a carte truccate, qui si gioca sporco, la campagna elettorale va combattuta ad armi pari” (Storace).
Martusciello: “Quando ci sono le elezioni bisogna rispettare le regole”.
La Russa: “Possono capitare 2,3,10 firme contestabili, ma qui si parla di centinaia! Pecioni! Dicono di aver dietro falangi, poi non mettono insieme 4 firme regolari”.
Gasparri: “Diamo un premio ai pochi che han messo la firma vera”.
ancora Gasparri : “E’ un reato associativo, un attentato alla democrazia. Cosa c’è di più antidemocratico che falsare la competizione elettorale con firme false? Il capo dello Stato non ha nulla da dire?”.
Calderoli: “Predicano bene e razzolano male, parlano di moralità e poi ricorrono a mezzucci”.
Formigoni (ma sì, lui): “Le regole vanno sempre rispettate. E’ giusto che ci sia un controllo rigoroso degli eventuali abusi e che siano puniti coloro che ne hanno commessi. Gli organi preposti verifichino se le firme sono corrette o false”. Gasparri: “Non è una vicenda politica, ma giudiziaria. La democrazia è in pericolo, ci sono profili penali. Vanno cancellate le liste con firme false e vanno perseguiti quelli che le han facilitate.”.
Maroni: “Voglio sanzioni ancor più gravi della semplice esclusione delle liste: chi raccoglie firme false fa una truffa elettorale”.
Alemanno: “Decidano i giudici. Moltiplichiamo i controlli: sono regole fondamentali per la democrazia”.
Capezzone: S’impongono controlli a tappeto anche con l’ausilio di osservatori internazionali su tutte le liste presentate in tutt’Italia.”
Bondi: “Comportamento disgustoso e immorale della sinistra che non condanna chi viola le leggi”.
La Russa: “Bastava che la Mussolini raccogliesse qualche migliaio di firme in più”. Castelli: “Le firme van raccolte onestamente secondo la legge”.
Poi si scoprì che le firme false le aveva infilate qualcuno dello staff Storace con accessi abusivi all’anagrafe della regione. E il Consiglio di Stato riammise As. Apriti cielo: botte da orbi alle toghe rosso-nere.
Landolfi: “Sconcertante”.
Bartolini: “I giudici stabiliscono il principio di illegalità, gli elettori puniranno i truffatori”.
Cicchitto: “Forzatura gravissima”.
La Russa: “Abnorme”.
Gasparri: “Pagare gli stipendi ai consiglieri di Stato solo il 31 febbraio”. Giovanardi: “Pagina vergognosa della storia italiana”.
infine:
Berlusconi: “Sentenza paradossale: riammette una lista con firme false. Per salvaguardare la correttezza democratica del voto, il Consiglio di Stato avrebbe dovuto occuparsi del fatto principale, cioè delle firme false, e non di un cavillo”.
Mah! chissà! forse non si sono accorti, presi come sono dal delirio di onnipotenza, che è stata inventata la scrittura e la memoria perciò si tramanda inesorabilmente col mezzo scritto. Basta leggere cari lettori ed elettori.
Apprezzo e condivido la imponente richezza di fonti ineccepibili evocate da Tamara Moroni.
Bravissima Tamara ad usare questo metodo inconfutabile e a tal proposito vorrei citare questo proverbio cinese :
L’inchiostro più sbiadito è migliore della memoria migliore.
Non conosco la signora Moroni, ma debbo complimentarmi con lei. Mentre tanti mezzi di informazione fanno credere ai cittadini tutto ed il contrario di tutto, con puntualità ineccepibile ha documentato le contraddizioni,gravi, di lor signori.
Brava. E’ cosi’ che si chiariscono le cose. Mi fa sperare che il sole possa sorgere davvero.
Contraddizioni?
Ma per questi politicanti (da strapazzo) la verità dipende da come si alzano.
Oggi vale una cosa, il giorno successivo il suo contrario.
(probabilmente abbiamo una classe politica che nessuno, nell’intero Universo, ci invidia)
vi ringrazio per i commenti positivi e a mia volta ringrazio questo giornale che mi ha dato la possibilità di inserire il post. Non voglio meriti che non siano i miei e dunque sottolineo che è stato Marco Travaglio a collazionare tutte le dichiarazioni che avete letto: io mi sono limitata a fare da cassa di risonanza. Fosse per me, farei di più, se avessi abbastanza denaro e mancanza di pudore nello sporcare i muri della nostra città, le affiggerei dovunque perchè tutti possano prendere coscienza della veste double-face di questi SFASCISTI al potere.
