Il futuro di Macerata
tra innovazione e tradizione
Bianchi, Capponi, Meschini, Ottavi e Sani protagonisti del dibattito
Cara, vecchia Macerata, come stai? E’ stata ancora una volta l’Università (dopo l’iniziativa, dal titolo: Oltre la crisi? che non mancò di suscitare allora la perplessità del direttore generale di Banca Marche, Bianconi) a fornire il contenitore giusto, l’Aula Magna, per un’altra, riuscita full immersion sullo stato di salute del capoluogo alla vigilia del rinnovo del suo Consiglio comunale.
Un dibattito senza respiro che ha lasciato quasi stremati intervistatori ed intervistati, mai paghi fino all’ultimo con il sindaco Meschini pronto a ribattere al presidente Capponi mentre la platea era ormai in fuga verso la cena serale.
Nel ruolo di intervistati: Giuliano Bianchi (presidente Camera di Commercio), Franco Capponi (presidente Provincia), Giorgio Meschini (sindaco di Macerata), Nando Ottavi (presidente Confindustria) e Roberto Sani (rettore dell’Università di Macerata). A dare forfait il presidente della Fondazione Carima, Gazzani che ha evitato consapevolmente o no il confronto con Meschini (il sindaco aveva con sé non a caso l’intera documentazione) circa la querelle più gettonata dell’estate su Sferisterio e Tuttoingioco. Nel ruolo di intervistatori Pietro Frenquellucci, capo della redazione provinciale de Il Corriere Adriatico, Giorgio Guidelli, capo della redazione provinciale de Il Resto del Carlino e il notista politico de Il Messaggero, Nicola Paciarelli. Moderatore il giornalista Maurizio Verdenelli che ha avuto il suo bel daffare perché i tempi fossero rispettati: e nonostante il suo impegno si è passati con grande naturalezza dalle due ore previste alle tre ore e mezzo.
L’iniziativa, lodata da tutti, è stata dell’editore di Alfabetica Edizioni ed amministratore di Biemmegraf, Pierino Bellesi che pubblica dal 2005 Punto a capo , un bimestrale molto diffuso (diretto prima da Verdenelli e ormai da tempo, da Lombardi) e che s’appresta ora a lanciare una web-television d’informazione regionale Cliccaci.net. Di questo ha parlato in apertura lo stesso Bellesi che insieme con Maurizio Lombardi (nella sua veste di amministratore delegato di Mirus e responsabile della comunicazione dello Sferisterio) ha introdotto il tema che ha preso spunto da una tavola rotonda del 2008 “Conversazioni su Macerata: 1950-2000” i cui atti sono ora pubblicati da Biemmegraf. A quella tavola rotonda presero parte Ugo Bellesi, Alfredo Cesarini, Adriano Ciaffi, Giancarlo Liuti, Ermanno Pupo e Giuseppe Sposetti. Tutti presenti, ad eccezione di Liuti e Sposetti, in Aula Magna.
Tanti i presenti d’eccezione in platea a cominciare dal prefetto dottor Vittorio Piscitelli, promotore della precedente iniziativa su “Macerata, oltre la crisi” Ed inoltre i candidati sindaci Fabio Pistarelli (con un ‘elenco di doglianze’ su Macerata: problemi pure antichi, ha rimarcato, “che non sono né di destra né di sinistra ma che attendono da troppo tempo soluzione”), Romano Carancini (“Sono qui solo per ascoltare) e Giorgio Ballesi. Ed ancora l’on. Giulio Conti, il consigliere regionale Francesco Massi, i sindaci di Corridonia, Nelia Calvigioni e di Pievebovigliana, Luciani, il vicesindaco di Montelupone, Arianna Eusepi, il vicesindaco di Macerata, Mauro Compagnucci, il segretario generale reggente della Provincia, Mauro Giustozzi. Dalle due amministratrici comunali, Calvigioni ed Eusepi, sono venuti interventi di grande impegno civico con il quale tutti i giorni cercano di risolvere i problemi di questi due importanti centri, con particolare riferimento a Corridonia che vive con Macerata una problematica vicinanza in tema di viabilità: leggi superstrada e nuovi svincoli da attuare.
