Sito per la nuova discarica,
anche il comitato di Corridonia
presenta ricorso al Tar
RIFIUTI - Nel mirino la location di Cigliano, che nella graduatoria è passata dal sesto al quinto posto. Il comitato annuncia anche che procederà all’esame delle osservazioni relative alla procedura di Vas

Il direttivo del comitato Corridonia Green No discarica con al centro il presidente Andrea Germondari
Dopo i ricorsi presentati nei giorni scorsi dai Comuni di Montefano e Pollenza, anche il Comitato Corridonia Green No discarica passa alle vie legali per contestare l’inserimento del sito di Cigliano nella graduatoria per la nuova discarica provinciale.
È stato notificato nei giorni scorsi all’Ata 3 il ricorso predisposto dall’avvocato Luca Forte, incaricato dal comitato e dai residenti della zona di Cigliano, contro le delibere approvate dall’assemblea dell’Ata il 6 e il 15 maggio scorsi. Il sito di Corridonia, inizialmente collocato al sesto posto della graduatoria, è infatti passato al quinto posto a seguito della procedura di valutazione.
Una modifica che, secondo il comitato, solleva interrogativi sia sul piano procedurale sia su quello dei criteri utilizzati per la selezione delle aree. «Noi tuteliamo il nostro territorio e contestiamo principalmente due aspetti», spiega il comitato Corridonia Green No discarica. Il primo riguarda proprio la modifica della graduatoria: «È stata sovvertita la classifica iniziale ed il sito di Corridonia è passato dal sesto al quinto posto in classifica. Tale procedura è stata anche criticata dall’Ufficio Ambiente della Regione Marche, ente sovraordinato all’Ata 3».
Il comitato sostiene inoltre che nel corso dell’iter «sono stati condotti degli errori procedurali e modificati i criteri in corso d’opera». Al centro del ricorso ci sono anche alcuni dei parametri utilizzati per valutare l’idoneità del sito. In particolare, il comitato contesta «la male applicazione del criterio di “visibilità” dai centri abitati e luoghi di interesse storico e la distanza minima dai corsi d’acqua».
Una posizione che porta il comitato a mettere in discussione la stessa permanenza del sito di Cigliano all’interno dell’elenco delle aree candidate. «Ancora non ci capacitiamo del fatto che un sito in frana, identificato con il livello 2 dal Piano di Assetto Idrogeologico, con forte pendenza e che sfocia sulla principale asta fluviale della provincia, il Chienti, possa essere ancora nella lista», affermano.
Il passaggio dal sesto al quinto posto non significa, dunque, che la realizzazione della discarica a Corridonia sia imminente. Restano infatti quattro siti davanti a quello di Cigliano nella graduatoria. Ma proprio il nuovo posizionamento mantiene aperta la possibilità che l’area possa essere presa in considerazione qualora i siti che la precedono dovessero essere esclusi o risultare non utilizzabili. È questo uno dei motivi per cui il comitato ha deciso di proseguire nella propria iniziativa di opposizione. Il ricorso arriva dopo quelli annunciati dai Comuni di Montefano e Pollenza, che hanno a loro volta contestato gli atti relativi alla procedura di individuazione del sito per la nuova discarica provinciale.
Nel frattempo il comitato ha riorganizzato anche la propria struttura interna. L’assemblea dei soci e delle socie si è riunita lunedì 14 settembre scorso per analizzare la situazione e aggiornare l’organizzazione. Nel direttivo è stato dato spazio anche ai residenti di Cigliano ed è stata eletta come nuova segretaria Giusy Seri. Confermati Andrea Germondari alla presidenza e Lorella Dezi alla vicepresidenza. Il comitato ha inoltre voluto ringraziare «chi ha contribuito alle spese legali», annunciando che l’attività proseguirà con nuove iniziative. Il prossimo fronte sarà quello della Vas, la Valutazione ambientale strategica del Piano della Localizzazione. Il comitato annuncia infatti che procederà all’esame delle osservazioni relative alla procedura. E proprio sui tempi dell’iter il comitato torna a sollecitare le istituzioni, richiamando una comunicazione della Regione Marche dell’11 giugno scorso, nella quale si leggeva: «Si formula contestuale invito a procedere con la massima consentita sollecitudine, al fine di evitare ulteriori ritardi e possibili inadempienze». Secondo il comitato, però, «ad oggi non è stato pubblicato niente». Una situazione che viene sintetizzata con una battuta polemica: «Abbiamo visto solo gli aumenti della Tari».