Adesso si capisce bene perchè siano state soppresse trasmissioni come Annozero. Non sia mai che un pubblico anestetizzato da una Tv compiacente all’ esecutivo , avesse potuto notare le contraddizioni degli uomini di governo del centro destra. resterà per sempre in me la curiosità di sapere, posti di fronte all’evidenza, come avrebbero replicato lor signori. E chissà se anche il gatto e la volpe, Sallustri e Belpietro, sempre presenti nella veste di avvocati d’ufficio del padrone, si sarebbero trovati impacciati. mah, io dico di no, con le facce di bronzo che si ritrovano.
Sempre sul filo della memoria, chi ricorda cosa scriveva la Padania verso Berlusconi? fu la Padania prima ancora di Repubblica, era il ’98, il 19 agosto del ’98, a rivolgergli 10 domande scottanti, più di quanto lo fossero quelle inevase su Letizia Noemi postegli da Repubblica, molto molto di più. E oggi la lega è la fedele alleata del Presidente Berlusconi.
questi i titoli della Padania nel lontano 1998…anche qui, per onestà di memoria storica e per dimostrare che non è sempre Travaglio o Santoro o la sinistra o le toghe rosse a voler infangare il Cavaliere.
da “La Padania”( notoriamente il quotidiano di Bossi e della Lega Nord)
“La Fininvest è nata da Cosa Nostra”, (7.10.98)
“Berlusconi, metodi mafiosi” (6.10.1999)
“Silvio riciclava i soldi della mafia” (7.7.98)
“C’è una legge inapplicata: Berlusconi è ineleggibile” (25.11.99)
“Imprenditore o politico, è il momento della scelta” (9.11.98)
“Fu Craxi a spingere Berlusconi in politica” (10.6.98)
“Un biscione di miliardi in Svizzera” (3.11.98)
“Le sedici casseforti occulte” (29.9.98)
“Soldi sporchi nei forzieri del Berlusca” (2.7.98)
“La Fininvest è nata da Cosa Nostra” (27.10.98)
“Così il Biscione si mise la coppola” (16.7.98)
“Le gesta di Lucky Berlusca” (31.8.98).
Non chiediamoci che fine ha fatto ” Roma Ladrona” chiediamoci perchè la gente ancora li voti.
ieri sera mi sono fatta tristemente un’idea del perchè.
ero a festeggiare il compleanno di un amico quando tra un’insegnante di scuola elementare e una signora presente, nasce un diverbio. il pomo della discordia era la scuola pubblica e quella privata. In pratica, la signora che manda i suoi figli alla scuola privata, era indignata perchè dice che deve pagare oltre la retta della privata anche la sua tassa per quella pubblica consistente in 100 euro e questo dice, non è giusto.
qualcuno gli fa presente però accortamente, che non è neanche giusto allora che la scuola privata goda del finanziamento pubblico.
Ma io le pongo una domanda più diretta e le chiedo ” perchè la scelta di una scuola privata? qual’ è la differenza tra la scuola pubblica e quella privata?
La signora, pronta e sicura mi risponde in due punti.
A) perchè è cattolica
B) perchè i miei figli non stanno insieme ai figli degli immigrati nella stessa classe.
La mia buona educazione, la tolleranza e il rispetto del festeggiato, mi hanno impedito di approfondire l’argomento.
certo è, che anche qui la contraddizione non manca; A è contrario a B.
con spirito cristiano mi viene da dire…Signore, perdona loro, perchè non sanno quello che dicono!
adesso voglio esprimere invece una mia valutazione sulla questione della firma del Capo dello Stato al decreto salvaliste.
Napolitano oggi ha risposto ai tanti italiani che lo hanno attaccato telefonando al Quirinale, attraverso il web, la stampa, dalla piazza e con ogni altro mezzo possibile.
Il Presidente dice sostanzialmente, che non c’era altra via che firmare quel decreto presentatogli dal governo, perchè non era sostenibile che non potessero non partecipare nelle 2 più grandi regioni italiane le liste del maggior partito politico e poi anche perchè l’opposizione non ha collaborato.
