Macerata saluta Giorgio II
Serrande spalancate sul futuro
Meschini lascia tra le critiche (troppe!) e studia da leader del Pd - di Mauro Montali -
di Mauro Montali
Giorgio Meschini, il re di Macerata per dieci anni, se ne va. Dove? Non si sa. All’Arpam come lui ha chiesto? Chi potrebbe dirlo. Una caratura di leader, a sinistra, comunque per sè, l’ha creata. Ha condotto in porto, contro la vecchia nomenklatura, la candidatura di Romano Carancini. Il problema è se l’operazione sarà vincente. Se lo fosse, re Giorgio secondo, diventerebbe il punto di riferimento incontrastato del Pd e il grande consigliere politico e morale della città intera. Come Ciaffi. Non aggiungiamo Pambianchi, perchè le aree culturali di provenienza sono assai diverse. Se Carancini, invece, dovesse perdere, Meschini non si dovrà tirare indietro (e non lo farà): la ricostruzione di una sinistra possibile passerà per le sue mani.
Intanto lascia la scena principale. Sullo scranno di piazza della Libertà tra un mese o un mese e mezzo ci sarà qualcun altro. Il bilancio del suo lungo mandato, Meschini l’ha già fatto un mese or sono. Lui si è difeso con le unghie e con i denti. Giorgio, in questo periodo, non gode certo di buona stampa. Tutti, per i motivi più disparati, stanno lì a lamentarsi. In qualche modo è fisiologico. Un ciclo è finito e la parola “discontinuità” è entrata d’imperio nel lessico maceratese. Sia a destra che a sinistra, passando ovviamente anche per le liste civiche. Detto questo, Meschini, ai nostri occhi, non ha fatto male. Fabio Pistarelli ha ragione certamente su un punto: il centro di Macerata è inaccessibile. Ma il sindaco uscente poteva fare ben poco: il parcheggio a nord non era nei programmi del centrosinistra, ostaggio della sinistra radicale e della componente repubblicana che da sempre ha osteggiato l’ipotesi Rampa Zara. E non si è mai capito il perchè.
Non è cosa da poco. E un grande errore strategico è stato compiuto, se è vero, come è vero, che i grandi raggruppamenti elettorali hanno posto tra i loro obiettivi prioritari la realizzazione del parcheggio a nord. Rampa Zara o Fonte Maggiore, o altro, si vedrà.
Giorgio secondo (lo chiamiamo così per via del doppio mandato) lascia una città incompleta. Lo scenario di via Trento, tra un fronte che sembra Manhattan e l’altro che assomiglia a Brindisi vecchia, è lì e la contraddizione è un colpo per occhi e menti.
Il piano casa non è partito appieno, per tanti motivi. Crisi economica ed altro, compresa l’aggressività dei costruttori, ha impedito che il piano, votato in Consiglio comunale anche da una parte dell’opposizione, partisse alla grande.
Città incompleta e in ricostruzione. E’ vero. Però hanno assolutamente torto quelli che parlano di “cementificazione selvaggia”. Macerata, secondo un censimento di “Ecosistema Lega Ambiente” e pubblicato la scorsa settimana dal magazine del Corriere della Sera, è la nona in classifica per il verde in città. Sono dati incontestabili. Milano è la ventinovesima e Roma, famosa per i suoi parchi, è addirittura trentasettesima.
Per la “qualità della vita”, Macerata, come scrive il Sole-240re, è addirittura quarta. La criminalità non è aumentata, il benessere non è sceso. Di che si parla? I cittadini hanno lamentele da fare? Leggano Galli Della Loggia sul Corriere della Sera di oggi. Il degrado morale ci circonda. Macerata, tuttavia, si salva da questo girone.
L’onesta al primo posto. Sindaci, assessori, consiglieri comunali: nessuno mai è stato inquisito. Non è poco di questi tempi.
Meschini esce di scena. Con qualche rimpianto. Chi verrà non sarà, forse, meglio di lui. Questo gioco di prendere le distanze da lui non ci piace. E comunque sarà la storia a dirci se è stato, o no, un grande sindaco. Il primo cittadino ha compiuto errori, personali, non piccoli. Quella lettera al presidente della Fondazione, Franco Gazzani, per esempio. O quella visita notturna, nel carcere di Camerino, a Bruno Carletti una settimana dopo i il tentato omicidio della moglie. Ma questi sono fatti che fanno parte del carattere e dell’esuberante generosità di Giorgio Meschini.
