Se utilizzassero il budget elettorale
per un gesto di solidarietà?
Verso le Provinciali - di Maurizio Verdenelli -
di Maurizio Verdenelli
Ho letto il commento di “Gianfranco” (le virgolette stanno lì ad indicare tout court l’interlocutore di cui il portale non rimanda il cognome) in coda al mio ultimo “Sussurro”. E’ un invito rivolto ai due competitors alla presidenza della Provincia di Macerata a fare …campagna contro. Perché coerentemente con i programmi delle proprie coalizioni nazionali, apparenti o latenti che siano sugli stessi manifesti dei candidati, Franco Capponi e Giulio Silenzi (qui enunciati in base all’ordine alfabetico) vogliano prendere posizione a favore dell’abolizione dell’ente Provincia! Un invito, quello di Gianfranco, provocatorio (certo) e pure paradossale. Chiedere a Franco e Giulio di parlar contro le loro legittime ambizioni?! Mica tanto però se si pensa che da anni i pacchetti di sigarette recano sull’involucro esterno scritte del tipo: “Il fumo minaccia seriamente la tua vita e quella di chi ti sta vicino”. Quindi anche Capponi e Silenzi potrebbero farsi “pubblicità” contro. Non mi disse forse, tanti e tanti anni fa, Leoluca Orlando allora sindaco di Palermo, nel corso di un’intervista all’Excelsior che il grande scrittore antimafia, Leonardo Sciascia, gli suggeriva, di fare “opposizione a se stesso”?

A Macerata pensiamo però che l’invito di Gianfranco a Franco e Giulio non abbia molte possibilità d’essere preso in considerazione. Peraltro il 30 gennaio, i Consigli provinciali italiani si sono riuniti per dire “no” a quella proposta popolare di cassazione che saliva dal cuore della vastissima platea dei lettori de “La Casta”. Seppure a quella seduta Silenzi non abbia partecipato, il presidente in carica aveva tuttavia fatto “circolare” la propria idea: manco per sogno, chiudere la Provincia!
Epperò un consiglio lo vorrei dare a questi due bravi amministratori, Franco e Giulio che conosco da quando hanno mosso i primi passi in politica. Il primo a Treia, il secondo a Monte San Giusto. Quest’ultimo con più anzianità, tanto da poter essere fotografato accanto al presidente Pertini, assieme agli altri pochissimi sindaci di sinistra del Maceratese, quando nell’81 il mitico “Sandro” venne in visita nelle Marche e quindi in prefettura a Macerata. Li stimo entrambi ed anche loro mai mi hanno fatto mancare, anche per iscritto, il segno dell’apprezzamento verso un “povero” cronista come me che ha cercato, al pari di altri, di stare dalla parte di chi legge e non dei politici. Anche se quest’ultimi –a pensar bene- sono proprio i nostri primi attentissimi lettori!
Quale consiglio, dunque? E’chiaro: quello che dareste anche voi. Considerata la crisi economica, la tragedia che devasta l’Abruzzo (con scosse che sentiamo anche noi) appare davvero poco congruo il grande spendere che si fa in vista del voto di giugno. Quello che vediamo dappertutto appare come il segno tipico ed usuale di campagne tradizionali promosse da …multinazionali della distribuzione commerciale! La politica, invece, dovrebbe fare un passo indietro. Soprattutto quella marchigiana. Mi piacerebbe allora che Franco e Giulio devolvessero alle popolazioni abruzzesi colpite dal sisma una parte del loro budget elettorale. Ecco un giusto spot, anche se a nessuno dei due candidati sarà mai passato per la testa di pensare a questi nostri vicini toccati dalla sventura come a testimonials.
Chi dei due darà loro una mano, avrà il mio voto… vi pare poco?
Inoltre una campagna di basso profilo non potrà non riscuotere apprezzamento. Anche lo stesso Silvio Berlusconi è incerto se passare dalle nostre parti, proprio perché sostenere la conquista di una Provincia appare fuori luogo rispetto all’opinione e al pensiero popolare, visti i costi.
Niente naturalmente da obiettare se Capponi e Silenzi abbiano, come pare, da spendere soldi propri e degli amici, ma una parte vada non ad onor della propria faccia e del mento ma a dare sollievo a chi soffre nelle tende sotto la pioggia a due passi da qui.
Nelle speranze c’è infine che, in ogni caso, non sia una campagna elettorale al calor bianco e che i guru non pensino a strumentalizzare tutto. Anche eventuali, auspicate vittorie sportive, tirandole ognuna per la propria parte. Il pensiero –considerato com’è andata per la Maceratese!- è tutto per la Lube in corsa per lo scudetto del volley. L’aquila biancorossa ha ripreso a volare alto da Piacenza: come quella asburgica, è un nobile rapace a due teste ed ha pure due cuori. Uno batte a destra l’altro a sinistra. Che non faccia però la fine di Lacoonte in un subbuglio tumultuoso di piume per ogni dove!

