Sclavi al vertice in prefettura:
«Priorità non fermare i cantieri» (Video)
INCHIESTA DDA - Il sindaco di Tolentino ha incontrato il prefetto Giovanni Signer: «Parlerà con il magistrato, si è fatto carico delle nostre preoccupazioni. La città è in prima linea, ma siamo all’interno della ricostruzione, che è una questione nazionale»

Il summit con il prefetto Giovanni Signer
di Alessandro Vallese (Foto di Fabio Falcioni)
«La nostra richiesta è di non fermare la ricostruzione». È la preoccupazione principale portata dal sindaco di Tolentino Mauro Sclavi al tavolo convocato nel pomeriggio in prefettura a Macerata, dove il primo cittadino ha incontrato il prefetto Giovanni Signer per fare il punto sulle tensioni legate ai cantieri della ricostruzione post sisma e sulle possibili ripercussioni della vicenda giudiziaria che sta interessando il settore.

Il sindaco di Tolentino Mauro Scalvi insieme al vicesindaco Alessia Pupo e al comandante della polizia locale Andrea Isidori
Alla riunione hanno partecipato anche il vicario del prefetto Emanuele D’Amico, il vicesindaco di Tolentino Alessia Pupo, il comandante della polizia locale Andrea Isidori e i rappresentanti sindacali di Cgil, Cisl e Uil. L’incontro era stato convocato inizialmente per affrontare le questioni di ordine pubblico legate alle proteste dei lavoratori rimasti senza stipendio, alcuni dei quali erano saliti sulla gru in piazza San Nicola per richiamare l’attenzione sulla loro situazione.

Nel corso del confronto, però, il tema si è inevitabilmente allargato alla tenuta della ricostruzione, alla luce degli ultimi sviluppi giudiziari e dei timori che possano esserci conseguenze sull’attività dei cantieri. Sclavi ha ringraziato il prefetto per la tempestività della convocazione e per la disponibilità ad ascoltare le preoccupazioni espresse dal Comune e dalle organizzazioni sindacali.

I rappresentanti sindacali di Cgil, Cisl e Uil
«La riunione è stata un po’ più lunga perché la nostra era una richiesta per parlare di ordine pubblico, di una situazione che si era verificata, e abbiamo spaziato», ha spiegato il sindaco al termine dell’incontro. «Abbiamo chiesto al prefetto di farsi carico delle nostre preoccupazioni, cioè di non fermare la ricostruzione, e lui si è fatto immediatamente carico di questa nostra richiesta. Parlerà con il magistrato».
Un impegno che, al momento, non si traduce ancora in risposte operative. «Mi sento soltanto di ringraziarlo, in attesa che ci siano poi delle risposte vere, che in questo momento non abbiamo. C’è un impegno, ma non ci sono risposte alle quali possiamo dare seguito», ha aggiunto Sclavi.

Il sindaco Mauro Sclavi
La richiesta del territorio è chiara: evitare che le conseguenze della vicenda giudiziaria si traducano in un blocco dei lavori, con ulteriori ritardi per le famiglie che attendono di rientrare nelle proprie abitazioni. «La volontà è quella di non fermare, di avere una situazione risolta il più velocemente possibile», ha ribadito il primo cittadino.
Resta intanto un clima di apprensione che va oltre i confini cittadini. «È un sentimento di tutti, non soltanto di Tolentino. La città è in prima linea, ma siamo all’interno della ricostruzione, che è una questione nazionale», ha osservato Sclavi. Il sindaco ha parlato di una «vigile preoccupazione», legata alla necessità di seguire gli sviluppi senza sapere ancora quali saranno le conseguenze concrete.

«Dobbiamo metterci nella condizione di capire come evolve la situazione, che purtroppo non dipende né dal prefetto, né dal sindaco, né dai sindacati, ma da forze maggiori», ha aggiunto.

Al termine della riunione, le parti si sono lasciate con l’intenzione di aggiornarsi a breve. La nuova convocazione dovrebbe arrivare quando il prefetto avrà ricevuto ulteriori elementi dal magistrato e saranno state seguite le procedure necessarie. «Penso che possano darci qualche risposta. Saremo riconvocati a breve, anche se non so dire quando: il prefetto ha espresso la volontà di risentirci non appena avrà risposte da parte del magistrato», ha concluso Sclavi.































La vigile preoccupazione è come la vigile attesa ma senza aspirina?
Pardon, tachipirina.
“La vigile preoccupazione è come la vigile attesa ma senza tachipirina?”, questa battuta svela magistralmente l’inconsistenza del politichese da vertice in Prefettura: un ossimoro linguistico dove la “preoccupazione” vuole sembrare operativa (“vigile”), ma di fatto lascia la situazione esattamente com’è, in attesa che la febbre dei cantieri passi da sola.
(Gemini AI)
Nisciuna Fiamma stuta ‘a Ragione —
comm’a Paura — ca trase ‘e nascuso —
e lassa ‘a Mente ferma, senza voce —
‘o piede nterra, ‘o braccio mieze ‘nchiuso —
Ma chella stessa Mamma, int’’a nuttata scura,
mmiez’ê tremmune ha fatto ‘e prime Lege —
nu muro, nu cunfine, na mesura —
pe chi tene paura ‘e ll’ombra ca nun regge —
Ogne Divieto è porta mpuntellata,
ogne Precetto è lume a nu criaturo,
ogne Costume è tetto ‘int’’a ghiurnata —
lanterna ca nun stuta, e vence ‘o scuro —
Accussì nasce ‘o Bbene — a poco a poco —
nu tremmà ca se fa casa, e scarfa ‘o ffuoco.