Di giorno guida l’autobus,
di sera fa il presentatore
La doppia vita di Moscatelli

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Marco Moscatelli

 

di Alessandra Pierini

Almeno una volta ogni maceratese ha di sicuro assistito ad uno spettacolo presentato da Marco Moscatelli, sanseverinate di nascita ma ormai patrimonio dell’intera provincia e non solo. Marco è l’immagine della genuinità e durante il giorno lavora come autista della Contram poi la sera, come una sorta di moderno supereroe, toglie la divisa e si trasforma in uomo da palcoscenico. “Sono moltissimi – ci racconta – i passeggeri dell’autobus che mi guardano, mi riconoscono ma non riescono a ricordare e mi domandano dove possono avermi visto. A me piace scherzare e difficilmente rivelo la mia identità, a meno che non la scoprano da soli.” Una carriera lunghissima, quella di Marco che ha iniziato nel lontano 1992 quando, insieme a degli amici, organizzava il Torneo di Volley di Pitino: “Mancava lo speaker – spiega – e il budget di spesa era molto ridotto quindi mi selezionarono tra gli organizzatori come quello più predisposto a parlare. Da quel momento non ho più smesso. Il torneo crebbe a dismisura e toccammo l’apice di 36 squadre provenienti da tutta la Regione. In seguito fui arruolato, sempre come speaker, dalla Carifoligno di San Severino che all’epoca giocava in serie B. Vedendomi adesso sembra impossibile – ci dice ironizzando, come fa costantemente, sulla sua forma fisica – ma il mio ingresso nel mondo dello spettacolo passa dal mondo della pallavolo, ero persino un buon palleggiatore…” Da quel momento in poi la carriera del Marco Moscatelli presentatore è cresciuta a vista d’occhio, dapprima in maniera quasi incontrollata tra sagre di paese, sfilate e chi più ne ha più né metta, poi in modo più professionale con una più mirata selezione di eventi e manifestazioni. Ormai la firma di Marco Moscatelli contraddistingue eventi di qualità che coinvolgono il territorio e lo legano a realtà importanti del mondo dello spettacolo: “Questo mio secondo lavoro – va avanti – è più che altro un hobby che faccio con grande passione, nel tempo mi ha dato delle grandi soddisfazioni anche perché spesso gli altri mi hanno riconosciuto una professionalità di cui in qualche modo sono fiero. Nel settore dello spettacolo ci sono molti avventori e improvvisatori perciò riuscire a dare quel qualcosa in più è per me una grande vittoria. I momenti più alti della mia carriera, quelli che porto nel cuore sono senza dubbio le prefinali di Miss Italia a Sambenedetto con Carlo Conti nel 2003, l’anno successivo la finale di Civitanova con Adriana Volpe. Unica è stata l’esperienza di “Striscia la Notizia” del 2005 e per finire il Gran Galà della Moda che considero la mia creatura. “ Tra tante belle esperienze non mancano i rimpianti: “Mi dispiace davvero molto non aver trovato il treno per la ribalta nazionale e mi sarebbe molto piaciuto anche presentare il Festivalbar”. Il passato è passato e a Marco piace guardare avanti: “Ho diversi progetti per il futuro: nell’immediato mi sto occupando di una serata prevista il 29 novembre all’Anton in collaborazione con il Gruppo Orafi di Confartigianato Imprese Macerata, sono già impegnato nell’organizzazione del Gran Galà della Moda del prossimo anno che riserverà novità e sorprese e per finire mi sto ridefinendo da presentatore a organizzatore e ho in mente di dar vita ad una Agenzia di organizzazione eventi.” Tra tante attività, a volte anche così diverse tra loro c’è chi rischia di far confusione: “Da anni faccio il Discobus su Multiradio durante il quale prendo in giro goliardicamente i vecchietti che salgono sull’autobus; poi è nata l’iniziativa della Provincia, sempre Discobus, per accompagnare i ragazzi in discoteca. Il direttore della Contram mi ha sentito in radio e mi ha subito ripreso pensando che stessi ironizzando sull’iniziativa provinciale e non è stato facile spiegargli che il mio Discobus esisteva già da tempo.” E a chi lo accusa di avere a che fare sempre e solo con belle donne, Marco risponde così: “Potenzialmente è più facile trovare una donna la mattina sul pullmann che tra le modelle dei miei spettacoli. Diffidate delle apparenze!”.
In Marco Moscatelli la spontaneità e il savoir faire tipico delle nostre zone si coniugano in una tale armonia che il semplice parlare e conversare si trasforma in un’arte, la stessa che ritrovi in ogni momento del suo presentare.



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