Da ultimo torniamo sulla “querelle” delle tapparelle della Prefettura, in piazza della Libertà. Sono un obbrobrio. Non c’è dubbio. I sindaci, tutti, avrebbero potuto fare molto di più. E’ vero che la competenza non è la loro, è della Provincia, caso mai. I Prefetti, essendo figure transeunti, se ne sono sempre sbattuti. Pistarelli ha ragione di nuovo. Ma porre questa questa questione, ora, è speciosa. Un primo cittadino, o un candidato ad esserlo, ha il diritto-dovere di denunciare la “rottura epistemologica”, per dirla con Althusser, dell’armonia urbanistica di piazza della Libertà, ma con molta attenzione.
Le foto che pubblichiamo (per gentile concessione del professor Andrea Francalancia), tuttavia dimostrano che le tapparelle della Prefettura erano così anche all’inizio del secolo scorso. Ci sono stati, poi, grandi podestà fascisti (Benignetti e Magnalbò, tanto per dire): nessuno ha avuto mai niente da dire. Eppure erano i tempi del razionalismo piacentiniano, del futurismo, sia pure di secondo livello, di Ivo Pannaggi. Fabio Pistarelli, ovviamente, non c’entra nulla con quegli anni e con quel regime.
Mario Baldassarri perse le elezioni, nel 2001, per aver maldestramente citato, in un comizio pubblico con Gianfranco Fini, la vicenda di Dugini e Turchetto.
Con la storia bisogna avere rispetto.
Nelle foto (clicca sopra per gli ingrandimenti): dall’alto, Giorgio Meschini; Piazza della Libertà nel 1900; il palazzo della Prefettura oggi; Piazza Libertà (elezioni del 1913); Il concerto sulla Loggia dei Mercanti di Beniamino Gigli (1930); primi piani delle serrandine della Prefettura visibilmente rovinate; Il convegno degli universitari fascisti (1930); la visita di Mussolini del 1936; e infine due foto della Loggia dei Mercanti, fino alla fine dell’800 anche lì c’erano le persiane…
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La conferenza stampa di fine mandato:











Qui non si inquisice nessuno perche` c`e` un tacito accordo oggi io domani te e tutti tacciono insabbiano nascondono.A conferma c`e` anche una frase appena letta nell`articolo (I prefetti essendo figure transeunti se ne sono sempre sbattuti). Questo e` il modo di fare di che governa.
Anche le amministrazioni sono transeunte come i sindaci ecc.
Meschini punto di riferimento incontrastato del PD in caso di vittoria?
La ricostruzione di una sinistra passerà, in caso di sconfitta, attraverso Meschini?
Grazie a Dio non sono tesserato al PD….
Macerata è nona in classifica per il verde, e ci credo. E’ un paesotto immerso nella campagna. come si fa a paragonarla con Roma o Milano???
Invece la cementificazione è paragonabile proprio perchè selvaggia, perchè speculativa, perchè fatta senza buon senso, o forse con senso degli affari ma sicuramente con poco senso estetico…
Viva via trento e auguri ai costruttori.
@Marcelli
Nel 1993 durante la campagna elettorale apparvero manifesti in cui si celebrava Macerata come una delle poche città, in tutta Italia, in cui non c’erano aministratori inquisiti…..
Eravamo noi la sola “grande città” poichè tutte le altre, dove non c’erano inquisiti, erano città tipo Roccapitina Superiore, Noceravicino Santa Maria, Pievesul Collle e via dicendo.
Insomma in tutta Italia eravamo noi maceratesi…. e 3 o 4 città che erano Comuni così piccoli che probabilmente non erano nemmeno sulle cartine geografiche.
Come a dire che qui, nella città che penneca in collina, non solo i cittadini pennecavano…
@Cerasi cio` a confermare il mio pensiero.
Ma pensi che durera` per sempre?
Sai io fra qualche anno vorrrei tornare ma forse non mi conviene.
