Tre esperienze da raccontare
al festival “Let’s giovani”

CORRIDONIA - La città ha ospitato la kermesse nei giorni scorsi: presentate le idee di alcune realtà appartenenti a Confartigianato Imprese Macerata-Ascoli-Fermo: Ho’op sneakers di Riccardo Chiacchiera ed Emanuele Formentini, Bad vices games di Eleonora Vecchi e Cristian Gambadori e Havana natural food di Andrea Illuminati

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Il sindaco Giuliana Giampaoli con i ragazzi che hanno partecipato al festival “Let’s giovani”

Dalla moda ai videogiochi fino alla ristorazione. Protagonisti? I giovani imprenditori di Confartigianato Imprese Macerata-Ascoli-Fermo che hanno partecipato alla prima edizione di “Let’s giovani”, il festival organizzato nei giorni scorsi dal Comune di Corridonia e dedicato alle nuove generazioni.

Con il talk “Let’s Grow! Storie, idee e connessioni”, il Movimento giovani imprenditori dell’organizzazione degli artigiani ha portato al festival le esperienze di tre giovani realtà del territorio: Riccardo Chiacchiera ed Emanuele Formentini di Ho’op sneakers, di Bad vices games e Andrea Illuminati di Havana natural food. Tre attività molto diverse tra loro, dalla moda ai videogiochi fino alla ristorazione, accomunate però dalla capacità di trasformare un’idea in un progetto imprenditoriale e, soprattutto, di farlo evolvere confrontandosi continuamente con il mercato.

Un aspetto centrale è stato dato dall’esperienza di Ho’op sneakers che ha fatto dell’ascolto dei clienti e dell’utilizzo dell’e-commerce strumenti importanti per comprendere le esigenze dei diversi mercati e sviluppare i propri prodotti. «Ogni passo in avanti è tutto da scoprire – hanno detto Chiacchiera e Formentini – perché quello dell’imprenditore è un mestiere che si impara giorno dopo giorno».

Tra i prossimi obiettivi c’è quello di creare un punto vendita rappresentativo a Corridonia, accanto ai circa 30-40 negozi nei quali oggi è possibile trovare le sneakers del marchio, oltre che nell’e-commerce. Dalla passione per i videogiochi è nata invece Bad vices games, che ha scelto di muoversi in un settore ancora giovane in Italia come quello dello sviluppo indipendente. Le difficoltà iniziali sono state soprattutto comprendere quali idee potessero trovare spazio sul mercato e individuare occasioni per farsi conoscere. Attraverso anche lo sviluppo di videogiochi gestionali, lo studio sta progressivamente costruendo il proprio pubblico. «Serve dare fiducia alle idee dei giovani – hanno detto Vecchi e Gambadori – anche quando all’inizio possono sembrare difficili da realizzare».

La capacità di evolversi è anche al centro della storia di Havana natural food. L’attività, nata come tavola calda, si è trasformata nel tempo in ristorante, accompagnando il passaggio generazionale e le nuove esigenze dei consumatori. Andrea Illuminati ha raccontato come l’esperienza maturata dal padre si sia unita alla volontà della nuova generazione di innovare, puntando sulla formazione e sulla sostenibilità. «È stata una combinazione vincente, innovare non significa scardinare la tradizione, ma migliorarla e renderla più competitiva» ha detto. Un percorso sostenuto anche dall’azienda agricola di famiglia, grazie alla quale vengono prodotte direttamente gran parte delle materie prime utilizzate.

Esperienze differenti che hanno restituito ai presenti un messaggio concreto: fare impresa significa avere un’idea, ma anche essere pronti a metterla continuamente alla prova, acquisire nuove competenze e adattarsi ai cambiamenti senza perdere la propria identità.


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