Aula allagata al Liceo Cantalamessa:
«Sono stati appena spesi 6 milioni,
approssimazione e controlli insufficienti»
MACERATA - Le piogge dei giorni scorsi hanno colpito anche al plesso di via Cioci, fresco di adeguamento sismico. «Risultato di una gestione del Pnrr che invece di consentire una rinascita del territorio porterà problemi pesanti nel corso degli anni»

L’aula allagata nelle foto di Alberto Cicarè
Non solo la primaria Salvo D’Acquisto. Anche al Liceo artistico Cantalamessa, a Macerata, l’acqua caduta nei giorni scorsi è penetrata all’interno della scuola, in questo caso addirittura allagando un’aula, anche se in questo caso non ci sono stati stop alle lezioni ma solo lo spostamento degli studenti in altre aule.
A denunciare la situazione il consigliere comunale di Strada Comune Alberto Cicarè. «La pioggia lava via la polvere accumulata in questa estate siccitosa, ma evidenzia le crepe, e non è una metafora, dei lavori che avrebbero dovuto rendere sicuri, moderni, accoglienti, gli edifici pubblici ristrutturati grazie ai fondi Pnrr – riflette Cicarè – e in queste crepe la pioggia si infiltra, poi allaga gli spazi, ne rende impossibile l’utilizzo. Se questa cosa riguarda una scuola la cosa fa ancora più rabbia. Se il problema era noto, e nonostante altri soldi spesi non è stato risolto, è ancora più grave».

Alberto Cicarè
Al plesso di via Cioci sono stati spesi negli anni 5,5 milioni di euro per i lavori di adeguamento sismico. «Gli studenti sono stati spostati in altre sedi con la promessa di ottenere un istituto rinnovato e pienamente fruibile – ricorda il consigliere di opposizione – a maggio di quest’anno sono state rilevate pesanti infiltrazioni d’acqua in occasione delle piogge primaverili. A luglio il commissario straordinario Guido Castelli annuncia trionfalmente lo stanziamento di altri 546mila euro per “il completamento delle opere esterne e la risoluzione delle interferenze generate dal cantiere”. Il presidente della Provincia Alessandro Gentilucci plaude all’intervento che dà “risposte concrete alle comunità”. A settembre quindi si torna in classe nella storica sede di via Cioci. E però la pioggia, testardamente, torna a scendere e a ricordare la vacuità delle promesse umane. Le aule tornano ad allagarsi, le lezioni devono essere spostate. Questo dopo la spesa di 6 milioni di euro, dopo che il problema era emerso, conosciuto e affrontato; una scuola appena rinnovata è in queste condizioni inaccettabili».
Cicarè chiede quindi conto al trio Castelli-Gentilucci-Parcaroli (anche se la scuola non è di proprietà comunale). «Si attivino nei confronti di chi ha progettato ed eseguito i lavori affinché il problema venga prontamente affrontato – finisce l’esponente di Strada Comune – le notizie di questi giorni portano alla luce una realtà allarmante, che avevamo an nunciato: troppi lavori fatti male, troppa approssimazione, controlli insufficienti. Sono il risultato di una gestione del Pnrr che invece di consentire una rinascita del territorio porterà problemi pesanti nel corso degli anni».