Macerata: contributi
per l’assistenza ai disabili
Entro il 31 marzo si può presentare la domanda per la verifica delle condizioni di ammissibilità all’assistenza indiretta ai disabili in situazione di particolare gravità così come stabilito dalle legge 18/96.
La richiesta deve essere inoltrata alla Commissione sanitaria provinciale dell’Asur, zona territoriale n.9, largo belvedere Sanzio, 1, a Macerata, attraverso degli appositi moduli che sono disponibili sia negli uffici dell’Asur sia in quelli dei Servizi sociali del Comune di Macerata.
Ricevuta la richiesta, la Commissione procederà a verificare la presenza delle condizioni di grave disabilità, come previste dall’ex articolo 4 della legge quadro n.104/92, necessarie per poter accedere all’assistenza.
Coloro che risulteranno conformi alle condizioni previste potranno allora richiedere effettivamente l’assistenza, presentando la domanda ai Servizi sociali del Comune entro il prossimo 28 agosto.
L’intervento consiste nell’erogazione di un contributo economico annuale ai familiari o a operatori esterni che prestino assistenza ai disabili i quali, alla data del 31 dicembre 2009, abbiano compiuto tre anni e a coloro che non abbiano compiuto 65 anni.
Per informazioni gli interessati possono può contattare i numeri 0733.2572645-2572728, dell’ufficio invalidi civili dell’Asur, o lo 0733.256376 dell’ufficio Servizio sociali del Comune di Macerata.
credo che il mero contributo economico non risolva il problema.
Si intrecciano tre aspetti fondamentali:FAMIGLIA+LAVORO+MERCATO.
TRASFORMAZIONI NEI MODELLI FAMILIARI E ALLOCAZIONE DEL TEMPO da Le politiche sociali in europa di Manuela Naldini.”non è possibile leggere i mutamenti lavorativi (femminili e maschili) senza guardare all’intreccio tra lavoro(remunerato e no) e organizzazione della famiglia,tra divisione del lavoro nella famiglia e nel mercato del lavoro,tra uomini e donne.In particolare,è necessario guardare a come le divisioni di compiti e di responsabilita’ danno vita a quello che è stato definito il “sistema di interdipendenze strutturate” tra famiglia e lavoro(Saraceno,1989),sfatando cosi’ il mito celato dietro la supposta “autonomia” della carriere lavorativa maschile (Piccone Stella,1997).
Al di la’ delle scelte di vita e di maternita’,la partecipazione femminile al mercato del lavoro condiziona il benessere dell’intera famiglia.NUMEROSI STUDI HANNO DIMOSTRATO,INFATTI,CHE E’ IL COMPORTAMENTO FEMMINILE A CONDIZIONARE DI PIU’ IL BENESSERE FAMILIARE,PERCHE’ INCIDE SU DUE ELEMENTI FONDAMENTALI DEL BENESSERE: disponibilita’ di reddito e di lavoro familiare (Jacobs,2004).
Alla fine degli anni novanta la coppia DUAL EARNER(a doppia partecipazione) è il modello di famiglia maggioritario-sia nel caso di coppie senza figli sia in quello di coppie con figli-in Austria,Belgio,Francia,Germania e Olanda,dove i 2/3 delle coppie con almeno un reddito sono costituiti da coppie con due percettori di reddito ecc.
In Italia la famiglia a doppia partecipazione,seppur ancora non maggioritaria,rappresenta un modello in crescita,dominante tra le coppie piu’ giovani.
Conciliare famiglia e lavoro per le donne puo’ essere reso difficile, oltre che da orari di lavoro poco amichevoli e dalla mancanza di servizi di cura adeguati,dalle aspettative e dai comportamenti familiari,innanzitutto da quelli dei mariti/padri dei loro figli.
IL PROBLEMA DELLA CONCILIAZIONE FAMIGLIA-LAVORO,SE PENSATA COME UN EQUILIBRIO TRA BISOGNI DI REDDITO E BISOGNI DI CURA,E’ UNA PARTITA CHE SI GIOCA TRA GENERE E LAVORO.E’ un problema che riguarda tutte le famiglie,almeno tutte le famiglie con responsabilita’ di cura verso i figli,specialmente se piccoli,o all’opposto,verso i membri anziani,quando fragili e non piu’ autosufficienti
Cio’ che fa la differenza non è il bisogno di conciliare,MA il modo in cui la si risolve.
3 dimensioni cruciali:
-NUMERO DI ORE DI LAVORO RETRIBUITO
-LIVELLO DI ISTRUZIONE
-PARITA’ DI GENERE E ORARIO DI LAVORO
strumenti o azioni positive:
-politiche aziendali di conciliazione famiglia-lavoro o family friendly policies
Da alcune indagini svolte presso aziende EMERGE l’esigenza di far crescere nella CULTURA AZIENDALE e NEI LUOGHI DI LAVORO una riflessione sulla relazione tra tempi di lavoro e tempi di vita.Emerge in particolare:
-scarsa sensibilita’ delle aziende italiane al tema
-difficolta’ a tematizzare la conciliazione come una questione che riguarda uomini e donne
-misure introdotte piu’ spesso dal management che richieste dalle rappresentanze sindacali
-una piu’ ampia propensione ad introdurre misure di conciliazione nelle grandi aziende private e nelle aziende pubbliche
-negli ultimi anni gli incentivi previsti dalle varie leggi finanziarie hanno incrementato l’attenzione delle grandi aziende verso una maggiore offerta di servizi per l’infanzia.