Centro commerciale naturale,
la commissione prende le distanze:
«Questo metodo non lo accettiamo»
CIVITANOVA - Il caso del progetto presentato dal capogruppo Fdi Andrea Ruffini per partecipare al bando regionale e ottenere fondi pubblici stamattina all'ordine del giorno della seduta. Pantella conferma che non ne era a conoscenza: «Non sono stato informato, la giunta convocata per un progetto dei balneari». Iezzi: «Deontologicamente non è accettabile», ma il segretario smentisce una potenziale incompatibilità

La commissione commercio riunita questa mattina a Palazzo Sforza
di Laura Boccanera
Delibera sul centro commerciale naturale, resa dei conti in Commissione commercio, i membri prendono le distanze dal metodo usato. C’era anche il pubblico alla commissione convocata oggi in Comune e richiesta dalla consigliera Fabiola Polverini per discutere della delibera con la quale il Comune ha approvato il progetto presentato da un gruppo di privati per ottenere finanziamenti nell’ambito del bando regionale per il centro commerciale naturale.
La vicenda aveva destato scalpore perché tra i privati che hanno presentato il progetto per accedere ai fondi pubblici c’è il capogruppo di Fdi in consiglio Andrea Ruffini e la delibera è stata avallata dalla giunta con assenti entrambi gli assessori di Fdi Barbara Capponi, ma soprattutto Roberto Pantella, che è anche assessore al commercio e che ha preso le distanze da quella delibera non approvando il metodo, non essendo a conoscenza che sarebbe passata in giunta. Ne era nata una polemica perché anche l’associazione Viviamo Civitanova aveva avuto un confronto con l’assessore per chiedere la partecipazione al bando e questi aveva risposto che il Comune non aveva fondi per intraprendere la regia e incaricare tecnici che si fossero occupati delle pratiche.

Una spiegazione che non aveva soddisfatto Viviamo Civitanova che si era vista precludere l’accesso a opportunità e che per questo ha chiesto approfondimenti anche ai consiglieri di maggioranza ed opposizione.
È attraverso questo iter che la questione approda postuma in commissione: c’erano l’assessore Roberto Pantella (Fdi), i consiglieri Lidia Iezzi del Pd, Fabiola Polverini della Lega, Pierpaolo Turchi di Futuro Nazionale, Silvia Squadroni di Siamo Civitanova, Paola Fontana di Forza Italia, Pierluigi Capozucca di Fdi. Assieme a loro anche i tecnici del servizio con il funzionario Domenico Maio e la dirigente Concetta Moroni e il segretario comunale Luigi Simonelli. Ad assistere come pubblico anche il capogruppo Andrea Ruffini (che per regolamento non è potuto intervenire) assieme alla collega di partito Siria Carella, alla segretaria della Lega Veronica Fortuna e a numerosi cittadini e commercianti tra cui Manola Gironacci di Viviamo Civitanova.
A chiedere che sulla vicenda venisse fatta chiarezza è stata Polverini. «Ho chiesto questa commissione perché ho saputo dai media della delibera – ha spiegato – perché sembra che qualcuno sia stato escluso dalla partecipazione al bando regionale». Due i piani sui quali si è svolta la discussione, da un lato quello politico gestito da Pantella, dall’altro quello amministrativo ricostruito dalla dirigente comunale, che ha motivato perché il Comune non si è fatto carico dell’onere della progettazione. «Da marzo a giugno non sono pervenute richieste al protocollo – ha detto la dirigente Moroni – il servizio Commercio, in quel periodo, non aveva risorse sufficienti per garantire anche l’elaborazione di un progetto di questo tipo, né sul piano delle risorse umane né su quello economico per dare un incarico tecnico ad un esterno per occuparsene. Inoltre questo bando è per interventi dichiaratamente infrastrutturali, tra le attività ammesse c’erano illuminazione e il decoro urbano, interventi che il servizio Commercio non realizza direttamente».

