Maceratiamo: “Gli Ogm
e l’agricoltura maceratese”

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ogm

Dalla lista di cittadinanza Maceratiamo:

“Con un’argomentazione dettagliata, la lista di cittadinanza MaceraTiAmo  vuole far conoscere ai maceratesi la sua opinione in merito all’uso degli Ogm (Organismi geneticamente modificati) in agricoltura, dal momento che, salvo ricorsi, dal primo aprile sarà possibile coltivare anche in Italia vegetali ottenuti tramite semi modificati nel loro genoma, il nucleo originario della pianta.

Per prima cosa occorre tener presente che ogni modifica del patrimonio genetico dei vegetali è sottoposta a brevetto, quindi non è riproducibile da nessuno e ciò influisce gravemente sulla conduzione dell’agricoltura in quanto crea dipendenza economica verso le multinazionali detentrici dei brevetti stessi. I semi modificati, inoltre, spesso sono resi sterili, cioè le piante che nasceranno da essi forniranno a loro volta semi incapaci di riprodursi, obbligando gli agricoltori a riacquistarli anno dopo anno. Questo accade già in altri paesi, per esempio in Sud America, dove gli agricoltori sono sempre più poveri anche per questo motivo: prima, infatti, essi ricavavano le piante da coltivare dai semi che loro stessi producevano, così come molti nostri anziani fanno ancora oggi.

La seconda grave conseguenza è che l’uso di sementi modificate e brevettate, che generano piante e frutti “perfetti” – imposti ai consumatori con martellante pubblicità – porta inevitabilmente alla perdita della famosa biodiversità, cioè della maggioranza di specie e varietà naturali, selezionatesi naturalmente nel tempo, ciascuna adatta ad un determinato territorio, clima, a specifiche risorse idriche: le cosiddette “varietà autoctone”. Basti pensare alla Mela Rosa dei nostri Sibillini, che un gruppo di appassionati frutticoltori ha fortunatamente e fortunosamente recuperato e rimesso in commercio, sottraendola a sicura estinzione.

Inoltre le modifiche genetiche, introdotte anche per ostacolare parassiti, generano una selezione tra questi ultimi che diventano sempre più aggressivi e difficili da controllare, fenomeno peraltro già in atto, pur se in misura minore, a causa degli insetticidi. In modo simile l’introduzione di geni resistenti agli erbicidi (prodotti chimici atti ad eliminare le erbe infestanti) può essere trasferita alle piante infestanti stesse che, in un circolo vizioso, diventano a loro volta resistenti agli erbicidi. Questo ultimo punto rivela l’inutilità delle modifiche al genoma e pone dei seri dubbi sulla teoria che le piante Ogm risolverebbero il problema dell’inquinamento dovuto ai prodotti chimici di sintesi, che, al contrario, potrebbe aggravarsi sempre più.
Un altro mito da sfatare è quello secondo cui gli organismi ogm aiutano a combattere la fame nel mondo. I contadini che passano a queste coltivazioni smettono di produrre per il consumo personale, contando sui maggiori guadagni che una coltivazione intensiva promette; il risultato è che la dipendenza dai fornitori di sementi, come già detto, li rende sempre più poveri e contemporaneamente li costringe a comprare anche quello che prima veniva autoprodotto. La somma di questi fattori è che, come dimostrano i dati forniti dalle istituzioni internazionali, il numero delle persone affamate è in continuo aumento, a dispetto dei facili slogan con cui vengono esaltati gli Ogm.

Se ciò non bastasse un numero sempre crescente di scienziati oggi afferma che le piante geneticamente modificate, oltre a non fornire garanzie risolutive dal punto di vista ambientale, possono influire direttamente o indirettamente attraverso la catena alimentare, sul metabolismo umano e così scatenare allergie, intolleranze alimentari e altre patologie anche più gravi. La lista di cittadinanza MaceraTiAmo, in linea con la filosofia del naturale e della preservazione del nostro straordinario patrimonio agricolo, ritiene che la modifica dei patrimoni genetici naturali sia molto pericolosa e si batterà affinché a livello locale vengano incentivate tutte le pratiche di agricoltura biologica e a basso impatto, allo scopo di non danneggiare la biodiversità, cardine dell’equilibrio naturale di ogni specie vivente, incluso l’uomo.

In conclusione MaceraTiAmo crede fermamente che si debba operare in favore dei produttori del nostro territorio e non a vantaggio dell’economia delle grandi industrie alimentari: è moralmente inaccettabile porre come prioritario il profitto economico di pochi a scapito della salute e del benessere di tutti”.


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