Alessandro Savi critica Capponi:
“Campagna elettorale basata
su toni polemici”

Prendo atto delle dichiarazioni del vice presidente del Consiglio Provinciale di Macerata Umberto Marcucci: basta con le polemiche. Bene: mi auguro che questo lasci presagire ad un cambiamento di rotta anche se il suo collega Mario Lattanzi non sembra dello stesso avviso. Peccato che, ancora una volta, la mistificazione della realtà perpetrata dai suddetti e dal loro candidato presidente Franco Capponi porti ad una riflessione a dir poco inconfutabile e, per certi versi, infantile. Chi ha impostato la campagna elettorale su questi toni polemici e basati sulle “chiacchiere da mercato” è proprio il centro destra. Anzi, la destra visti gli ultimi accordi sottoscritti dalla coalizione di Capponi. Brutto, bruttissimo disquisire su chi “ha iniziato prima” e chi, invece, è semplicemente costretto a rispondere agli attacchi, ma, ahimè, la riflessione si impone proprio perchè Capponi & company si sono resi protagonisti dell’avvio di una campagna elettorale basata non sui fatti concreti (rispetto ai quali li sfidiamo) ma sulle illazioni e, appunto, sulle mistificazioni. Ad iniziare dalle indennità: possibile che proprio Capponi debba criticare Silenzi quando lo stesso candidato della destra percepisce, in qualità di consigliere regionale, una indennità nettamente più alta? Può spiegare lo stesso Capponi perché ha rinunciato, cinque anni fa, ad assumere il ruolo di leader dell’opposizione per occuparsi di altre (ben più remunerative) cariche senza ricorrere al populismo, nella fattispecie alla “chiamata” da parte dei sindaci di destra alla guida del COSMARI ? A tale chiamata avrebbe anche potuto rinunciare…se solo avesse voluto!
Il PdL e l’UdC, inoltre, parlano di una coalizione litigiosa e di un modello – quello prodiano – sconfitto dagli elettori. Si potrebbe aprire una lunga discussione su questo tema, mettendo a confronto un vero statista (Romano Prodi) con il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi che vive e interpreta la politica alla stessa stregua di uno show televisivo ma questi sono temi che esulano dalla discussione locale. La domanda, essenzialmente, è questa: si contano sulle dita di una mano i contrasti del centro sinistra in questi cinque anni? Semplicemente, ad eccezione di un paio di passaggi “fisiologici” in consiglio, la coalizione ha dato una prova di compattezza e di collegialità tanto da poter configurarsi come un esempio su scala nazionale. E sul rimpasto di giunta di un anno fa si è discusso talmente tanto – e spesso a sproposito – che richiamarlo oggi significherebbe tornare a spiegare cose già dette e ridette alimentando inutilmente questioni morte e sepolte da un pezzo.
Ci sono tre forze politiche che portano la dicitura “comunisti” nel proprio simbolo? Al di là del fatto che, in questo Paese, nessuno può vergognarsi di essere stato o di essere comunista, mi pare di notare che solo PdCI e PRC annoverano nel loro simbolo tale orgogliosa rivendicazione. Ma, come sempre, sono pronto ad una smentita da parte dell’esperto Marcucci.
Inoltre: è noto che il centro destra, a livello nazionale, sta portando avanti una battaglia rivolta al ridimensionamento (abolizione) delle province: anche qui la discussione è aperta e sono pronto ad affrontarla serenamente e pacatamente. Resta, però, una domanda: come mai proprio Capponi conduce con questa veemenza una campagna elettorale per la conquista di un ente che andrebbe, nei loro programmi, ridimensionato (abolito)? Queste, caro Marcucci, sono cose che dovreste chiarire, anzitutto a voi stessi.
Alessandro Savi
(Assessore provinciale uscente)