@Marcelli
Sono un inguaribile ottimista, ma non riesco a vederla rosea come vorrei
Saluto ovviamente Meschini sindaco uscente che definirei un bravo politico di partito, ma un cattivo amministratore, avendo rappresentato nei fatti, unitamente ai partiti della sua coalizione di centro sinistra, “la politica del sonno e dei poteri forti” e dimostrando un indubbio dilettantismo nella gestione della cosa pubblica. Mi suona strano infatti che il centro sinistra e Carancini in testa parlino di discontinuità rappresentando, Carancini stesso e la sua coalizione di centro sinistra, la perfetta continuità con l’amministrazione Meschini, oggi tanto criticata , ma che loro hanno sempre appoggiato e condiviso. D’altronde nel versante del centro destra Pistarelli altro non è che l’altra faccia del centro sinistra che non farà altro che proseguire la politica di Meschini, chiamando semplicemente in maniera diversa i partiti della propria coalizione..
Condivido alcune affermazioni di Montali a proposito di Giorgio. Io credo che la destra,durante la campagna elettorale, tenterà di “amplificare” alcuni “errori” di Giorgio, tirando fuori spot tipo “galleria”, “piscina in ritardo”, ” centro storico in disuso”. Questi spot avranno lo scopo di influenzare l’elettorato che si muove sull’onda emotiva. In questo senso io difendo Giorgio Meschni poichè ritengo che i meccanismi retorici di “amplificazione” non corrispondano alla realtà. Ne prendo uno, non a caso, l’accusa di cementificazione.La parola fa scena… Ma sapete quanto ha cementificato Civitanova in dieci anni, sapete quanto ha cementificato Corridonia? E poi, sapete quante volte la destra ha votato ” a favore” della cementificazione? Basta andare a vedere i voti in Consiglio comunale. Ivi inclusa la Minitematica. Non sono invece in pieno accordo con l’amico Montali su una cosa, che Meschni sia l’erede di Ciaffi. Adriano Ciaffi operava in un contesto storico diverso. C’era il PPI, il Partito Popolare. Il PD, venne dopo. Non so se Ciaffi sia stato un amante nella nuova sigla ( PD), forse si. Io, ma è mia opinione, avrei preferito che il PPI fosse rimasto tale e quale, con i DS, alla propria sinistra. La simmetria evocata dai più, ovvero le due novità, PD e PDL, è a mio avviso, assurda. Mentre Berlusconi ha la forza( di danaro e di potere mediatico) di “sostenere” un Marchio ( PDL) nuovo, la sinistra non è in grado. Non che non lo sia intellettualmente, ma concretamente. Per la verità, neppure il PDL, da “solo” è autosufficiente. Per ora ha “surrogato” AN, assicurando ad AN la produttività del Marchio( PD). Ma solo quella. Se il PPI fosse rimasto tale, la compliance con l’UDC sarebbe stata maggiore.
@Guido
Scontato e ovvio che in campagna elettorale, allo scopo di raccattare qualche voto, si utilizzeranno tutti i meccanismi di denigrazione del’avversario e si tenderanno strumentalmente ad ingigantire gli errori che sono stati compiuti… Facendo finta, al contempo, che questo centrodestra (in stato vegetativo per 10 anni) non sia stato parte integrante di diverse decisioni aministrative (soprattutto sulle questioni urbanistiche).
Detto questo bisogna però ricordare che forse la critica più giusta, sollevata più volte a livello politico in maggioranza e sempre respinta al mittente, è stata l’incapacità strutturale di ammettere che su alcune questioni, alcuni atti, alcune decisioni l’orientamente del Sindaco era errato o condito con pressappochismo.
Quante volte, in maggioranza, ci sono state critiche giustificate che sono state invece accolte e risolte, dal Sindaco, con un’alzata di spalle e un’insofferenza manifestata al limite della supponenza?
Ad esempio sulla errata realizzazone dela Passeggiata di Viale Puccinotti invece che intervenire per RImuovere si è finito per PROmuovere anche coloro, dell’Ufficio Tecnico, che hanno manifestato, più volte, la loro totale inadeguatezza agli incarichi ricoperti….
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Invece, in senso più squisitamente politico, ritengo una vera e propria truffa (a danno dei propri elettori) l’alleanza del’UDC cittadina con il PdL.
