La polizia in festa
per San Michele Arcangelo
MACERATA - La cerimonia per il patrono oggi nella cattedrale di San Giovanni. Il questore Luigi Mangino ha ricordato il valore del lavoro di squadra e della professionalità dei poliziotti a tutela del territorio. Consegnati anche i riconoscimenti a chi si è distinto in varie operazioni: dal contrasto allo spaccio di droga agli interventi per l'ordine pubblico

La polizia celebra il patrono San Michele Arcangelo
La polizia ha festeggiato, oggi, il suo patrono San Michele Arcangelo. Stamattina la messa, celebrata dal vescovo Nazzareno Marconi, nella cattedrale di San Giovanni a Macerata e, a seguire, la consegna dei riconoscimenti alle donne e agli uomini della polizia che si sono distinti in diversi ambiti di intervento.
La celebrazione ha rappresentato un momento di raccoglimento e condivisione, ma anche un’occasione per riflettere sul significato del servizio quotidianamente svolto al fianco dei cittadini.

Il questore Luigi Mangino
Il questore Luigi Mangino ha sottolineato come la legalità costituisca un patrimonio comune e come la presenza sul territorio non si esaurisca nell’attività di prevenzione e contrasto dei reati, ma comprenda anche l’ascolto, l’orientamento e l’aiuto alle persone che si trovano in situazioni di difficoltà.
Mangino, nel suo intervento, ha ricordato che San Michele Arcangelo è tradizionalmente rappresentato con la spada nell’atto di sconfiggere il male e questo richiama non soltanto la forza ma soprattutto la fermezza necessaria per difendere i valori, distinguere ciò che è giusto da ciò che non lo è e assumersi la responsabilità di proteggere gli altri. Un richiamo che, nelle parole del questore, trova una concreta corrispondenza nel ruolo della polizia che tutela la libertà, la sicurezza, la dignità e i diritti di ogni persona.
Mangino ha rivolto il proprio ringraziamento alle donne e agli uomini della questura di Macerata, del commissariato di pubblica sicurezza di Civitanova e i reparti della polizia sottolineando il valore del lavoro di squadra e della professionalità con cui ogni giorno vengono affrontate le diverse esigenze del territorio.
Un particolare pensiero è stato rivolto ai poliziotti in quiescenza e agli appartenenti all’associazione nazionale della polizia, ai quali è stato riconosciuto il valore di un patrimonio di esperienze che continua a vivere e a essere trasmesso alle nuove generazioni. Il questore ha poi rivolto un pensiero ai poliziotti caduti nell’adempimento del dovere e ai loro familiari, alcuni dei quali presenti alla cerimonia, esprimendo profonda vicinanza e riconoscenza.

Al termine della messa sono stati consegnati i riconoscimenti agli operatori che si sono distinti per meriti di servizio. Le motivazioni hanno riguardato interventi e attività differenti: dalle operazioni di polizia giudiziaria che hanno consentito di individuare persone responsabili di gravi reati – anche nell’ambito del contrasto al traffico di sostanze stupefacenti e di episodi di tentato omicidio e lesioni in ambito familiare – agli interventi connessi all’ordine e alla sicurezza pubblica, fino alle attività di soccorso prestate in situazioni di particolare difficoltà. Riconoscimenti che hanno dato concretezza al significato della ricorrenza, attraverso l’attività svolta dalla polizia nei diversi ambiti di intervento.

In piazza Vittorio Veneto sono stati esposti alcuni veicoli della polizia offrendo ai cittadini l’occasione per conoscere più da vicino i mezzi e gli strumenti utilizzati dal personale.
La ricorrenza di San Michele Arcangelo è stata infine l’occasione per rinnovare l’impegno della polizia a “Esserci sempre”: con professionalità e senso di responsabilità, con fermezza ma sempre nel rispetto della persona, al servizio della legalità, della sicurezza e della comunità. Un impegno che trova nella collaborazione tra le istituzioni e nella fiducia dei cittadini la propria forza.

Nella sua omelia il vescovo Nazzareno Marconi ha ringraziato le donne e gli uomini della polizia per il servizio che svolgono sul territorio.
«Il vostro servizio ci ricorda una regola fondamentale: prima di giudicare bisogna conoscere; prima di accusare bisogna accertare; prima di condannare bisogna cercare la verità – ha detto -. Donne e uomini della Polizia, chiediamo a San Michele di donarvi coraggio nel pericolo, prudenza nelle decisioni, fermezza davanti al male e fedeltà alla verità. E chiediamo per le nostre città il dono di una vera civitas: una comunità nella quale la legge sia al servizio della giustizia, la giustizia della verità e la verità della dignità di ogni persona».

La consegna dei riconoscimenti





Un momento della cerimonia

I mezzi della Polizia esposti in piazza Vittorio Veneto

Il vescovo Nazzareno Marconi