C’è un detto delle nostre parti che recita ” morte non venga, che scusa non manca”
a me sinceramente inquieta e alquanto la motivazione addotta dal Capo dello Stato quando dice che, non era pensabile esludere le liste del maggior partito politico nelle due regioni più grandi, perchè implicitamente mi fa dedurre: e se allora fossero rimaste escluse le liste di minor peso elettorale non rappresentate dalla maggioranza del governo o che avessero riguardato una piccola regione, sarebbe stato pensabile? chi avrebbe promosso con tanta forza e insistenza la loro riammissione al voto, chi per loro, nel loro interesse avrebbe fatto la spola da Palazzo Chigi al Quirinale? Che effetto avrebbe avuto su di lui la minaccia di agitazione dela piazza di un candidato di una lista magari nascente nel nostro panorama politico, anzichè delle folle del PDL?
Ecco perchè per me questa è una dichiarazione politica e non da arbitro super partes. Il Presidente della Repubblica non è chiamato a dirimire questioni politiche a favore di questa o quella maggioranza ma di garanzia di tutte le forze parlamentari, nel rispetto della Costituzione.
Ma In Italia si è preso il vezzo ormai di parlare solo di maggioranze e consensi e con ciò, tralasciare tutto ciò che ne è fuori. Più volte Napolitano ha ribadito che …”nulla può abbattere un governo che abbia la fiducia della maggioranza del Parlamento in quanto poggi sulla coesione della coalizione che ha ottenuto dai cittadini elettori il consenso per governare”
.
E’ una logica democratica questa? Chiedo.
Così, se un governo legittimamente eletto a maggioranza, si trasforma lentamente nel corso del mandato, in un mostro fagocitante di tutti gli altri partiti attraverso leggi e decreti che di fatto uccidessero la democrazia o addirittura impedissero il rinnovo del Parlamento, andrebbe comunque sostenuto e difeso ? ^
Se nulla può abbatterlo secondo Napolitano, tutto è possibile.
E in che consiste allora il suo ruolo di garante? Chi garantisce il Capo dello Stato, sempre il più forte, cioè solo a maggioranza democraticamente eletta ?
A me sembra che le parole libertà, democrazia, siano solo diventate delle catecresi, cioè parole tanto acquisite nel linguaggio politico, quanto abusate e prive del loro significato reale.
Non entro nel merito del provvedimento del decreto adottato come soluzione, chè in quanto atto sottoposto a controllo e a modifica , non risolve un bel niente, ma sposta solo nel tempo i termini del problema.
Tamarissima.
permettimi di dire, anzi, di scrivere che la assoluta pochezza (se non peggio) dei partiti che dovrebbero essere e fare opposizione, ha posto nelle mani della magistratura e ora anche al suo Capo un potere fuori misura. I Presidenti della Repubblica non sono altro che difensori della Carta Costituzionale. Va da sè che ogni volta si va in affanno. Si spera, come si potrebbe dire in gergo calcistico sul “miracolo” dell’ultimo uomo. Questo ad evindenziare ancora una volta la totale mancanza di centrocampo e centrocampisti validi, siamo come filtro e sia come propositori di azioni d’attacco. Chiediamoci anche questo.
d’accordissimo sui deficit dell’opposizione.
ci vorrebbe davvero un bel decreto interpretativo per loro, per capire come si fa politica di opposizione. adesso vedrai come riescono a perdere di giorno in giorno, di dichiarazione in dichiarazione , quei consensi elettorali che gli erano piovuti dalla grazia del cielo per tutta la vicenda delle liste.
parlo all’imperfetto perchè già si è capito da come oggi ha annunciato Letta, ostruzionismo in Parlamento e contestazioni di piazza, che non hanno saputo sfruttare il vantaggio che potevano portarsi a casa alle regionali.
gli italiani ormai si sono fatti la loro idea e molti sondaggi davano più dell’80 % degli italiani contrariati dall’atteggiamento della maggioranza, hanno persino attaccato direttamente il Capo dello Stato, quindi basta ora, non serve organizzare contestazioni fuori tempo massimo. anzi, appunto sono autolesive.
è chiaro che le liste del PDL avrebbero dovuto esserci in questa competizione e l’opposizione qui avrebbe potuto giocarsi un ruolo strategico nella risoluzione del problema …ma avrebbe mostrato quella forza che non ha…come Don Abbondio,,,se uno il coraggio non ce l’ha, non se lo può dare.
..mi rifugio nella letteratura perchè il calcio non è il mio forte, ma il concetto è quello