Maurizio Costanzo lancia
la Biennale dell’Umorismo

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biennale umorismo

Quasi cinquanta anni di sorrisi… è l’appuntamento storico di quest’anno a Tolentino. Al via, a partire da sabato 11 luglio, la 25a Biennale Internazionale dell’Umorismo nell’Arte, rassegna unica nel suo genere, che ha raccolto nel tempo un crescente interesse di artisti e di pubblico. Per questa edizione sono 1.195 le opere giunte da tutto il mondo e inviate da quasi 549 artisti in rappresentanza di 55 paesi. E’ toccato a Giorgio Forattini, presidente della giuria della Biennale, selezionare gli 80 artisti che esporranno nella collettiva di Palazzo Sangallo, coadiuvato anche da Riccardo Mannelli, storico disegnatore di “Repubblica” a cui è stata affidata la locandina di questa 25a edizione.

Il tema scelto per la manifestazione di quest’anno dal direttore artistico Maurizio Costanzo ci riporta all’infanzia “I bambini ci guardano (…e ridono di noi)”. “L’arte del disegno umoristico – osserva Maurizio Costanzo sul tema di questa edizione – è gioco allo stato puro. In un saggio di B. Bettelheim sull’importanza del gioco nei bambini è citato questo passo di Freud: “L’occupazione preferita e più intensa del bambino è il gioco. Forse si può dire che il bambino impegnato nel gioco si comporta come un poeta: in quanto si costruisce un proprio mondo o, meglio, dà a suo piacere un nuovo assetto alle cose del suo mondo”.

Tanti i personaggi che hanno con ironia e disincanto accompagnato intere generazioni. Basti pensare, solo per ricordarne alcuni, a Bibì & Bibò, due monelli dediti a crudeli birbonate, all’impertinente Mafalda, a Charlie Brown, Linus e Lucy con il loro indimenticabile sguardo domestico-filosofico sulle cose dei grandi. Ed oggi i Simpson, un concentrato di ironia, crudeltà, quotidianità urbana.

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Nata nel 1961 come “Biennale della Caricatura” per iniziativa del medico e caricaturista tolentinate Luigi Mari, la rassegna in questo mezzo secolo ha visto la partecipazione di esponenti autorevoli della cultura e dell’arte: da Fellini a Folon, Mino Maccari, Nino Za, Cesare Zavattini, Mordillo, Forattini, Altan, Remo Brindisi, Federico Zeri fino a Patch Adams solo per citarne alcuni.

Osserva ancora Maurizio Costanzo “Ci sono parecchie cose che dovrebbero avere un andamento “Biennale”, ad esempio i compleanni delle Signore, o le cartelle delle tasse, o certe ricorrenze obbligate con i parenti… La Biennale Internazionale dell’Umorismo nell’Arte si colloca in una categoria speciale: gli eventi che si fanno desiderare. E così, dal ‘61 ad oggi, si è arrivati a contare 25 Biennali.

Ma la causa dell’attesa è che per ridere… ci vuole la giusta pausa. Un anno si pensa, l’altro si ride. Certo, in mezzo a tante risate, in questo mezzo secolo di vita, sono passati ugualmente tanti “pensieri”. Il ‘68, gli “Anni di piombo”, le crisi di governo, le crisi economiche, le guerre ai bordi dell’”Impero”, l’11 Settembre… Ma quando per fortuna ci si distrae dai pensieri, ecco che torna l’inaffondabile compagna dell’ottimismo: la risata. Ed inevitabilmente, la risata si porta appresso l’intelligenza del pensiero.

Basta guardare le opere che anche quest’anno sono arrivate a Tolentino da tutto il mondo (1200 circa) che sul tema “I bambini ci guardano …e ridono di noi” hanno trovato il graffio, la zampata, il sorriso spesso venato d’amaro. La satira pesca da sempre nella storia, nel costume, nella politica, nelle debolezze umane”.

La Giuria della Biennale, che designerà i vincitori tra gli 80 selezionati, è presieduta da Giorgio Forattini ed è composta da Achille Bonito Oliva, Enrica Bonaccorti, Evio Hermas Ercoli, Riccardo Mannelli, Maurizio Nichetti,  oltre che dal Direttore artistico Maurizio Costanzo.

L’appuntamento è quindi per l’11 luglio quando saranno assegnati: il Premio Internazionale “Città di Tolentino”, il Premio alla Carriera  “Cesare Marcorelli”, il Premio Accademia dell’Umorismo “Luigi Mari” ed altri riconoscimenti speciali.

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Quanto al concorso di quest’anno ha affermato Giorgio Forattini “Il tema scelto per questa 25a edizione “I bambini ci guardano …e ridono di noi” è molto divertente e insieme molto profondo” e ha aggiunto “E’ da sottolineare l’ampia partecipazione di disegnatori di tutto il mondo, in particolare dei paesi emergenti e delle nuove democrazie, come quelli dell’est e soprattutto di quelle parti del mondo dove non si rideva molto fino a poco tempo fa”.