Ora cercheranno di giustificare questo “matrimonio di convenienza basato sulle poltrone” con paroloni e ridicoli salti della quaglia, ma resta il fatto che l’UDC (ma anche buona parte del PdL) ha spesso votato con questa Amministrazione ed ora mi sembra ipocrita che facciano finta che loro oggi sono contro quando, fino a ieri, tenevano il sacco.
Ricordo addirittura che, nel 2005, il consigliere Tacconi, a mò di medaglietta per meriti ricevuti sul campo di battaglia, si gorificava (nella sua pubblicità elettorale) per il fatto che l’UDC aveva SPESSO e VOLENTIERI votato come la Maggioranza su tutti i più importanti aspetti amministrativi… Cosa che ha continuato a fare anche tra il 2005 e il 2010.
Ritengo oggettivamente una buona cosa che il centrosinistra abbia fatto le primarie: non dimentichiamo he Carancini è stato scelto dalla popolazione democraticamente e non imposto, come invece è avvenuto per il candidato Pistarelli, paracadutato a Macerata, che pur essendo maceratese era così lontano dalla nostra realtà da essere costretto a fare una ridicola campagna di ascolto.
Ho già scritto che è grottesco il fatto che Conti prima dica che Pistareli è il candidato sbagliato.. Che non vi possono essere accordi di sorta…. Che l’imposizione dal’alto di Pistarelli è un grossolano errore da chi vuole Macerata succube…….
……..E poi, anche lui, ci va a nozze assieme.
Grottesco che diventa ridicolo quando poi Conti fa un passo indietro e non accetta nemeno la candidatura alle regionali (ma come: doveva correre come Sindaco-alternativo a Pistareli- ed ora non corre per niente da nessna parte??) visto che l’altro concorrente (Giusotizzi) è gradito al vicaro del vicario del vicario….
Se dobbiamo accontentarci del fatto che nessun amministratore maceratese sia stato inquisito, siamo messi male…
Chissà perché non si riesce mai a valutare le situazioni nella loro interezza; o Macerata è un paradiso oppure è un mortorio. Invece (per fortuna?) le cose non sono quasi mai bianche o nere ma assumono infinite sfumature di colore.
Macerata è una città che offre una qualità della vita discretamente buona, ma ha ovviamente una serie di cose che non vanno. Dice Montali che è incompleta: e che vuol dire? Quand’è che una città è “completa”? Poi quand’è completa che facciamo? Mettiamo il cartello “chiuso per cessazione dell’attività”?
Una città è viva, evolve, cambia sempre, insieme ai suoi cittadini. E ogni tanto cambia i suoi amministratori… o almeno dovrebbe. Già perché se guardiamo i nomi di chi c’è e di chi si propone è ben difficile trovarne qualcuno nuovo. Dove sarebbe la discontinuità? Sia i partiti che buona parte delle liste civiche (o presunte tali) portano avanti sempre le stesse persone, con le stesse idee (a volte senza idee), per gli stessi interessi.
La discontinuità (quella vera) dipenderà dai cittadini che dovranno scegliere se mantenere questo stato di cose (bello o brutto che lo si voglia considerare) oppure se “osare”, scommettere su un futuro diverso: un futuro che non può certo essere quello di chi si spaccia per innovatore solo perché si presenta con una bandiera diversa, ma nella realtà segue le stesse logiche dei suoi (presunti) avversari e difende gli stessi interessi.
Per la risposta… basta aspettare il 30.
Ancora una volta mi complimento con l’amico Montali per lo stile e il colore del suo corsivo. Ed anche per la curiosità architettonica che fa risaltare dalle foto d’epoca. Quanto invece ai contenuti politici dell’articolo, mentre saluto l’amico Giorgio Meschini – con cui recitavo insieme in dialetto, da piccoli (se trovo le foto faccio uno scoop anche io) – sollevo il dubbio che forse gli argomenti “piscina in ritardo, palasport fuori norma, galleria in cui piove”, più che atti a sollevare l’emotività popolare, possano servire a coprire il vuoto programmatico. In alcuni – è dato credere – per incapacità costituzionale di andare a fondo ai problemi; in altri per comodità e strategia, mancando il tempo per uno studio reale e di fattibilità delle possibili soluzioni ai guasti. Vorrei consigliare ai candidati (e a me stesso, insieme agli altri concittadini) di astenersi (loro) e di difenderci (noi) dalle sirene facili del politichese applicato alla campagna elettorale per fare molto fumo ed evitare ogni arrosto. Vorrei – come dicevo all’amico Montali ieri in piazza – un respiro diverso. Non solo l’assenza di svincoli, invece, mi rende l’immagine di una città ripiegata su sé stessa.