Se fossi al posto di Silenzi o di Capponi e (invece del silenzio) scegiessi di replicare la “scappatoria” per driblare elegantemente la mia provocazione è semplice: ciascuno di noi è libero di pensare e di agire come meglio crede…
Pertanto i 2 candidati non sono certo automi che “eseguono senza pensare” tutto quelo che il partito dice o programa.
Anzi ribalterei la questione: proprio perchè io opero per il bene della Provincia, proprio perchè credo nella istituzione Provincia, proprio perchè ritengo che le Province siano fondamentali io fccio vedere a tutti che sono autonomo dal mio Partito e che rispetto al “mio sentire” non accetto imposizioni da nessuno….
Pensa che bello: si potrebe così giocare la carta della “libertà” del candidato che sceglie di mettersi “di traverso” al prprio Partito per il “bene supremo dei suoi concittadini”…
Ma questa, ad una lettura più attenta di tutta la situazione, sarebbe solo una posizione ipocrita, cinica, da politicante gestore di un circo di nani e balerine…
Questo perchè vi sono delle linee di demarcazione, pur nella libertà personale di idee e valori, che non possono essere sorpassate, senza diventare incoerenti, senza scadere nella farsa, senza diventare un “quaquaraqua”.
Vi sono delle “scelte di fondo” nelle quali sei o non sei d’accordo, nelle quali è semplice perchè la scelta non è grigio ma semplicemente bianco o nero.
Vi sono dei momenti in cui sei dentro o sei fuori, non puoi tenere il piede in 2 staffe.
Nel programma elettorale dei 2 maggiori Partiti nel 2008 era CHIARAMENTE SCRITTO che sia il PD che il PdL erano favorevoli all’abolizione delle Province…
….Non c’erano ipotesi di una terza via, non c’era discussione, non c’era spazio per un orientamento diverso: se fai parte del Partito la posizione è chiara.
Oppure dissenti, su una questione di fondo e per te importante (visto che tu credi nell’istituzione Provincia), ma poi sei COERENTE ed ESCI dal Partito….
Invece qui mi sembra il classico caso italico di moglie ubriaca e di botte piena: io sono contrario alle indicazioni del mio Partito però non esco perchè altrimenti la mia carriera politica finisce in quanto, senza la struttura di Partito dietro, poi NON vengo rieletto… Cioè in soldoni a me interessa più la poltrona che le idee.
E come a me centinaia di politici di lungo corso sono interesati alla poltrona e alle prebende e se scomparisse la Provincia poi, come loro, sarei costretto a trovarmi un lavoro.. Pertanto nonostante le indicazioni dei Partiti le Province NON verrano abolite poichè tra incarichi, assessori, presidenze, commissioni, deleghe, ecc. ecc. ci sono, in tutta Italia, migliaia di persone che ci vivono a spese della collettività.
Che poi le Province (che potrebero benissimo passare le loro funzioni ai Comuni e alle Regioni, con notevole risparmio di denari pubblici) servano a poco è ininfluente: fino a che la struttura da potere e permette di avere incarichi remunerati resterà in piedi..
Perchè il passo successivo all’abolizione delle Province sarebbe l’accorpamento dei Comuni in macro-Comuni con un’ulteriore risparmio di denaro pubblico: ma anche in questo caso con un notevole taglio di posti e stipendi e prebende e cene e viaggi e commissioni e incarichi pagate con i denari dei contribuenti.
Sparissero le Povince e fossero riorganizzati i Comuni sorgerebbe un grosso problema: almeno un mezzo milione di persone (che campano esclusivamente di politica e che altro non sanno fare) si troverebbero disoccupate cn il rischio di rimanerlo a vita poichè non hanno alcuna qualifica per trovare un lavoro…
.. Vogliamo avere sule spalle e sulla coscienza mezzo milione di ulterori disoccupati?
Potremmo riuscire a non volgere lo sguardo altrove quando presidenti, consiglieri, assessori, dirigenti fossero costretti a fare la fila alla caritas per sopravvivere?
Quanto dovremo essere carogne per non fare l’elemosina a tutti questi “politicanti di professione” che, senza la politica, sarebbero incapaci dimantenere la famiglia (come scriveva il grande Enzo Biagi) in quato incapaci di avere un proprio lavoro?
Una volta a Civitanova si diceva che le persone capaci, chi aveva un minimo di sale in zaucca cercava di aprire un calzaturifico o lavorare nelmondo delle calzature.. e
e… gli altri???
Gli altri, gli incapaci, coloro che non avevano ne arte ne parte finivano in Consiglio Comunale.