“Io, inviato di guerra”,
Toni Capuozzo al Lions
Il vice direttore del TG5 Toni Capuozzo è intervenuto al primo convegno che inaugura una serie di eventi organizzati per festeggiare i 50 anni di vita del Lions Club di Macerata. Al convegno hanno preso parte anche diverse personalità della cultura maceratese e non solo e, nel corso dello stesso, Capuozzo ha presentato i due libri che ha pubblicato recentemente “Adios” e “Occhiaie di riguardo”. Il dibattito che si è tenuto presso la sala convegni della Banca delle Marche di Macerata è stato coordinato dall’ex giornalista de “La Nazione” Alberto Sensini. Dopo aver raccontato i suoi primi passi nel mondo del giornalismo, Capuozzo ha ricordato tutti i colleghi che hanno contribuito alla sua formazione giornalistica, ha spiegato i suoi viaggi nelle zone di guerra e della difficile opera che è stato costretto a compiere per dare agli ascoltatori notizie che fossero il più veritiere possibile. “Quando si è inviati di guerra bisogna essere preparati ad osservare ogni giorno brutte situazioni che vedono spesso protagonisti purtroppo, i bambini soldato, la perdita anche di interi nuclei familiari o villaggi distrutti. Per fortuna io sono stato ben preparato da parte di colleghi e redattori molto bravi a svolgere questo compito. Quando si vive a lungo in zone di guerra può spesso capitare di ritornare in patria trasformati nello spirito, nel fisico e nel carattere. In queste situazioni delicate cercare sempre la mediazione è un dovere di ogni istituzione, cosi come è nostro dovere raccontare la verità anche a costo di rischiare la vita. Io di situazioni pericolose ne ho vissute poche, ma ricordo ancora gli sguardi dei comuni cittadini e dei giovani che non hanno mai perso la speranza di avere una pace duratura e mi hanno spesso chiesto di raccontare le loro storie. Proprio questo ho tentato di fare nei due libri che ho scritto e nella trasmissione “Terra” che realizzo per Mediaset”. Nel corso di questo interessante dibattito Capuozzo si è confrontato, tra gli altri, anche con il collaboratore dell’ONU Andrea Angeli. Poco prima dell’inizio della conferenza abbiamo sentito proprio Capuozzo.
Perché questo libro?
“Perché avevo il desiderio di raccogliere e far conoscere ad un numero ampio di lettori gli articoli ed i commenti che ho scritto nella rubrica che curo sul Foglio di Giuliano Ferrara che si chiama “Occhiaie di riguardo”.
A quale lettore si rivolge il suo libro?
“A tutti quei lettori che amano scoprire mondi e culture diverse dal nostro ed è proprio l’obiettivo che sto tentando di raggiungere con questo libro che è uscito circa un anno fa”.
I libri sono una fonte che lei utilizza spesso per trovare gli argomenti da proporre nel TG5 o nel settimanale di canale 5 “Terra” che ha ideato e conduce?
“No, casomai è il contrario, perché i libri non possono essere una fonte di ispirazione dato che le notizie evaporano nel giro di un giorno e dopo se ne debbono cercare altre. Scrivo libri per poter spiegare quello che non posso dire in televisione”.
Le Marche hanno dato al TG5 alcuni inviati, ricordiamo ad esempio Remo Croci da San Benedetto del Tronto. Pensa che in futuro altri giornalisti marchigiani potranno sperare di essere selezionati ed assunti nella redazione del TG5?
“Il TG5 è un vascello che va da sé. Abbiamo un inviato per regione ed ogni tanto ne mandiamo altri per coprire quelle zone ed aiutare i colleghi quando ne sentono la necessità. Il TG5 ha una redazione abbastanza piccola che penso per ora rimarrà così come è attualmente strutturata”.
Francesco Ciccarelli
