Il lavoro dei mille volontari
della Protezione Civile Maceratese

Intervista all'ingegner Gigli - di Maurizio Verdenelli -
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di Maurizio Verdenelli

Il terremoto in Abruzzo ha riacceso i riflettori anche e soprattutto sui soccorsi e dunque sul funzionamento della Protezione Civile. E per quanto ci riguarda sull’organizzazione presente in provincia di Macerata.

Vediamo dunque la sua “nomeklatura” essenziale. La Protezione civile è innanzitutto un sistema decisionale a forma piramidale rovesciata strutturato in questa maniera:

Primo Livello. Il COMUNE: il sindaco è la prima autorità che opera attraverso le sue strutture tecniche in caso di emergenza.

Secondo livello. La PROVINCIA che opera attraverso il Comitato di protezione Civile così costituito : Presidente della Provincia, Prefetto con tutte le autorità delle forze dell’ordine (Carabinieri, Polizia, Guardia di finanza, Corpo Forestale), Vigili del Fuoco, ANCI, UNCEM, AMPAS, CRI, Soccorso Alpino, Tecnici Esperti sui vari rischi, Rappresentanti delle Organizzazioni di Volontariato e Rappresentanti dei Gruppi Comunali di Volontariato. Il comitato opera presso la Sala Operativa Integrata (SOI), dotata di tutta la strumentazione tecnica per le comunicazioni ed il coordinamento delle operazioni di soccorso. La Sala Operativa Integrata si trova a Macerata in viale Indipendenza 182 (nel fabbricato attiguo la caserma dei Vigili del Fuoco).

Terzo livello. LA REGIONE rappresentata dalla sala operativa regionale.

Quarto livello. LO STATO rappresentato dal Dipartimento Nazionale della Protezione Civile.

A seconda del tipo di evento e della sua gravità, questi quattro livelli secondo un ordine crescente (1,2,3,4,) entrano in funzione.

L’ingegner Alberto Gigli è il responsabile della Protezione Civile per la Provincia di Macerata. A lui abbiamo posto alcune domande.

Ingegnere, la tragedia abruzzese ha fatto scattare la solidarietà attiva anche nelle associazioni di Protezione Civile del Maceratese. Il nostro territorio è sufficientemente coperto da questo cordone sanitario costituito dai volontari? La protezione civile in quale situazione, cioè, si trova? Il sisma all’Aquila, per alcuni osservatori, ha anche evidenziato paradossalmente (ma non tanto) pure un eccesso di soccorso tanto che numerosi volontari sono stati rimandati indietro dal coordinamento. Si nota anche nel Maceratese una tendenza ipertrofica: quasi professionisti del soccorso, e troppi?

In Provincia, con particolare riferimento al sistema del volontariato, operano circa mille volontari di protezione civile formati dagli iscritti alle organizzazioni e da quelli che fanno parte dei gruppi comunali.

Il coordinamento del sistema del volontariato è posto per legge in capo alla Regione i cui rappresentanti fanno comunque parte del Comitato Provinciale.

Ritengo che il sistema del volontariato in termini quantitativi sia sufficiente.

Per quanto riguarda il concreto apporto professionale del sistema di volontariato, lo stesso dipende dalla capacità da parte della Provincia e della Regione di simulare preventivamente esercitazioni in ordine ai scenari di rischio.

Ad oggi, da quando dirigo il Settore -quasi 5 anni- sono state simulate cinque esercitazioni: due sul rischio incendi boschivi, uno sul rischio sismico e due sul rischio di tipo industriale. E cito l’ACOM di Montecosaro per rischio radiologico e la Ditta Fiamma 2000 di Montecassiano per rischio gas GPL”.

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La Provincia ha strutture ed attrezzature sufficienti per il Servizio di Protezione Civile?

Il Servizio Provinciale di protezione civile possiede attrezzature specifiche. Un’autobotte per il trasporto di acqua potabile; una macchina insacchettatrice per acqua potabile; motopompe; torri faro; generatori di corrente; due tende pneumatiche di primo allestimento operativo, ed altri macchinari. Qualora risultasse necessario avvalersi di ulteriori attrezzature, quali macchine, escavatori, turbine, il Servizio di Protezione Civile si coordina con il Settore viabilità. Ovviamente il parco macchine e attrezzature andrebbe continuamente implementato ed aggiornato tecnologicamente. Per questo aspetto si rileva la cronica carenza di fondi. Tuttavia in caso di emergenza interviene a sostegno il parco dei mezzi Regionale e Nazionale”.

Per la tutela e il controllo del territorio in estate? Il riferimento è naturalmente agli incendi boschivi, fenomeno che pare comunque in frenata negli ultimi tempi….?

Per quanto riguarda gli incendi boschivi il sistema di prevenzione attivato dalla Provincia ha dato risultati di eccellenza -facciamo …le corna per la prossima stagione estiva- tanto da essere stata segnalata tra quelle più virtuose a livello nazionale”.

Calamità: la provincia maceratese ha tratto giovamento dalla drammatica “lezione” costituita dal terremoto umbro-marchigiano del 1997?

Ritengo di si”.

Concludiamo con un’analisi di alcuni aspetti critici. Ce li vuole spiegare, ing. Gigli?

Attualmente il sistema di protezione civile opera con un programma stralcio piuttosto sintetico su vari scenari di rischio. E’ necessario pertanto superare questo strumento tecnico operativo per passare definitivamente, come la legge indica, ai seguenti atti di pianificazione :

PIANO DI EMERGENZA PROVINCIALE, (PEP)

PIANO DI EMERGENZA PROVINCIALE, RIFERIRO AL PIANO DI DISSETTO IDROGEOGICO (PEP-PAI)

PIANO DI EMERGENZA PROVINCIALE, RISCHIO DIGHE (PEP – DIGHE).

La redazione di questi piani tra l’altro dovrebbe andare ad incidere sugli altri piani di governo del territorio di natura urbanistica (PRG comunali) sui quali la Provincia è chiamata ad esprimere un parere vincolante e obbligatorio che oggi si estrinseca principalmente su altri aspetti non comprendendo appieno tutti gli scenari di rischio e l’ipotesi di ricostruzione in caso di evento calamitoso”.

httpv://www.youtube.com/watch?v=a6N_KqdAtsI



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