Non ho letto i commenti , ho letto solo l’articolo e debbo dire che non mi piace. Vivendo Macerata sono certo solo di una cosa: che sicuramente la coalizione di Carancini o la coalizione di Pistarelli ossia una delle due che vincerà saranno meglio di questi 10 anni pieni di tanto ma tanto buio !!!!
Scusi Cerasi ma di quale denigrazione parla? I fatti sono fatti. Quale opere pubbliche ha realizzato l’amministrazione Meschini? La galleria che per imperizia è costata a macerata 25 milioni di euro anziché 14 consumando così un consistente impoto lavori che ha privato Macerata di una viabilità degna di questo nome che non ho remora alcuna a definire una incompiuta e che poi è stata realizzata male perché ci piove? la passeggiata per le mura sdrucciolevole e in pendenza che è stata rifatta più Volte con i soldi dei contribuenti? Le piscine che in 10 anni non sono stati in grado di appaltare? O parliamo della strana rotatoria di Via Roma prima del passaggio a livello? Mi dica Cerasi, di cosa si deve vantare come opere pubbliche il centro sinistra uscente? Di tutto questo è anche politicamente responsabile il suo candidato sindaco Carancini, così come il PdL assolutamente latitante come opposine.
Carissimo Gianfranco Cerasi, certo che il sottoscritto in Consiglio Comunale, ha votato spesso con la maggioranza sulle cose essenziali. Su Cronache Maceratesi, ti presenti con la figura di Sandro Pertini, io stesso Democristiano, nel mio studio ho un suo manifesto. Vedi caro Gianfranco quando si è eletti in consiglio non si può fare solo politica, se c’è una maggioranza è solo per volontà popolare, la minoranza come nel mio caso non deve chiudersi, Pertini alla Camera non si comportava cosi. Quando una Delibera può essere giusta, la si vota, molti progetti del Piano Casa, erano condivisibili per questo ha avuto il mio consenso. Stesso comportamento della maggioranza su alcune mie proposte es. la strada Via Mattei – La Pieve. Ne cito una sola per non allungare il discorso.
Giuseppe Grandoni il 5 febbraio 2010 alle 12:28
Basta guardarsi attorno, le strade sempre meno pulite, non parliamo dei marciapiedi che sono peggio; le strade piene di buche, auto parcheggiate sui marciapiedi ecc. ecc., mi auguro che l’Arpam abbia il buon senso di dirigersi verso altri personaggi di indiscussa capacità.
Speriamo bene, povera la nostra Macerata
paolo renna il 3 febbraio 2010 alle 17:27
Caro sindaco mi dispiace contraddirla ma credo che lei abiti in un’altra città. Macerata è quasi un disastro sia a livello sociale che a livello logistico, basti pensare che il tunnel, la strada di scorrimento per eccellenza di Macerata finisce a montanello; per nuotare siamo stati costretti ad emigrare nelle realtà vicine, la piscina riaperta a 2 mesi dalle elezioni è solo uno spot elettorale stile anni 50. Le strade intorno a Macerata sono scandalose solo viale don bosco si salva, abbiamo molti spazi verdi è vero, solo che sono abbandonati totalmente dalla sua amministrazione, vedi villapotenza, le vergini, la pace etc.etc. Potrei continuare all’infinito, spero solo che la città di Macerata mandi a casa questa dirigenza che per 10 anni l’ ha affossata.
Per il resto le faccio tanti auguri per il suo futuro.
Fabio Marcelli 3 febbraio 2010 alle 23:26
Vorrei fare una domanda a meshini.Sempre che risponda.
Conosce l`aerchitetto Palazzolo? Evangelisti?
Avete fatto sicuramente un bel lavoro complimenti
Gianfranco Cerasi il 4 febbraio 2010 alle 07:32
Caro Fabio ci sarebbe anche da chiedersi come mai un dirigente (se non erro nemeno scelto da questa aministrazione, ma dalla precedente) invece di essere RImosso viene PROpromosso, quando sono sotto gli occhi di tutti i macroscopici, incredibili, incompetenti errori che il suo ufficio ha commesso….
