Limiti di 50 in strade extraurbane
La Contram contro gli speed check

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di Alessandra Pierini

L’alta velocità rappresenta uno dei problemi più rilevanti quando si parla di sicurezza stradale. In effetti il mancato rispetto dei limiti è una delle cause primarie di incidenti stradali di ogni entità. Da anni le amministrazioni locali sono corse ai ripari con strumenti di vario genere che hanno come obiettivo primario proprio quello di tutelare gli utenti della rete viaria dalla disattenzione e dalla sregolatezza di qualcuno. Poco a poco anche la nostra Provincia è stata inondata di dissuasori ottici, di semafori “intelligenti”  e ultimi in ordine di tempo gli speed check, bussolotti colorati  che rilevano la velocità e probabilmente fotografano i trasgressori. Molto ben visibili ai bordi delle nostre strade urbane i dissuasori sono molto efficaci, talvolta fin troppo. E’ questo il caso della Statale Provinciale 78, la più importante via di comunicazione tra Macerata e Ascoli che si dirige verso sud toccando Urbisaglia, Passo Sant’Angelo, Gabella Nuova e Sarnano. In questa zona i limitatori di velocità impongono di rispettare i 50 km orari senza distinguere tra agglomerati urbani e non. Il senso civico e di legalità degli utenti stradali e talvolta anche la troppa prudenza di utenti intimoriti dai box (magari particolarmente anziani) in queste zone ha comportato di recente il formarsi di file e rallentamenti che hanno interessato l’intera rete stradale. Sono le autolinee quelle che più hanno sentito il peso di questa nuova situazione che ha comportato, a causa della variazione dei tempi di percorrenza, un sensibile ritardo nelle corse. La situazione ha portato i massimi dirigenti della “Contram Mobilità”, società consortile nella quale di recente sono confluite tutte le aziende di trasorto pubblico locale in ambito extraurbano, a chiedere un incontro con i Sindaci dei Comuni interessati per rivedere i limiti.
“L’inasprimento del codice della strada  ha comportato per noi dei forti disagi – ci dice Stefano Belardinelli, presidente di Contram Mobilità – in quanto i limiti devono naturalmente essere rispettati ma anche laddove la zona permetterebbe di aumentare un po’ la velocità ci troviamo ad avere a che fare con il traffico e questo comporta un ritardo importante in quello che noi definiamo orario commerciale. Non vogliamo in alcun modo non rispettare le regole, anzi siamo ben lieti che il codice stradale venga rispettato perchè questo è un beneficio anche per noi, ma in quella zona la situazione è diventata insostenibile”. Stefano Gregori, vice-presidente di Contram Mobilità è dello stesso avviso: ” Ci siamo visti costretti a prendere dei provvedimenti in quanto la troppa rigidità porta dei ritardi rilevanti alle nostre linee.”
Il primo incontro con i Sindaci ha visto la disponibilità da entrambe le parti a collaborare ma è ancora la fase iniziale di un futuro confronto che per forza di cose dovrà coinvolgere la Polizia Municipale la quale dovrà dire la sua sull’applicazione del Codice della Strada. Intanto gli speed check rimangono al loro posto.

 



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