Sono inoltre intervenuti Ermanno Pupo, l’arch. Fabio Grisogani, l’ex assessore comunale Sandro Agnetti e sollecitata da questi nel nome del geniale creativo di Gualdo, Iginio Straffi, la direttrice dell’Accademia di Belle Arti, prof. arch. Anna Verducci. Da parte sua, a difesa del progetto che portò circa 15 anni fa alla nascita di Banca Marche, il primo presidente dell’istituto di credito, Alfredo Cesarini ha spezzato più lance sulla validità di quel sogno che diede alla regione la prima, vera, Banca del territorio marchigiano. Un intervento quello di Cesarini originato da un’annotazione statistica per cui Banca delle Marche ha una quota di mercato nel Maceratese superiore al 50% : una situazione che evidenzia il profondo radicamento dell’ex Carima, che fu l’azienda maceratese più grande della provincia ed una delle Casse di risparmio più importanti del Centritalia. Una perdita, quella di Carima, mai del tutto compensata dalla presenza successiva di Banca Marche nata dalla fusione di Carima, Carispe, Carisj e poi Carilo.
Quale futuro dunque per Macerata? Molti hanno indicato l’informatica. Da parte sua il rettore Sani ha rivelato che a fronte di uno dei siti più completi del mondo universitario italiano, quello di Unimc, l’utenza pare orientata nelle scelte: social network, e-bay e perfino la visione di filmini pornografici. C’è da lavorare molto soprattutto tra i giovani, è stato detto. Città culturale? dei servizi? del commercio (perché dell’industria non è mai stata)? Una città aperta al mondo sull’esempio di Matteo Ricci? Tutte ipotesi valide, ha concluso Capponi, che però non possono prescindere dalle infrastrutture che ci pongono tra i capoluoghi nei gradini più bassi (ma la Quadrilatero è più di un segnale di speranza) e della innovazione nel solco della tradizione e delle eccellenze. Da qui una serie di proposte “perché –ha detto il presidente della Provincia- i problemi amministrativi non hanno sesso politico”. Da parte sua il sindaco ha affidato alle nuove generazioni il disegno di una città più grande, esaurito adesso un prg nato nel 1981, nella speranza che il trend di crescita demografica (non dovuta stavolta solo alla presenza extracomunitaria) continui. Quel trend che ha fatto tornare il capoluogo a quota oltre 43.mila. In ogni caso Macerata è pirandellianamente ancora in cerca d’autore, tenendo presente che da soli non ci si salva, ma insieme: ecco il concetto d’area vasta .
In conclusione, l’incontro organizzato da “Alfabetica” (un privato, è stato sottolineato) è stato incoraggiante per il “fuoco” della partecipazione, tanto che emersa alla fine l’idea di incontrarsi nuovamente nello spirito di un G6 (o G5) senza steccati o contrapposizioni personali perché Macerata torni ad essere se non più “granne” almeno in linea per un probabile volo futuro.



ottima iniziativa, Macerata ha molto bisogno di discutere di innovazione e tradizione.
Forse il periodo elettorale è poco opportuno. La città deve confrontarsi, discutere in serènità politica e questo va fatto in armonia con la provincia ogni anno. Maggioranze e minoranze quali esse siano dovranno collaborare per riprendere quel ruolo guida che Macerata ha sempre avuto che non sia solo di campanile ma con uno sguardo costruttivo che va dal mare alla montagna. In quella occasione nell’Aula Magna della nostra Università c’erano gli uomini giusti. Mettiamoci a lavorare seriamente, l’economia provinciale ne trarrà forti impulsi.