Il movimento ‘Le libertà comunali’:
“A Macerata serve una svolta”
Nuovo appello ai maceratesi da parte del movimento “Le libertà comunali”. Scrive il gruppo che fa riferimento all’ex presidente della Provincia Luigi Sileoni (nella foto insieme a Fabio Corvatta):
“Con il precedente Appello abbiamo espresso la paura che nelle prossime elezioni comunali il voto amministrativo possa ancora impantanarsi nelle divisioni del voto nazionale.
Siamo certi che i concittadini hanno la forza per uscire da questa gabbia e l’intelligenza per battersi per il loro Comune. Essi sanno che l’Istituzione Comunale deve essere ripulita da ogni condizionamento che può venire dai partiti nazionali, da gruppi di pressione o, Dio non voglia!, da maneggioni locali.
Occorre per questo rompere gli schematismi basati sull’antagonismo fazioso che è il peggior prodotto del primato dei partiti sulle Istituzioni, per introdurre al suo posto l’antagonismo dei progetti che viene dal primato della Buona Politica Amministrativa.
Lo sforzo da compiere è quello di ripristinare un “sistema comunale virtuoso”, chiamando a raccolta tutti i soggetti che possono dare una mano per lo sviluppo delle risorse locali, come Università, Scuola, Associazioni di categoria, Volontariato, uffici periferici dello Stato, comunità di migranti desiderose di integrazione ed ogni altro soggetto utile.
I Maceratesi debbono aiutare la loro Città a tornare ad essere un vero Capoluogo di Provincia.
Macerata appare oggi una città fiaccata, spenta, rassegnata e vinta, che vede calare il prestigio del suo ruolo storico. Sembra aver smarrito la propria anima originaria, figlia dell’intreccio fecondo tra la cultura classica e l’insegnamento cristiano.
Vorremmo provare a far tornare ancora grande la nostra Casa, dopo una fin troppo lunga odissea tra maghi, fate e miraggi.
Le elezioni comunali ci possono dare una mano se facciamo vincere la concretezza sulle astrattezze ideologiche, le capacità sull’incompetenza, lo spirito di servizio sulla voglia del potere, l’onestà e la trasparenza, sulla disonestà e l’opacità delle scelte e dei comportamenti.
Per questo vorremmo che fosse chiaro che l’amministratore onesto non è solo quello che non si lascia adescare da favori o tangenti, ma anche quello che non corrompe la funzione pubblica che gli è stata assegnata e che non fa prevalere l’interesse personale al mantenimento degli equilibri che lo tengono in sella.
Al momento del voto occorre tenere a mente che i nuovi amministratori, dal Sindaco, agli assessori, ai consiglieri, saranno utili alla città, solo se liberi e non gregari o mercenari al soldo proprio o altrui.
Questo sarà il metro con il quale chiederemo conto al Sindaco delle scelte fatte e di quelle non fatte. Ci ripromettiamo di farlo anche attraverso confronti pubblici diretti, che lanciamo fin da ora, in materia urbanistica, di viabilità, di assistenza, di sanità, di sviluppo, di integrazione, progettualità, fiscalità locale e di tante altre questioni che interessano il cittadino”.

A volte ritornano…..