Il “Giro di boa” dopo il tumore al seno,
donne in barca per rinascere:
«Ripresa fisica e psicologica»

CIVITANOVA - Il prossimo fine settimana 14 donne saliranno a bordo di cinque imbarcazioni per una veleggiata all’insegna del recupero psicofisico, della socializzazione e della prevenzione. Il progetto è nato da Laura Bartolini e Serena Peroni. A promuovere l’iniziativa è l’associazione Andos, presieduta da Daniela Bossi: «Un aiuto a 360 gradi»

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di Laura Boccanera

Hanno età diverse, arrivano da Milano, Roma e dai comuni del territorio, ma condividono un’esperienza che ha cambiato le loro vite: un tumore al seno. Ora si ritrovano a bordo di una barca a vela, imparano a fare squadra e riscoprono il piacere di stare insieme. Si chiama “Giro di boa”, è un progetto nato tre anni fa da un’idea di Laura Bartolini e Serena Peroni, e che aiuta le donne a costruire un percorso di rinascita attraverso il mare e lo stare insieme in una comunità.

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Da sinistra Cristiana Mazzaferro del Club Vela, Claudio Morresi vicesindaco di Civitanova, Amerina Orioli e Mariella Ranieri di Come Ginestre, il presidente del Coni Marche Fabio Luna, Angela Pirchio di Le OrchiDee, Federica Marsili, Laura Bartolini e Serena Peroni ideatrici di Giro di boa

A promuovere l’iniziativa è l’associazione Andos, presieduta da Daniela Bossi, chirurgo senologo e il progetto, arrivato alla terza edizione, nasce dalla volontà di affiancare al recupero fisico delle donne sottoposte a intervento al seno un percorso di recupero psicologico e di socializzazione. Questo fine settimana a Civitanova 14 donne che hanno affrontato il percorso della malattia e della cura saliranno a bordo di 5 imbarcazioni per una veleggiata che racconta di una rinascita, ma anche di una collettività che non lascia indietro chi ha avuto una difficoltà.

Lo hanno raccontato bene i promotori questa mattina al club Vela presentato l’iniziativa: «Giro di Boa per noi è un’opportunità – ha spiegato Daniela Bossi in collegamento da Pavia –. Abbiamo pensato a un progetto che potesse unire la ripresa fisica dell’arto superiore al recupero psicologico, attraverso il fare squadra e un’attività capace di aiutare le donne a 360 gradi. E, nel contempo, fare prevenzione».

In Italia si registrano circa 54mila nuovi casi di tumore alla mammella ogni anno, mentre solo nelle Marche sono circa 1.300 le nuove diagnosi. La rete regionale conta cinque centri dedicati alla cura del tumore del seno e i progressi nelle diagnosi e nei trattamenti hanno portato la sopravvivenza a cinque anni all’88%, un dato che testimonia i risultati raggiunti nella lotta alla malattia. Ma proprio il ritorno alla vita quotidiana, una volta terminati i trattamenti, può rappresentare una fase delicata.

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«La malattia a volte arriva e costringe le persone ad uno stallo – ha raccontato Serena Peroni, una delle fondatrici di Giro di Boa e psicologa e psicoterapeuta –. La cura di un tumore struttura spesso i ritmi dell’esistenza e, quando si guarisce, paradossalmente ci si può ritrovare spaesati, ad affrontare la vita a un ritmo diverso, senza sapere da che parte ricominciare».

Il progetto punta quindi a superare la dimensione esclusivamente sanitaria della malattia. «Uno degli aspetti critici del tumore al seno può essere il ritorno alla vita – prosegue Peroni –. L’idea è stata quella di inserire queste donne, pazienti e guarite, in un evento che non fosse dedicato soltanto alle donne operate al seno, ma che mettesse al centro il concetto di cura a più livelli: medica, psicologica e anche della comunità. Uno degli aspetti bellissimi è stata proprio la collaborazione di tantissimi uomini che hanno dedicato tempo ed energie e si sono spesi per renderlo realizzabile».

Un percorso che nella tappa di giugno e in questa di settembre ha coinvolto venti donne e quattro armatori, oltre all’imbarcazione messa a disposizione dal Wonderful sailing team, con una crescita che le fondatrici definiscono inaspettata. «È un progetto di forza, coraggio e umanità straordinaria – ha sottolineato Laura Bartolini, anche lei colpita recentemente dalla malattia –. Giro di Boa sta crescendo a una velocità inaspettata. Crediamo che iniziative come questa possano superare la dimensione individuale della malattia».

Il programma civitanovese prevede un fine settimana tra formazione, allenamenti e veleggiate. Sabato 26 settembre, alle 16,30, al Club Vela, è in programma anche un incontro dedicato alla prevenzione con l’oncologa Lorena Verdecchia. Nel pomeriggio di venerdì, invece, i tecnici del Club Vela accompagneranno le partecipanti in una sessione teorica, in vista delle attività in mare. La giornata di domenica sarà dedicata alla veleggiata sociale, con la partecipazione di quattro armatori: Valfredo Marsili con “Eden”, Sandro Menghi con “Chimera”, Andrea Gismondi con “Signora della Tempesta” e Giuseppe Ciotti con “Lisa Marie”. Sarà presente anche il Wonderful Sailing Team” con a bordo Serena Peroni e Laura Bartolini. Le partecipanti saranno inserite negli equipaggi sia durante gli allenamenti del sabato sia nella veleggiata della domenica.

Il progetto è completamente gratuito e si basa su una rete di volontari e sulla disponibilità degli armatori. A sostenere l’iniziativa anche il comitato olimpico regionale, con Fabio Luna, il comune di Civitanova e il Club Vela, che metterà a disposizione strutture, pontili e sede sociale, oltre al supporto dei propri tecnici.

«Quando si pensa a un club vela, si pensa soprattutto al supporto tecnico e logistico e alle strategie di gara – ha osservato la presidente del Club Vela, Cristiana Mazzaferro –. Progetti come questo ci fanno riflettere su ciò che il mare e la vela possono rappresentare come valore umano. La vela può essere anche uno strumento di cura, inclusione e rinascita psicofisica».

All’iniziativa partecipano anche le associazioni Le Orchidee e Come Ginestre che nel 2027 festeggerà i 25 anni di attività.

«Per il Comune – ha sottolineato il vicesindaco Claudio Morresi – si tratta di un’occasione per esprimere vicinanza alle donne che affrontano o hanno affrontato la malattia e per valorizzare una rete di realtà impegnate sul territorio».

Presente alla conferenza anche Fabio Luna del Coni Marche: «Mi fa molto piacere di essere stato coinvolto come comitato olimpico regionale per una iniziativa che va oltre l’agonismo. Fino a qualche tempo fa quando si parlava di Coni si parlava solo di aspetti agonistici dello sport. Ultimamente invece lo sport è utilizzato per veicolare anche altri valori, come in questo caso l’inclusione e l’aspetto sociale della manifestazione».


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