Silvia, dal campo di volley
alla finale di Miss Padania

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di Alessandra Pierini

Negli anni, nei secoli, nelle differenti culture e popolazioni il concetto di bellezza è cambiato, si è trasformato, ha modificato i suoi canoni ma, per quanto si sia tentato di sottolineare il merito, la cultura e l’intelligenza, ancora oggi la bellezza resta, soprattutto se legata alla sfera femminile, una caratteristica discriminante. Negli ultimi anni, forse, il binomio bellezza uguale non intelligenza ha lasciato il passo ad una nuova visione, anche  grazie a tanti esempi di donne belle che si sono distinte  per le loro capacità ma ciò non toglie che la bellezza viene ancora valorizzata e sottolineata. Esempio lampante sono i tanti concorsi di bellezza che spopolano un po’ in tutti gli ambienti e che vedono giovani donne sorridere evidentemente emozionate e sfilare su passerelle di ogni genere. Lo stesso concorso di bellezza ripropone pur in forme differenti, sempre gli stessi criteri e parametri. Nel panorama nazionale, si distingue, non tanto per il tipo di organizzazione, nè per una particolare visione della bellezza, ma per gli ideali politici e territoriali sui quali si basa, Miss Padania, concorso riservato a ragazze provenienti dalle regioni italiane dalle Marche in sù al quale ha partecipato Silvia Tittarelli, osimana e maceratse d’adozione,  neo-laureata in Comunicazione multimediale all’Accademia delle Belle Arti di Macerata e giocatrice di pallavolo dell’Helvia Recina Volley, la quale è  appena rientrata da Cernobbio, città che ha ospitato la finalissima di Miss Padania. Silvia si è presentata dicendo : ” Gli osimani sono chiamati i senza testa, io ho portato la mia, spero che vi piacerà.” ed è piaciuta parecchio visto che si è piazzata tra le prime 12 finaliste.

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Come sei finita ad indossare il giubbetto verde delle finaliste di Miss Padania?
“Ho partecipato a diversi concorsi di bellezza tra i quali anche Miss Italia. Per Miss Padania ho fatto diverse selezioni in Lombardia per poi arrivare alla prefinale a Castrocaro ed essere tra le 24 finaliste. A Miss Padania possono partecipare ragazze provenienti dalle Regioni del Nord Italia e i confini territoriali sono Marche, Umbria e Toscana.”
In che cosa Miss Padania si distingue dagli altri concorsi ai quali hai preso parte?
” In realtà non è molto diverso. L’unica cosa è che hanno voluto sottolineare valori quali la famiglia e l’appartenenza territoriale. Ad esempio nel corso della finale abbiamo fatto una passerella affiancate dalle mamme e poi i papà ci hanno regalato una rosa quindi l’intera famiglia è stata coinvolta. Per il resto, è vero che la Lega Nord sponsorizza il concorso ma io non ho riscontrato nessun tipo di influenza politica forte.”
Come è stata la finale?
“E’ stato un bello spettacolo, la presentatrice era Iva Zanicchi, affiancata da Andrea Casta. C’erano molti ospiti come Emilio Fede, Willi Pasini e tanti altri. Rete 4 trasmetterà le immagini in seconda serata. Io sono arrivata tra le prime dodici ed è comunque una bella soddisfazione anche se speravo di essere tra le prime sei”.
Miss Italia e Miss Padania: quale di questi due concorsi ti ha dato di più?
“Sicuramente Miss Italia soprattutto dal punto di vista logistico e organizzativo.”
Cosa proprio non ti è piaciuto a Miss Padania?
“Innanzitutto il cibo: abbiamo mangiato per giorni insalatona e bresaola, per una buona forchetta come me è stato un problema, alla fine avevo la nausea. Non sono stata neanche molto contenta del risultato finale. Laura Dora Mazzei, la miss che ha conquistato il titolo, non era secondo me la ragazza più bella nè quella che lo meritava di più. Ho sentito che molte altre partecipanti la pensavano come me.”
In futuro hai in programma di prendere parte ad altri concorsi?
“Al momento mi sento di dire che i concorsi di bellezza mi hanno stancato, però non si sa mai, chissà magari me ne capita uno sfizioso e mi viene voglia di rimettermi in gioco. Intanto continuerò a gareggiare nel campo di pallavolo.”


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