Il capogruppo di Fratelli d’Italia Andrea Ruffini con la collega di FdI Siria Carella
La situazione cambia con le proroghe della scadenza del bando. Il termine viene prima spostato al 15 luglio e poi ulteriormente prorogato. Il 21 luglio arriva al Comune la manifestazione di interesse da parte di un procuratore incaricato da alcune ditte (tra cui il balneare Antonio di proprietà di Ruffini) che, autonomamente, si erano costituite e avevano elaborato un progetto. «A quel punto – ha riferito la dirigente – il Comune procede con l’istruttoria e sottopone il progetto alla giunta. Il progetto prevedeva inoltre la possibilità di utilizzare, come quota dell’intervento del pubblico, opere di decoro urbano già realizzate dal Comune nel 2025, possibilità espressamente contemplata dal bando. In questo modo il Comune avrebbe potuto concorrere al finanziamento regionale per una spesa già sostenuta e ottenere così un contributo per la spesa che aveva sostenuto».
Particolarmente netto l’intervento di Pantella, che ha ribadito la propria distanza dalla delibera. «Ho preso le distanze da quella delibera e mi sono chiesto se annullarla, ma la toppa sarebbe stata peggiore del buco – ha sottolineato – quando Confartigianato ci ha prospettato la possibilità di accedere al progetto per i centri commerciali naturali abbiamo spiegato che non potevamo seguire la regia di questo progetto internamente come amministrazione, ma che se alcuni privati volevano presentare un progetto in autonomia lo avremmo avallato. Non permetto a nessuno che mi si dica che l’assessore era d’accordo col capogruppo e poi, per lavarsi la faccia, non ha partecipato alla giunta. Per questo ne ho preso le distanze perché è una delibera che è passata per il mio assessorato sebbene nella riunione che la convocava mi veniva detto che era una riunione per i balneari. Non ne sono stato informato e l’ho chiarito e mi sono lamentato con la giunta dicendo che non è corretto che una delibera passi sopra la testa di un assessore, che sia una delibera fatta in favore di chi non sta a me dirlo. Per questo ne prendo le distanze».
Il confronto è poi entrato nel terreno politico con l’intervento di Lidia Iezzi del Pd che ha parlato di opportunità politica e deontologica. «I fatti risultano abbastanza chiari, nessuno accusa gli uffici di nulla – ha premesso – ma quello che appare agli occhi è che un assessore di Fdi è assente quando il capogruppo di Fdi presenta un progetto. Non so se il regolamento lo preveda, ma agli occhi della città il capogruppo di un partito come Fratelli d’Italia che partecipa ad un bando per ottenere fondi pubblici deontologicamente non è accettabile». E ha aggiunto: «È evidente come ci sia una differenziazione tra chi sta qui dentro tutti i giorni e le associazioni di commercianti. Un’associazione, se avesse saputo che privatamente lo poteva fare, lo avrebbe fatto. Chi invece sta qui dentro tutti i giorni sapeva che poteva presentare il progetto come esterno, che c’era una proroga e che c’erano risorse stanziate dal Comune nel 2025 che potevano valere ai fini del bando per richiedere il contributo. Secondo me il capogruppo che ha partecipato si dovrebbe dimettere». Parole che hanno suscitato la reazione dal pubblico di Ruffini «State utilizzando questa commissione per fare illazioni».
A chiarire un altro aspetto della vicenda è stato poi il segretario generale intervenuto a una domanda della consigliera Silvia Squadroni sull’incompatibilità di Ruffini. Secondo il segretario infatti non ci sarebbe incompatibilità tra la carica di consigliere comunale e la presentazione, da parte dello stesso consigliere, di un progetto per accedere a fondi pubblici, perché in questo caso le eventuali risorse non arriverebbero dal Comune ma dalla Regione. Di conseguenza, secondo quanto riferito dal segretario generale, non viene violato alcun articolo del Testo unico degli enti locali e non sussiste una causa di incompatibilità.
Pierpaolo Turchi ha chiesto a Pantella come si concili la posizione di Fratelli d’Italia, che ha presentato anche una mozione contro il sindaco sui temi della sicurezza e della legalità, con quanto accaduto sul bando per il Centro commerciale naturale.
Le conclusioni formali della commissione sono state affidate al verbale, redatto al termine della riunione a porte chiuse. I membri della commissione nelle dichiarazioni finali hanno però condiviso la distanza «da questo metodo che la commissione non accetta». Particolarmente affilato, pur nella laconicità il commento del consigliere Capozucca, che al termine della seduta ha sintetizzato «Il pesce puzza dalla testa».
Centri commerciali naturali, Pantella prende le distanze: «Non sapevo della delibera»
Centri commerciali naturali, scontro sul bando: nel progetto l’impresa di un consigliere
Da sociologo del comportamento umano parto dall’affermazione dell’infaticabile lavoratore-politico Pierluigi Capozzucca che ” il pesce puzza dalla testa ” attendendo con trepidazione i commenti del solito Paolo Biancucci . E’ stata una giornata lavorativa dura dalchè una scrosciante risata farebbe bene a me ed a tutti i miei collaboratori. Tra 8 mesi Fratelli d’Italia dovrà mettersi a cercare voti tra la gente ( è un’offesa forse questa frase ? ) e soprattutto tra 5 giorni in Consiglio Comunale su mozione Fratelli dì’Italia – giustissima e dirimente – si discuterà di sicurezza , da 9 anni affidata ad un assessore con pieni poteri all’interno di una giunta ove è presente fratelli d’Italia (…). Mi verrebbe da pensare che siano stati infiltrati nel maggior partito di governo a Civitanova , elementi ” nemici ” per minarne credibilità e capacità di attrarre consenso….
P.S. Si può avere il verbale della seduta ? O bisogna chiederne l’acquisizione all’Autorità Giudiziaria ? E’ una domanda leggittima che ” non spacca ” nè ” calunnia “. Si chiama democrazia.