Pensare Macerata: “Con Bianchini
nuovi metodi di fare politica,
più vicini alla gente”
Dalla lista civica Pensare Macerata:
Vogliamo esprimerci, in quanto lista civica che ha proposto e appoggiato la candidatura inedita e fuori dagli schemi di Massimilano Bianchini, riguardo al risultato che ha visto arrivare al ballottaggio il nostro candidato con 1044 preferenze. Vogliamo esprimere la nostra soddisfazione per un risultato storico, che dà una doppia indicazione su di noi: anzitutto che la nostra proposta di candidare a sindaco Bianchini è stata accettata con entusiasmo dalla città; in secondo luogo che esiste un movimento popolare che desidera e appoggia i nuovi metodi di fare politica da noi proposti. Senza una campagna elettorale fatta di manifesti e comunicazione mediatica, abbiamo scelto di parlare con le persone, abbiamo scelto il metodo proprio delle primarie, pochi slogan e molti incontri con le persone. Abbiamo voluto che a parlare fossero loro, le persone, i cittadini e le cittadine che agiscono, lavorano e vivono in città. Abbiamo avuto ragione di questo.
Tra questi cittadini, abbiamo visto con reale gioia e soddisfazione affluire al voto i cittadini extracomunitari, che hanno accolto con entusiasmo e calore l’invito a praticare un diritto che in Italia ancora è loro negato. Abbiamo scelto, con la coalizione, di favorire anche in tal modo un’integrazione che passasse dalla vita reale e quotidiana delle varie comunità che abitano la nostra città. Intendiamo la politica come servizio, da questo spirito siamo animati. Dobbiamo insistere sulla volontà di intercettare i bisogni che provengono dalle varie comunità che tentano di entrare costruttivamente nella nostra, anche per capire quali sono le domande che si stanno facendo. Ci ha detto un ragazzo albanese intervenendo ad uno degli incontri sul diritto di cittadinanza organizzati dal nostro gruppo: “siamo noi stranieri a doverci chiedere cosa possiamo fare per renderci utili ed inserirci meglio nella comunità”. Se è un loro diritto chiedersi cosa possono fare, è un nostro dovere rispondere accogliendoli nelle nostre pratiche di democrazia e libertà: da usare insieme.
Tra le nostre priorità più urgenti c’è appunto quella di favorire la convivenza tra le diverse anime e componenti della città. Abbiamo visto che tra i cittadini di Macerata esiste una grande varietà di strati di società, di componenti culturali, associative, generazionali, territoriali. Abbiamo avuto e avremo ancora la pretesa di fornire elementi di aggregazione e di rappresentanza per tutti loro: ciascuna frazione deve sentirsi centro, ciascuna persona, cultura, appartenenza a gruppi deve sentirsi rappresentata dal proprio comune. Affronteremo il ballottaggio del 17 gennaio nel segno di questa apertura”.
Nella foto: Massimiliano Bianchini con Romano Mari.

Nuovi metodi di fare politica? Perché in 10 anni da assessore Bianchini non li ha attuati? Stiamo per caso prendendo in giro?
sradicate la massoneria….ciao.
Complimenti a Massimiliano e a tutti voi,
il successo dipende da un forte radicamento in città e attenzione a strati sociali troppo spesso dimenticati.. qualità vincenti che una politica lungimirante non può far finta di non vedere.
In bocca al lupo!
Macerata non è mica ‘na mujìca.