Ricotta sulle primarie: “E’ giusto dar voce
anche agli immigrati che vivono
nella nostra città”
“Aprire la partecipazione degli immigrati alle elezioni Primarie del centrosinistra per la scelta del candidato sindaco di Macerata – scrive Narciso Ricotta, coordinatore comunale del Pd – è una scelta di democrazia, una tappa importante nella storia della nostra città.
Gli stranieri che domenica sono venuti a votare sono tutti residenti a Macerata: qui abitano, lavorano, portano a scuola i loro figli e pagano le tasse. Ed è giusto che anche loro abbiano avuto l’opportunità di far sentire la propria voce, di esprimere una preferenza su chi meglio potrà rappresentare le loro istanze alle Amministrative del 2010.
Verifiche alla mano, gli immigrati che domenica si sono recati ai seggi sono circa il 10 per cento degli elettori delle Primarie: un dato sostanzialmente omogeneo con quello degli stranieri che risiedono a Macerata, che rappresentano il 10 per cento di tutti gli abitanti.
Altro aspetto da non dimenticare è che nel 10 per cento degli stranieri che hanno partecipato al voto sono compresi numerosi cittadini comunitari (polacchi, romeni, etc) che oggi votano alle Amministrative: l’attuale legislazione, infatti, consente a costoro, dietro richiesta, di votare per il sindaco”.

caro narciso…non pensi che il popolo maceratese meriti un pò di sincerità? ma ci credi veramente? a me vengono le lacrime agli occhi….
Fa onore al coordinatore cittadino Ricotta uscire con un articolo che non gli regalerà di certo facile consenso. Ogni tanto, troppo di rado, fa piacere leggere di un politico che mette a rischio qualche voto per la costruzione di una società dove possano vincere le inclusioni e non le esclusioni. Pensate solo agli italiani che vivono in Australia e che possono votare alle politiche eleggendo deputati e senatori e Senegalesi (x esempio) che vivono da anni qui da noi e non possono votare per un consigliere comunale e sindaco che saranno coloro che gli amministreranno la città dove far crescere i loro figli e lavorano. Se quindi c’è un partito che quantomeno da la possibilità di far esprimere anche loro, è una cosa lodevole ed in linea con una società più vivibile e più in armonia. Se poi qualcuno ha contezza che queste persone possano essere in vendita sia più chiaro ed esplicito perchè altrimenti si fanno solamente facili e basse insinuazioni. Certo, la condizione di povertà, economica e sociale, presta il fianco anche a queste cose, come non ricordare l’armatore Achille Lauro che regalava una scarpa e poi l’altra dopo il voto. Erano tutte italianissime persone, sia quelli che davano 1\2 paio di scarpe che chi li riceveva. Quindi. Piuttosto chi si appresta a candidarsi sindaco sappia che dovrà governare certi fenomeni, almeno quota parte a loro spettante, e non sarà alzando dighe fino al cielo che si argina il fenomeno. Se poi dovesse vincere il pensiero liberale a quello compassionevole, anche meglio, magari. No taxation without representation. Ma è proprio la cultura liberale che manca, tanto a destra quanto a sinistra. E passiamo, ahimè, dalla carità alla xenofobia.