Nuova veste per Emmaus
L’editoriale del Vescovo
Monsignor Giuliodori parla dell'eredità di Ricci che ha sancito l'incontro con la Cina
Dopo i primi due anni come settimanale Emmaus compie un nuovo, prestigioso salto di qualità. Con il primo numero di marzo infatti – in distribuzione a partire da giovedì 4 – il periodico d’opinione maceratese passa a 24 pagine, arricchendosi di ulteriori spazi e contenitori d’informazione, secondo lo stile che da sempre contraddistingue la testata fondata nel 1986.
Ma questo non è l’unica novità che caratterizzerà la nuova veste editoriale di Emmaus: il settimanale uscirà infatti in versione full color, dando così ancora più risalto alle foto pubblicate.
Il numero 9 si caratterizzerà inoltre per l’inserto speciale del Reportage interamente dedicato al Convegno Internazionale «Scienza Ragione Fede. Il genio di Padre Matteo Ricci»: il quartino interno, ricco di immagini e testi, rappresenterà un’occasione in più per approfondire meglio la straordinaria figura del gesuita maceratese.
Per l’occasione anticipiamo l’Editoriale di mons. Claudio Giuliodori dedicato al Convegno e all’eredità di Ricci che ha sancito le premesse per «l’incontro tra la Cina e l’Occidente», e a cui è doveroso tributare «gratitudine e riconoscenza per aver tracciato nella storia dell’umanità un sentiero luminoso di amicizia e di fecondo scambio tra mondi che fino ad allora erano rimasti sostanzialmente estranei».
“Con i due Convegni internazionali di Roma e Macerata – scrive il Vescovo – dedicati a P. Matteo Ricci siamo entrati nel vivo delle celebrazioni per il IV centenario della sua morte. Non solo lo ricordiamo e gli rendiamo onore per la sua straordinaria opera missionaria e culturale che ha permesso l’incontro tra la Cina e l’Occidente. Sentiamo il bisogno di esprimere nei suoi confronti tutta la nostra gratitudine e riconoscenza per aver tracciato nella storia dell’umanità un sentiero luminoso di amicizia e di fecondo scambio tra mondi che fino ad allora erano rimasti sostanzialmente estranei. È stato un antesignano della globalizzazione e resta un riferimento per interpretare e affrontare questo fenomeno che caratterizza il nostro tempo. Oltre che un grande del passato, Li Madou è un modello per il presente e un faro per il futuro.
Attraverso le tante iniziative che si stanno realizzando in tutto il mondo è come se il gesuita maceratese ritornasse a vivere in mezzo a noi e a far sentire il suo passo nel cammino della storia. Ed è proprio a Macerata nelle Marche, terra da cui è partito, che oggi, in modo tutto particolare, egli ritorna con il suo ricchissimo bagaglio di esperienze vissute sul crinale di una formidabile stagione di incontro tra culture e civiltà. A partire dai convegni sono almeno tre gli aspetti su cui siamo inviatati a riflettere e a cogliere l’attualità profetica di P. Matteo Ricci.
In primo luogo la forza della fede che, come testimonia P. Matteo Ricci, ci spinge ad osare e a cercare sempre, anche sulle frontiere più impervie della storia, nuove strade per annunciare la bellezza e la gioia del Vangelo. Un secondo aspetto che colpisce e impressiona chiunque si accosti al Ricci risiede nella sua singolare capacità di percorre tutte le strade della scienza, della cultura e dell’arte (filosofia, teologia, matematica, astronomia, cartografia, pittura e musica…) per cogliere e comunicare il mistero di Dio presente e operante nel creato e nella storia. In P. Matteo Ricci non c’è alcuna eterogenesi dei fini, ma solo una straordinaria capacità di ricondurre tutto e sempre al mistero di Dio, principio e fine di tutte le cose. Mistero che non finisce mai di interpellare il cuore e la mente dell’uomo, in ogni epoca e ad ogni latitudine. Da ultimo il suo senso di appartenenza alla Chiesa e in particolare a quella Compagnia di Gesù con la quale e per la quale ha affrontato un’impresa epica. Impresa possibile solo a figure dalla statura intellettuale e morale fuori del comune, ma anche umili e obbedienti ad un disegno più grande del quale, come accaduto al gesuita maceratese, si è chiamati ad essere geniali interpreti.
Più scopriamo la sua grandezza, più ne siamo affascinati. Il suo messaggio scuote le nostre coscienze e ci provoca a guardare avanti mettendo a frutto il suo insuperato modello di evangelizzazione e di confronto interculturale. Allora, e solo allora questo centenario non passerà invano”.
* Vescovo di Macerata – Tolentino – Recanati – Cingoli – Treia

E’ un grande dono per Macerata, P. Matteo Ricci, che lo sta ‘riscoprendo’ per il tanto lavoro di ‘celebrazioni’ e per la Chiesa universale. Il FILM sta facendo il giro del mondo cattolico e non. Sento espressioni di meraviogòlia davanti a tale ‘figura’ che si va rivelando attuale-profonda-fedele al mandato di Cristo!”-
In Germania – Monaco e Groebenzell – abbiamo portato diversi documenti
su P. Matteo Ricci. Ha suscitato molto interesse la notizia del fim ‘multilingue sul gesuita maceratese. Attendono con ansia di poterlo ‘rivedere’ nella loro lingua.-
Sia, P. Matteo Ricci, un prezioso compagno ‘di viaggio’ in questo anno sacerdotale.
Sono onorato di essere concittadino di Padre Matteo Ricci, e grato al Vescovo Giuliodori per il grande lavoro di comunicazione e di evangelizzazione che sta svolgendo da quando è arrivato a Macerata. Approfitto dell’occasione per ricordare anche il suo indimenticato predecessore, Mons. Tarcisio Carboni, il quale per primo rilanciò la figura e l’opera di Padre Matteo Ricci in anni in cui, del gesuita maceratese, qui in città si sapeva poco o nulla, oltre il fatto che era andato missionario in Cina. Nel nome di Padre Matteo, Mons. Carboni volle – ed ottenne, con benedizione di Giovanni Paolo II – il seminario diocesano e missionario “Redemptoris Mater” per la rievangelizzazione della Cina. Questo 2010, che è l’anno quattrocentesimo dalla morte del Ricci, è anche il quindicesimo dalla scomparsa di Mons. Carboni. Quanto vorrei che, dopo la beatificazione di Padre Matteo, si aprisse anche un processo di beatificazione per Mons. Carboni.