FreedHope Festival, a Recanati
il gospel che fa pensare

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Serate di gospel, ma anche di testimonianze, quelle proposte dalla terza edizione del FreedHope Festival, evento promosso dall’associazione FreedHope onlus che è nato nel 2007 dalla collaborazione tra la diocesi di Macerata e la Comunità agostiniana del Santuario di San Nicola, in occasione dell’Agorà dei giovani italiani a Loreto. Quest’anno il vescovo mons. Claudio Giuliodori ed il priore agostiniano padre Luciano De Michieli hanno voluto che l’evento fosse itinerante: venerdì 4 settembre alle 21 ci sarà il primo concerto in piazza Leopardi a Recanati; sabato 5, sempre alle 21 si proseguirà allo Sferisterio di Macerata, in occasione dell’apertura dell’anno pastorale (con “ospite speciale” Lorena Bianchetti); domenica 6 ultima data a Tolentino, in piazza Libertà, a partire dalle 18.

Il direttore del FreedHope Festival, Marco Brusati, assicura che “le tre serate sono particolari e diverse tra loro, con alcuni elementi comuni e più numerosi elementi di novità; questo aspetto evidenzia il desiderio di offrire una pluralità di approcci comunicativi all’unico messaggio del Vangelo”. In particolare, a Recanati verranno utilizzati i linguaggi della musica, del ballo, del teatro comico e dell’animazione e della testimonianza, nello stile dell’edutainment, ovvero l’educazione attraverso metodologie – per così dire – leggere, ma fruibili da chi, in una sera di fine estate, si trova in piazza.

Nei tre appuntamenti si esibiranno gruppi e cantanti diversi che appartengono alla “galassia” del gospel, dai giovani cagliaritani Black Soul Gospel Choir agli gli Spirit & Soul Singers di Torino, da Francesco Sportelli, più di genere pop-rock, al francese Dré, scatenato al ritmo di hip hop. Ci sono anche due artisti che vengono dalla Guadalupa francese, Leah ed il polistrumentista Georges Ellyott: la prima ha cantato, tra le altre, con Dee Dee Bridgewater e Céline Dion. Nel corso delle serate ci saranno anche i racconti di vita di Anna Nobili, divenuta suora nel 2008 dopo una gioventù come cubista e quella di Fifito, artista della Guinea Bissau che utilizza la musica come strumento di riconciliazione per la gente della sua terra.


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