David Daniele e quella targa
dimenticata al campo dei Salesiani
Il ricordo

di Alessandra Pierini
La memoria della storia non appartiene agli italiani e meno ancora ai maceratesi i quali troppo spesso e anche molto in fretta si buttano dietro le spalle personaggi e vicende che pure sembravano destinati a lasciare un segno nel ricordo. Buonismo e perbenismo spingono spesso a partecipare ad eventi di piazza che coinvolgono la città ma più per bon ton che per reale partecipazione. Non bisogna tornare indietro di secoli per trovare sintomo di quanto detto finora.
Il nome David Daniele a molti maceratesi non dirà assolutamente niente. Eppure le cronache maceratesi dell’agosto 1986 hanno riempito pagine e pagine con la triste storia di questo giovane orfano dei genitori, salesiano molto attivo nell’oratorio, iscritto alla facoltà di Giurisprudenza, speaker di Radio Nuova Macerata e collaboratore del Corriere Adriatico, morto in seguito ad un grave incidente a bordo della 126 della fidanzata mentre percorreva la strada tra Villa Potenza e Vallecascia per andare in Ancona, dove avrebbe dovuto prendere un treno per Rimini e raggiungere il fratello. Gli articoli dell’epoca riferiscono di una folla commossa presente ai funerali del giovane la cui omelia venne persino trasmessa in radio in differita come si farebbe oggi con un personaggio di grande importanza. Presenti nella chiesa gremita e troppo piccola per contenere gli intervenuti il Sindaco, l’Avv. Nascimbeni e Mosca.

I giornali parlano inoltre della presenza dei sacerdoti salesiani con i quali Davide ha condiviso un rapporto di profondo di stima e amicizia. La vicenda di David non si spense con il suo funerale. In seguito i Salesiani decisero di dedicare a David e alla sua memoria un campo di calcio che lo aveva visto come protagonista, quello dell’oratorio salesiano, ancora oggi denominato, almeno sulla carta Campo “David Daniele”. Purtroppo però da almeno cinque anni la targa affissa a memoria del giovane si è danneggiata, una vite ha ceduto e la targa si trova in posizione verticale. Come se non bastasse, per rintracciarla siamo stati costretti a rimuovere ramoscelli e foglie che l’avevano praticamente oscurata. Sollecitati più volte a ripristinare la posizione originale della lapide non hanno mai provveduto. “E David così ci lascia, stupiti e attoniti, con nel cuore il ricordo di una vita, anche se breve, intensa e spesa al servizio degli altri.” concludeva Ermanno Calzolaio nel suo articolo pubblicato dal Messaggero del 19 agosto 1986. E stupiti e attoniti ci lascia oggi la scarsa cura attenzione nei confronti del suo ricordo. Sembra però che in questa città sia una consuetudine. Pochi metri più avanti il campo da calcio dedicato al farmacista Giansanti, anche qui una lapide che il tempo ha completamente cancellato.


sono un ex compagno di liceo di David, e in tutti questi anni non l’ho mai dimenticato.
grazie per esservi ricordati di lui.