«Bus insufficienti e aule troppo calde»
L’appello degli studenti maceratesi:
«Ripartiamo dai nostri diritti»
MACERATA - La Rete degli studenti medi mette sul piatto anche la questione degli spazi di aggregazione indicando i Magazzini Uto e i Mercatini delle erbe come possibili soluzioni

Uno striscione appeso ieri dagli studenti
La scuola ricomincia, ma secondo la Rete degli Studenti Medi di Macerata «le disuguaglianze non sono rimaste a casa». Con l’avvio del nuovo anno scolastico, l’organizzazione studentesca punta l’attenzione sulle condizioni in cui ragazze e ragazzi della provincia si trovano quotidianamente a vivere la scuola, chiedendo interventi su trasporti, strutture, spazi di aggregazione e conoscenza dei diritti.
«Come Rete degli Studenti Medi di Macerata vogliamo riportare al centro il punto di vista di chi ogni giorno vive le scuole della nostra regione: studentesse e studenti che chiedono una scuola pubblica realmente accessibile, sicura, inclusiva e capace di rispondere ai bisogni della nostra generazione», afferma la coordinatrice provinciale Margherita Paolucci.
Tra le principali criticità indicate dalla Rete ci sono i trasporti. Secondo gli studenti, gli orari del servizio non sarebbero sempre funzionali alle esigenze scolastiche, mentre il costo degli abbonamenti rappresenterebbe un ulteriore ostacolo. A questo si aggiungerebbe la limitata disponibilità di collegamenti nelle fasce extrascolastiche, compresi gli autobus urbani nel Comune di Macerata, che – sostengono – hanno subito diversi tagli. Una situazione che, secondo la Rete, può creare difficoltà non solo negli spostamenti per raggiungere la scuola, ma anche per chi svolge attività pomeridiane o deve rientrare a casa al termine delle lezioni, con tempi di attesa anche molto lunghi.
Altro tema è quello dell’edilizia scolastica. La Rete degli Studenti Medi segnala «evidenti problematiche» in diversi istituti della provincia, citando casi di bagni e aule inagibili e la presenza di muffa sui muri.
Gli studenti pongono inoltre l’accento sull’efficienza energetica degli edifici. Secondo i dati del Portale Unico del Ministero dell’Istruzione e del Merito relativi al 2024-2025, riportati dalla Rete, nella provincia di Macerata sarebbero 121 su 333 i plessi dotati di sistemi di isolamento termico e raffrescamento. Una condizione che, secondo l’organizzazione, contribuisce a rendere particolarmente difficili le condizioni nelle aule durante i periodi di caldo.
C’è poi la questione degli spazi di aggregazione. La Rete indica alcuni luoghi inutilizzati di Macerata, come i Magazzini Uto e i Mercatini delle Erbe, come possibili spazi da destinare agli studenti. «L’obiettivo sarebbe creare luoghi di socialità accessibili, soprattutto nei mesi invernali, senza costringere i giovani a dover necessariamente consumare nei locali per poter trascorrere del tempo al chiuso».
Infine, l’attenzione si sposta sulla conoscenza dei diritti. Secondo la Rete, molti studenti non sarebbero sufficientemente consapevoli delle tutele previste dallo Statuto delle studentesse e degli studenti e arriverebbero impreparati anche sul tema dei diritti dei lavoratori. Un aspetto che, sottolineano, assume particolare importanza considerando sia la formazione scuola-lavoro sia il numero di giovani che iniziano autonomamente le prime esperienze lavorative. «Vogliamo che la scuola sia un diritto concreto, non un privilegio determinato dal luogo in cui si nasce, dalle possibilità economiche della propria famiglia o dall’identità che si sceglie di vivere», aggiungono.
Da qui la richiesta di interventi concreti e di una gestione efficace delle risorse già stanziate e dei progetti avviati. «La scuola che vogliamo non è quella che ci viene semplicemente consegnata: è quella che costruiamo insieme», conclude la Rete degli Studenti Medi di Macerata, chiedendo che nelle scelte vengano messe al centro «le esigenze di chi vive l’ambiente scolastico».
Signori bisogna spendere i soldi in armamenti tutto il resto è fuffa ricordatevi di ciò alle prossime elezioni politiche.P.S.+ welfare – armi.