“I promessi… divorziati”
per riscoprire il dialetto
di Fabio Macedoni
I promessi … divorziati è la prima commedia di una collana che sarà dedicata alle opere dialettali (collinemaceratesi).
L’amore per il dialetto e la passione per il teatro sono state le molle che mi hanno spinto a editare queste storie ambientate nel territorio delle nostre campagne negli anni che vanno dal 1973 ad oggi.
Vi si respira un’aria particolare che non si fonda sul solo ricordo. Sono storie esilaranti, talvolta un po’ estremizzate, un po’ irreali, una commedia appunto; non c’è una vera traccia reale, accaduta, vissuta: è una fantasia che, per I promessi … divorziati, nasce da una parodia del celebre romanzo manzoniano.
C’è, però, un suggerimento continuo offerto da questo mondo, da questa lingua, da questa civiltà, da questa storia che ho vissuto nel periodo adolescente della mia esistenza e che è anche il punto di partenza della mia storia, della mia educazione, della mia formazione.
Conoscere la storia è importante, soprattutto la propria.
Lo è ancor di più di questi tempi in cui il tentativo di catalogare e di globalizzare è in forte espansione.
Il dialetto non rappresenta solo un modo buffo di esprimersi, una lingua che si presta allo sberleffo, un’espressione che dà adito al sorriso.
E’ molto di più.
Rappresenta il cemento di una civiltà, il suo modo di manifestarsi, la profondità dei suoi contenuti, la valenza dei suoi stili di vita, l’etica, insomma, di un mondo che si reggeva su alcuni saldi principi mai in discussione.
Questa prima opera è stata scritta nel maggio del 1974, quando in Italia si parlava e si dibatteva sul divorzio per poi votarne il referendum.
La commedia prende spunto dal romanzo manzoniano I Promessi Sposi e ne ipotizza un probabile, immaginario seguito.
Renzo e Lucia si sono finalmente sposati ed hanno cinque figli.
Ritornano, con le loro caratteristiche, i personaggi manzoniani, come don Abbondio, Fra’ Cristoforo, Perpetua e, perché no, Rodrigo.
Ma stavolta le energie del frate, un tempo indispensabili e decisive per far sposare i due promessi, saranno utilizzate per uno scopo del tutto opposto: Fra’ Cristoforo dovrà impedire che Renzo e Lucia divorzino.
Sì, perché Lucia si invaghisce di Rodrigo ed è pronta a seguirlo…
Ininfluente ed inconcludente, come sempre, sarà l’opera di don Abbondio in preda alle sue paure ed al suo egoismo; Perpetua, dal canto suo, continuerà, come sempre, ad essere l’eterna pettegola.
Come andrà a finire? Il titolo lo spiega …
Ringraziamenti e dediche.
La pubblicazione di questa commedia, patrocinata dall’Amministrazione Comunale di Treia e dalla BCC di Filottrano, è stata resa possibile anche grazie alla sensibilità di:
Duemilalibri
Infissi Over
L’Oro della Terra
Trea Confezioni
Magis Car
Supermercati Orazi
Un ringraziamento particolare a:
– Gianfilippo Centanni per la sua autorevole ed amichevole consulenza,
– Caterina Di Tullio per la sua paziente collaborazione,
– Tutti coloro che hanno condiviso quella splendida e spensierata esperienza della Compagnia Teatrale Fratrum Arvalium.
Dedica
A don Sandro Fratini, primo mecenate della nostra passione teatrale.

Complimenti Fabio. Ad majora !