Un mondiale in salsa maceratese,
calcio a 5 per l’integrazione.
Al “Mundialittu” anche ragazzi di Gaza
SPORT SENZA FRONTIERE - Sono 12 le squadre che si sono iscritte al torneo in rappresentanza di altrettante nazioni. L'evento il 25 e 26 settembre. A organizzare la lista civica Strada Comune. Alberto Cicarè: «Ad una visione della città che è fatta di controllo, di sospetto e di paura vogliamo contrapporre accoglienza e voglia di stare assieme»

La presentazione del Mundialittu
di Mauro Giustozzi
Dodici squadre in rappresentanza di altrettante nazioni, un centinaio di giocatori in campo. Un momento di aggregazione anche per famiglie e giovani e tra etnie diverse che spesso anche tra loro non comunicano.
Con all’interno la presentazione di un libro ed un collegamento video con Gaza in Palestina. È la prima edizione del ‘Mundialittu – Macerata 2026’, il mondiale antirazzista di calcio a 5 che si disputerà il 25 e 26 settembre prossimi nell’impianto adiacente la gradinata dello stadio Helvia Recina in via dei Velini. L’evento è organizzato dal movimento politico Strada Comune, di cui Alberto Cicarè è uno dei principali esponenti e consigliere comunale: non ha alcun patrocinio ma la collaborazione di diversi sponsor che sostengono la manifestazione che vuol diventare un appuntamento annuale.

A sinistra Mirko Marcolini
«”Dribbla l’odio, passa il rispetto” è lo slogan che abbiamo scelto per questa prima edizione del Mundialittu – ha esordito presentando l’evento Alberto Cicarè – un torneo di calcio a 5 che vedrà in campo squadre che rappresentano le nazionalità presenti nel comune di Macerata e nel territorio limitrofo. Non è solo un torneo di calcio, per noi di Strada Comune e Casa del popolo è l’occasione per rimarcare una visione della città. Macerata viene spesso vista come trent’anni fa, quando c’erano solo i maceratesi: oggi la società è cambiata, una società in cui sono arrivati nuovi cittadini. Ad una visione della città che è fatta di controllo, di sospetto e di paura noi vogliamo contrapporre una visione in cui c’è accoglienza, integrazione e voglia di stare assieme. Questa è secondo noi la modalità per avere una città più integrata e sicura. Abbiamo riscontrato anche che c’è una separazione tra i maceratesi ed altri gruppi etnici che risiedono a Macerata, ma pure tra le diverse etnie: per questo motivo tramite anche il Mundialittu, visto che il calcio da sempre ha un linguaggio universale, vogliamo iniziare questo percorso di conoscenza che può solo far bene all’intera società».

Due giorni di sport, incontro e comunità, per stare insieme e passare dal rispetto alle azioni concrete. Dodici le squadre che si sono iscritte, pagando una quota di partecipazione, che sono Gran Colombia (misto di calciatori di Colombia e Venezuela), Argentina, Perù, Ghana, Senegal, Nigeria, Moldova, Burkina Faso, Marocco, Macedonia, Spartak San Gennaro Napoli, Pistacoppi Macerata.
Suddivise in quattro gironi le gare si disputeranno il 26 settembre dalle 9,30 fino a notte: le quattro vincenti accederanno alle semifinali e poi si arriverà alle finalissime per il primo, secondo e terzo posto con le squadre vincitrici che saranno premiate. Chi si aggiudicherà il Mundialittu porterà a casa il trofeo che sarà poi rimesso in gioco l’anno successivo. «Venerdì prossimo ci sarà la presentazione del libro “Il sogno di Mohammed. La storia vera di un’amicizia sportiva tra Napoli e Gaza” – dice Cicarè -. che racconta la storia dell’amicizia tra lo Spartak San Gennaro, che sarà presente al torneo, con una squadra di ragazzini di Gaza. Faremo un collegamento video con l’autrice del libro e con Gaza con i ragazzi che formano quella squadra. Seguirà la cena sociale di beneficenza i cui proventi verranno devoluti proprio a favore del team Al Haddaf di sfollati nella Striscia di Gaza. Il giorno dopo ci sarà il torneo di calcio a 5 nel campetto adiacente la Bocciofila XXIV Maggio. Mi preme ricordare che il simbolo del Mundialittu di quest’anno è stato disegnato da Mauro Cicarè, artista maceratese, e il nostro intento è quello che il logo di ogni anno della manifestazione sia disegnato da un’artista locale».
Durante le partite del sabato ci saranno anche momenti di aggregazione e animazione per famiglie e bambini a cura del Mago magico Mirko. «Naturalmente il nome che è stato dato al torneo, Mundialittu, è una evidente e voluta declinazione in dialetto maceratese del mondiale di calcio –ha sottolineato Mirko Marcolini -. Insomma un’internazionalità per la componente delle nazioni presenti ma in chiave locale. Durante le due giornate saranno in vendita shopper e magliette col logo del Mundialittu con lo slogan “dribbla l’odio, passa il rispetto”. Vorrei ricordare che lo Spartak San Gennaro ha una particolarità: in questa squadra giocano anche due detenuti che stanno facendo un percorso di reinserimento nella società».
Il programma del Mundialittu 2026.
Il 25 settembre alla Bocciofila XXIV Maggio alle 18,30 presentazione del libro “Il sogno di Mohammed. La storia vera di un’amicizia sportiva tra Napoli e Gaza”. Alle 20 presentazione del torneo e cena comunitaria, il ricavato sarà destinato alla squadra di Al Haddaf Team, che riunisce ragazzi dai 6 ai 17 anni originari di Beit Lahia e sfollati nella Striscia di Gaza. Per prenotazioni cena: 349 853 8170 – 334 306 8027. Il 26 settembre al campetto da calcio a 5 adiacente alla Bocciofila XXIV Maggio: alle 9,30 ritrovo delle squadre e inizio del torneo. Alle 18 Finali 3°/4° posto e 1°/2° posto. Alle 19 premiazione ed evento finale.
Lo sport è un alleato formidabile nel costruire la Pace.
“Lo sport è un “generatore di comunità”, soprattutto per i giovani perché crea socialità,fa nascere amicizie, crea condivisione, partecipazione e senso di appartenenza.Ha una dimensione formativa,lo sport,che non può separarsi da quella ludica e amatoriale,anche ai livelli più alti del professionismo.Come le membra formano un corpo così i giocatori formano una squadra e le persone formano una comunità.In questo senso,lo sport può essere simbolo di unità per una società, un’esperienza d’integrazione,un esempio di coesione e un messaggio di concordia e di pace.Oggi abbiamo tanto bisogno di una pedagogia di pace,di fare crescere una cultura di pace,a partire dalle relazioni interpersonali quotidiane per arrivare a quelle tra i popoli e le nazioni.Per questo è necessaria innanzitutto quell’accessibilità che permetta di rimuovere quelle barriere fisiche,sociali, culturali che precludono o ostacolano l’accesso allo sport.L’impegno è che tutti abbiano la possibilità di praticare sport,di coltivare o di allenare i valori dello sport e di trasformarli in virtù”. Dedicato a ……