“L’anticipo dei saldi
penalizza noi commercianti”
Le proteste dei negozianti del centro storico di Macerata
di Eros Mandolesi
Gennaio, tempo di saldi. Come da sempre accade il nuovo anno si apre con le numerose promozioni dei più disparati articoli venduti al pubblico con una percentuale di sconto che mano a mano aumenta con il passare delle settimane fino ad arrivare quasi alle porte della primavera. Così come accaduto lo scorso anno il cosidetto cambio di stagione inizierà dopo il 1° di marzo quando si chiuderanno i saldi invernali per dare spazio alla nuova linea primavera-estate che spalancherà le porte alla bella stagione in tutte le varie attività commerciali. Come spesso accade la caccia all’articolo tanto desiderato quanto oneroso, visto e rivisto più e più volte in vetrina o allo specchio è iniziata in tutte le boutique d’Italia e della nostra provincia. I bei tempi però sono passati e ormai da un paio d’anni non si assistono più a grandi passerelle in negozio ma ci si accontenta di un discreto afflusso di acquirenti. Di certo la cosa che non mette d’accordo nessuno è il giorno di inizio saldi.
Per la prima volta infatti gli sconti sono iniziati nel periodo natalizio penalizzando in parte le vendite di dicembre, uno dei mesi più proficui dell’anno. Per Edoard Feliziani, gestore dell’omonimo negozio di calzature in Corso della Repubblica quest’anno i saldi sono partiti troppo in anticipo. “E’ ancora presto per fare un resoconto, però devo dire che lo scorso anno, vuoi per un motivo o per l’altro, siamo partiti meglio. A mio avviso far iniziare i saldi il 2 è controproducente perché si colloca a cavallo tra le grandi feste come Natale e capodanno e il 10/15 del mese quando si ritirano gli stipendi. Prima delle festività infatti la gente passava, vedeva l’articolo che gli interessava e visto che si tratta di aspettare qualche giorno rimandava l’acquisto all’inizio dei saldi. Poi durante i giorni di festa si spende qualcosina in più e giunti al 2 le persone restano con pochi soldi in mano e sono costrette a rimandare di nuovo”.
Fabio Francioni, responsabile del negozio Benetton in via Gramsci: “Come tutti gli anni i saldi sono iniziati discretamente bene. Personalmente devo dire che mi sembra un paradosso farli incominciare prima dell’Epifania. Quest’anno, come si può notare, non esporrò nessun cartello in vetrina per pubblicizzare le vendite, le persone sanno che ci sono e vengono comunque. Devo dire che il negozio va bene a prescindere dagli sconti, poi è normale che in questo periodo ci sia più movimento, ben venga!”.
Proseguendo la nostra inchiesta ci spostiamo in Corso Garibaldi dove Francesca Moretti, commessa del negozio Oltre con un certo rammarico dice: “Per prepararci all’apertura degli sconti abbiamo dovuto lavorare anche il primo dell’anno e devo dire con tutta onestà che mi ha dato molto fastidio. Se andiamo poi a vedere, escluso il primo giorno – prosegue – non c’è neanche tutto questo grande afflusso. Per maggior movimento bisogna aspettare la seconda settimana perché adesso la gente è rimasta un po’ a corto di moneta. Per ora comunque siamo sulla stessa linea dello scorso anno. Per i saldi infatti la gente si muove anche se per spese più alte si aspettano sconti un po’ più consistenti nel corso delle settimane”.
Alessia Carletti, titolare del negozio Ego’s è ottimista: “Per quanto mi riguarda è stato un inizio positivo. Le persone comprano, ma si capisce che non è un acquisto casuale bensì mirato e ponderato nel tempo. Oggi infatti i clienti prima osservano, vedono, magari si provano l’articolo, ci pensa su e poi compra. Come stagione devo dire che sta andando bene, certo non possiamo paragonarla a quella di qualche anno fa, ma per essere in un periodo di crisi stiamo andando bene. L’articolo che abbiamo venduto di più per ora è il jeans da uomo così come quello da donna ma anche giubbetti devo dire vanno molto in voga”.
Spostandoci in un altro negozio di corso Garibaldi la negoziante (che è voluta restare nell’anonimato) ci confessa come gli sconti vadano bene per tutti, ma fissati in queste date vanno a penalizzare i commercianti stessi. “Se fosse per me – dice – li riporterei a fine gennaio come accadeva qualche tempo fa. Invece come si può notare ogni anno iniziano prima mortificando il lavoro di dicembre”. Insomma i saldi sono sempre i saldi che sprona all’acquisto ogni anno milioni di Italiani, si prevede infatti che quest’anno ogni famiglia spenderà in media circa 400.00 € per abbigliamento ed accessori affini, non tutti però, almeno i maceratesi hanno iniziato a spenderli dal 2 di gennaio.




Quest’anno, ben più degli anni passati, si sente la crisi economica.
Ed in periodo di crisi le famiglie tagliano le spese.
E tra le spese da tagliare rientrano anche l’abbigliamento e le calzature: questa giacca “così così” si può portare anche il prossmo inverno…. il maglione fa “qualche pallino” ma è ancora abbastanza buono…. di scarpe con il tacco alto ne ho già tante che una in meno non mi dice nulla…..
E quindi chi poteva avrebbe comunque atteso i saldi, sia che fossero iniziatiil 2 gennaio che il 3 marzo.
Proprio perchè, in tempo di crisi, si cerca di risparmiare dove possibile e poichè proprio di quella gonna non ne ho assluto bsogno se voglio togliermi uno sfizio attendo i saldi così l’acquisto con il 20 o il 40% di sconto.
Tra l’altro tra outlet, gente che si muove (e quindi può acquistare fuori cità o fuori provincia, magari scegliendo tra più assortimento ed avendo di partenza già prezzi più bassi, rispetto a Macerata), maggiore attenzione alle merci acquistate anche il maceratese si sta rendendo conto che 10 o 15 ani fa a Macerata si trovava molto e di qalità ma che ora altrove si trova di più, alla stessa qualità, ed a prezzi (senza sconti) decisamente più convenienti.
Anche da considerare che, chi “può permettersi” di acquistare (spendendo molto) senza attendere gli sconti, comincia comunque ad essre più attento.
Prima magari acquistava nel negozio con “le firme” ed era meno attento…Ma oggi anche lui valuta, guarda, decide, sceglie…
Perchè comprare a 150/200 euro una camicia (bella, di qualità, con la “firma”… ma che possono comprarsi in molti) quando, cercando bene, allo stesso prezzo (se non di meno) posso averne una fatta “su misura” (altrettanto bella, di altrettanta qualità e, per di più, unica visto che è fatta solo per me) da un mastro camiciaio?
Perchè comprare l’abito del grande stilista firmato quando c’è la bravissima sarta che me ne confeziona uno (sempre su misura e quindi unico) alla metà del prezzo che pagherei nella boutique di lusso?
Anche le grandi firme dell’abbigliamento oramai, sebbene di altissima qualità, fanno vestiti in serie: ovvio che chi può permetterselo mica è scemo paga di meno, vestendosi su misura, ed ha un prodotto altrettanto valido, di qualità e altrettanto “ricercato”…..