Ci sarebbe da chiedersi, nei vari Piani Casa – Minitematiche – Variazioni del Piano Regolatore, chi siano i beneficiari e controllare approfonditamente se i beneficiari hanno collegamenti diretti (mogli, mariti, figli, zii, nipoti, fratelli) o indiretti (amanti, amci, sorelle o fratelli di mariti mogli ecc.) con i consiglieri, gli assessori i dirigenti comunali….
Ci sarebbe da chiedersi perchè alle Vergini ed a Corneto (nuovi quartieri) le strade siano strettissime nonostante che ci sarebbe stato tutto lo spazio per farle adeguate.
Ci sarebbe da chiedersi perchè non c’è una rotonda a Macerata che sia fatta bene, perchè le stesse rotonde sono enormi (esempio Villa Potenza) o fatte dove non servono (Via Mameli) e non fatte dove invece servono (Via Mugnoz)….
Ci sarebbe da chiedersi quanto si possa essere incapaci visto che la Passeggiata dei Giardini è troppo pendente (originariamente pendenza massima del 5% ora quela media è del 7% con punte di oltre il 10%) e il materiale scelto (da relazione tecnica “resistentissimo”) si sta spaccando tutto.
Ci sarebbe da chiedersi quanto si possa essere incapaci visto che il rifacimento della Galleria del Commercio è stato fatto malissimo (al contrario della Passeggiata storta qui c’è poca-nessuna pendenza, l’acqua ristagna).
Cioè tutte domande già fatte, domande per le quali tutti i reponsabli hanno evitato accuratamente di rispondere (ed hanno evitato accuratamente di dimettersi).
edicoladanielazucconi il 4 febbraio 2010 alle 17:10
Ricordiamoci prima del termine del mandato , della “fase sperimentale” della circolazione a Santa Lucia. Quanto stiamo passando da mesi ci basta per dire “siamo stufi”. Esprimo l’opinione dei residenti e degli altri commercianti.
mamo il 5 febbraio 2010 alle 01:02
Quando leggo affermazioni come quelle del sindaco uscente rimango allibito e contrariato.
Allibito per l’enormità degli strafalcioni e la faccia tosta di chi intende propinarli ai cittadini.
Contrariato, ma forse più schifato, della classe “politica”. Proprio queste affermazioni dovrebbero far riflettere attentamente gli elettori.
Un sindaco uscente con tali affermazioni non fa che confermare come la classe dirigente sia ad un piano totalmente superiore rispetto ai cittadini e come, da lassu, sia impossibile vedere la realtà delle cose.
E’ chiaro come sia dipinta una città che non è Macerata e credo che non importi la “parte” politica di appartenenza o le simpatie e le antipatie per poterlo ammettere.
I due mandati passati non sono stati un fallimento, si è solo fatto ben poco (e magari quel poco sbagliando) ma mi sembra che nessuno si sia lamentato. Strano che tutti attacchino questa amministrazione ora, combinazione, in periodo elettorale.
Forse, quindi, mancando lo stimolo, l’uscente amministrazione ha peccato di letargia e, si sa, nella sonnolenza, forse anche le migliori intenzioni possono uscire non proprio ben fatte. Forse proprio per questa letargia reiterata (10 anni non son pochi) il nostro sindaco uscente ci ha raccontato di un bel sogno, il sogno (forse) della città che aveva intenzione di fare, quella città che tutti per 10 anni abbiamo atteso e che vorremmo ogni mattina quando ci troviamo di fronte la nostra Macerata, ormai rassegnati a quel “nostra” che non rappresenta un sentimento di forte campanilismo, ma una condanna da cui i giovani, sempre più spesso, grazie anche a questa amministrazione, stanno tentando di sfuggire.
Nonna mi ricorda sempre “na orda, pe un voto te dacia li sordi, o lu terreno, na marchetta nsomma… quilli era tempi, do li politici pe sta ssu, checcosa facia anche per te … e dovii esse lestu, perchè quanno che ncominciava a festeggià la sedia, dovii ncomincià a fa li cunti se c’avji rimistu o guadambiato perchè a te non ce pensava più gnisciù
antoliniiiiii….!!!
abbiamo capito che sai fare copia e incolla
ti faremo assegnare la patente del computer ad honorem