A fare da cornice alla manifestazione, che rimarrà aperta fino al 25 ottobre, il Festival della Biennale, un ricco programma di eventi che a partire da giovedì 9 luglio coinvolgerà i palazzi, le vie e le piazze più suggestive del centro storico: street art, musica, teatro, mostre collaterali, Biennale Caffè. Quindi sabato 11 luglio l’inaugurazione delle esposizioni e la premiazione dei vincitori, presentata da Walter Corda, con la partecipazione di Arturo Brachetti. E poi il 17 luglio il Premio TP Marche per l’umorismo in pubblicità, “Spot & Smile”, appuntamento con gli spot e i testimonial che ci hanno più divertito, il 18 luglio Giorgio Conte in concerto e a settembre la mostra “Onde Futuriste” ed altri eventi ancora.

Non poteva mancare uno spazio dedicato ai ragazzi: dal 9 al 19 luglio Piccoli Umoristi Crescono, laboratorio aperto a tutti i bambini che, matite alla mano, potranno esercitarsi nella divertente arte del disegno che fa sorridere.

Avverte infine Maurizio Costanzo “E’ un errore considerare l’umorismo come un genere minore. L’umanità ne ha scritto con curiosità e rispetto da sempre. Da Platone, per il quale esisterebbe un riso pedagogico e il filosofo sarebbe il vero maestro del riso degli altri, a Bergson, che ne ha studiato gli automatismi, a Freud, che ha analizzato il motto di spirito dal punto di vista psicoanalitico… I Signori Togati e Parrucconi dovranno prima o poi arrendersi: ridere è Nobile. Ed è terapeutico, questo si sa da sempre. Un recente titolo di Mario Farné recita: “Guarir dal ridere”. Si, il riso una medicina che ogni tanto bisognerebbe usare, visto che quasi sempre è gratis! La risata permette di liberarci piacevolmente dei nostri impulsi nascosti e non danneggia gli altri. Un modo di scaricare gli istinti aggressivi senza aggressività.

In questi anni a volte oscuri, in cui ci sono state anche barbariche “Guerre di civiltà”, ci auguriamo che “La civiltà del sorriso” possa diventare, al più presto, “Il sorriso della civiltà”.

E allora, lunga vita all’Umorismo! E a questa Biennale Internazionale dell’Umorismo nell’Arte, che da 50 anni, qui a Tolentino, ne è presidio e portabandiera”.

Ma nella città ironia e umorismo sembrano davvero essere di casa, perfino nei suoi monumenti. Basta dare un’occhiata, nella Basilica di San Nicola, al Cappellone – uno dei più interessanti esempi della pittura del ‘300, tappa obbligata per chi si reca a Tolentino – per scorgere tra le figure rappresentate a sorpresa, qua e là, un viso rubicondo che strizza l’occhio o fa sberleffi. Così pure negli affreschi del bellissimo chiostro, quella tenda che cade sbilenca appare davvero insolita nella spiritualità del luogo. Da segnalare poi il faccione della Torre degli orologi che segna le fasi lunari e sembra sorridere sornione ad ogni visitatore.

A rappresentare però  un vero e proprio gioiello d’arte, umorismo e ironia è il Museo internazionale della caricatura, il più antico del genere in Italia e nel mondo che vale da solo una visita a Tolentino. Il Museo conserva libri, giornali, cataloghi, documenti storici e oltre 4.000 opere originali – incisioni, disegni, pitture, sculture, stampe d’epoca – dei più celebrati maestri della caricatura e dell’umorismo di ogni tempo: Leonardo, Agostino Carracci, Daumier, Caran d’Ache, Gulbransson, Galantara, Scarpelli, Dudovich, Tirelli, Pannaggi, Maccari, Attalo, Garretto, Onorato, Sempè, Topor, Nino Za, Longanesi, Searle, Levine, Jacovitti, Mordillo, Sciammarella, Bruna, Superbi, Kosobukin, Zlatkowskj, Fellini, Forattini, Altan, Folon…

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Ispirato alla “Civiltà del Sorriso”, il museo è riconosciuto come punto di riferimento per studiosi e appassionati e, grazie all’ampia raccolta di opere, offre al visitatore un interessante e godibile percorso nelle diverse “scuole e culture internazionali”. Un vero e proprio viaggio nell’arte umoristica mondiale, che ci porta a riflettere su come sia cambiato nel tempo il nostro modo di sorridere e insieme a scoprire “l’ironia degli altri”, talvolta così diversa da paese a paese.

Certo – si potrebbe obiettare – non vi è molto da stare allegri di questi tempi. Sulle proprietà terapeutiche del sorriso però non vi sono dubbi. Una risata non riuscirà a seppellire la crisi, ma un po’ di sana ironia e di prezioso umorismo ci potrebbero tornare utili per affrontare questo 2009, l’anno più difficile dell’ultimo cinquantennio.

Ironia e sorriso non danno la felicità, ma aiutano a sdrammatizzare ed anche a riflettere. E come sosteneva un illustre poeta di queste parti, Giacomo Leopardi, che certo non brillava per buonumore, “Chi ha il coraggio di ridere è il padrone del Mondo” e in tempi di crisi globale chissà che non ci porti fortuna.


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