Maceratiamo: “Le nostre proposte
per le politiche sociali”

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Riceviamo e pubblichiamo:

“La lista di cittadinanza Maceratiamo, rispetto alle dissonanze degli schieramenti, vuole dare risalto ad un tema particolarmente scottante, sia come attualità sia come ampiezza: le politiche sociali. Nelle riunioni  tematiche, che la lista civica ha effettuato con tutti coloro che si sono resi disponibili, si sono evidenziate le macro aree di questo tema (anziani, minori, disabilità, extracomunitari) e sono nati spunti di riflessione, considerazioni e progetti, sicuramente ambiziosi ma realizzabili.

Presupposto fondamentale è che il comune di Macerata si riappropri del ruolo centrale che ha per sua natura, sia perché capoluogo di provincia sia perché è comune capofila dell’ambito territoriale di appartenenza; si può quindi pensare di costituire una centrale operativa a Macerata che sia il riferimento istituzionale principale per l’intera zona.

Anziani

Queste le proposte in merito alle problematiche della terza età.

Realizzare una mappatura della distribuzione degli anziani, suddiviso per fasce che vadano dall’autosufficienza agli allettati, sia per Macerata sia per i comuni dell’ambito.

Una prima linea d’intervento riguarda il potenziamento del servizio già esistente “SOS farmaci”, a cui aggiungere “Spesa a casa” (spesa a domicilio) e “Banco alimentare” per le famiglie in difficoltà, in collaborazione con la Croce Rossa.

Un’altra linea d’intervento riguarda dichiarazione dei redditi, certificazioni, rapporti con l’Inps, assegno di accompagnamento e simili, servizi che già alcuni patronati svolgono, ma non a domicilio.

Da ultimo, ma non certo per importanza, il ripristino del “Telefono argento”, a cui affiancare un sostegno psicologico e la possibilità di visite a domicilio.

Ponendosi quindi come il fulcro di una rete di intervento costituita da associazioni di volontariato, associazioni di utilità sociale, altri soggetti pubblici e privati, la centrale operativa andrebbe ad interfacciarsi con tutti i comuni che fanno capo all’ambito territoriale, assegnando a Macerata il ruolo di capofila. La rete prevede uno standard di qualità tale da poter soddisfare, oltre ai criteri qualitativi, anche quelli di efficienza e di efficacia degli interventi che si realizzeranno

La realizzazione del progetto dovrebbe prevedere un contributo da parte dei comuni che compongono l’ambito territoriale (considerata l’utilità del servizio proposto e l’alleggerimento della problematica a favore dei comuni stessi), oltre a contributi da parte della provincia di Macerata e della regione Marche. Inoltre si potrebbero coinvolgere enti ed aziende private: ad esempio la fondazione Banca delle Marche per i mezzi necessari alle attività sopra citate; la Croce Rossa Italiana per il Banco alimentare; aziende private di rilievo, che facciano sempre riferimento ai comuni dell’ambito territoriale, da individuare tra quelle più sensibili alle problematiche degli anziani.

Tale progetto ha la velleità  di:

portare valore aggiunto ad un comune che vedrà, come tanti altri, un aumento considerevole della popolazione over 65 nel prossimi anni;

avere dei costi sostenibili per ogni comune senza aggravio dei bilanci;

rivalutare le associazioni già presenti sul territorio senza crearne di nuove;

creare posti di lavoro;

essere effiace per capillarità  e qualità del servizio;

rispondere alle esigenze di chi ne usufruisce.

MaceraTiAmo ribadisce anche la necessità di destinare locali di proprietà dell’amministrazione per l’incontro-confronto tra anziani e giovani. Incontri che potrebbero rappresentare un momento molto importante per entrambi:

i giovani imparerebbero mestieri ormai scomparsi ed apprenderebbero nozioni storico-culturali dagli anziani;

gli anziani  trarrebbero giovamento dal semplice contatto con le nuove generazioni in termini di informazioni circa i cambiamenti in atto, soprattutto quelli legati allo svilupo tecnologico.

Stranieri e/o extracontrattuali

Per quanto riguarda la problematica dell’integrazione, ci si è interrogati se gli stranieri realmente vogliano o meno integrarsi con la nostra realtà fatta di regole, leggi, consuetudini, religione, cultura proprie.

Ci siamo così accordati sul significato di integrazione, che per noi significa rendere edotta tutta la popolazione residente a Macerata di origini o cultura non italiane, delle leggi e dei regolamenti che disciplinano il nostro vivere comune e, nella salvaguardia di culture, religioni, usi e costumi originali, tipici della storia di ciascuna etnia, aiutare queste persone nel disbrigo di tutte le pratiche burocratiche necessarie (permessi di soggiorno, libretti sanitari, contributi comunali, scuole, accesso agli uffici, raccolta differenziata dei rifiuti), ai fini di una convivenza pacifica ed integrata.

Corre inoltre la necessità  di evitare la sperequazione sugli alloggi affittati agli stranieri, azione che si potrebbe esercitare tramite una mappatura delle abitazioni e dei relativi residenti con controlli incrociati.

Insomma, occorre l’esercizio di una vera e propria mediazione culturale, nel senso dell’individuazione e del coordinamento di elementi rappresentativi di ogni etnia presente sul territorio, che possano rappresentare le effettive esigenze da rappresentare in Comune.

Disabilità

Ci si è trovati d’accordo sulla promozione della dignità degli individui con capacità  diverse nell’essere sé stessi, in una società che vorrebbe invece emarginarli perché non produttivi secondo gli schemi abituali.

Un primo intervento concreto è certamente l’abbattimento di tutte le barriere architettoniche oggi ancora esistenti, riconoscendo la validità delle battaglie condotte in passato per permettere a tutti i soggetti portatori di handicap di poter liberamente circolare nella nostra città.

Minori

Potenziare le strutture di aggregazione giovanile; creare centri ricreativi e di studio pomeridiani; permettere attività sportive a tutti i minori, sottoscrivendo protocolli d’intesa con le società sportive che esistono nella nostra città e mettendo a disposizione contributi alle famiglie in difficoltà; promuovere incontri dibattito con i giovani sulla legalità, creando momenti di conoscenza e vicinanza con le forze dell’ordine”.


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