Stesi a terra con le maschere di animali,
flash mob contro il Ddl Caccia:
«Oppressione come sessismo e razzismo»
MACERATA - La manifestazione in piazza Mazzini di alcune associazioni ambientaliste che contestano il disegno di legge in approvazione alla Camera: «Rafforzerà le pratiche cruente e favorirà la turistificazione»

Il sit-in in piazza Mazzini
Come tanti animali che, uno dopo l’altro, cadevano a terra al colpo di un tamburo, ricordando in maniera simbolica un colpo di fucile. Un flash mob decisamente particolare quello andato in scena nel tardo pomeriggio di sabato, che ha visto diverse associazioni ambientaliste ritrovarsi in piazza Mazzini a Macerata per un presidio di sensibilizzazione verso le problematiche del cosiddetto Ddl Caccia, approvato al Senato e attualmente in discussione alla Camera.

Il messaggio sottoscritto da Salviamo il Futuro, Lav Macerata, Lac Marche, Zero Branco, Amare Sibille, Casa Galeone e Rifugio Belli e Ribelli è che «questo Ddl non ha motivo di essere approvato e che la caccia in generale è solo una delle tante forme di oppressione, come il sessismo, l’abilismo, il razzismo e il sionismo, che vanno eradicate per rendere il mondo nel quale viviamo un posto libero e giusto per tutti».

Durante il sit-in, una attivista ha letto alcuni brani di prosa e testi poetici della letteratura che riguardano la libertà e la bellezza degli animali e dell’ambiente naturale. Al termine del flash mob si sono susseguiti gli interventi da parte di tutte le associazioni e collettivi che hanno aderito alla manifestazione. «Le modifiche alla legge 157/1992 che verranno applicate andranno solo a peggiorare la situazione attuale dell’ambiente e della fauna selvatica – proseguono le associazioni – si avranno un rafforzamento della pratica cruenta della cattura, allevamento e utilizzo di “richiami vivi”; un aumento delle aree dove si potrà cacciare; una turistificazione della caccia e perdita del legame cacciatore-territorio; un aumento delle specie cacciabili (rimarranno inoltre cacciabili specie che sono in stato di conservazione pessimo secondo la Lipu); un depotenziamento del parere scientifico dell’Ispra a favore invece del parere politicizzato del Comitato tecnico faunistico-venatorio nazionale; una depenalizzazione di alcuni illeciti legati alle pratiche venatorie. Alla manifestazione di sabato non sono mancati contestatori legati al mondo venatorio che hanno provato a disturbare la manifestazione, ma hanno trovato di fronte a loro una folla di persone che in maniera pacifica ha controbattuto una ad una tutta le loro tesi facendoli dunque desistere ed allontanare, senza causare alcuna tensione».
Bravi ragazzi, bella iniziativa. BASTA CACCIA.
In effetti hanno cacciato tutto, tanti da importare i cinghiali dai Balcani. Meglio fare passeggiate nelle campagne
…ma questi manifestano anche per indire un referendum per l’abolizione della pesca sportiva!!? Se possibile, attendo risposte… m.g.
Risposta al sig. Vallesi. Nella caccia capita che vengano uccise anche persone, nella pesca no.
Incidenti di pescaNon esiste un monitoraggio centrale e aggiornato analogo a quello della caccia per gli “incidenti di pesca” in senso generale (soprattutto sportiva/dilettantistica).Pesca professionale/marittima (infortuni sul lavoro):
È un settore ad alto rischio. Secondo dati INAIL e analisi storiche, nel periodo 2006-2022 si sono registrati 117 infortuni mortali nel naviglio da pesca (soprattutto costiera), su 92 incidenti con almeno un morto. Il tasso di mortalità è storicamente molto superiore alla media degli altri settori.
Dati più recenti puntuali annuali non emergono in modo aggregato chiaro nelle fonti pubbliche più recenti (si parlano di “morti bianche” e allarmi periodici, es. diversi casi già nei primi mesi di alcuni anni). Il rischio deriva principalmente da scivolate a bordo, attrezzi, condizioni meteo e età della flotta.
formatori24.it
Pesca sportiva/dilettantistica:
Non ci sono statistiche ufficiali nazionali dedicate. I decessi (quando avvengono) sono quasi sempre annegamenti (cadute in acqua da sponde, barche, fiumi, laghi o mare) e vengono confusi nei più ampi dati sugli annegamenti.
In Italia gli annegamenti totali (tutte le cause: balneazione, fiumi, laghi, ecc.) sono mediamente circa 300-400 all’anno (es. 263 nel 2024 e 341 nel 2025 secondo l’Osservatorio del Ministero della Salute/ISS). Solo una piccola e non quantificata frazione riguarda persone impegnate in attività di pesca. Ci sono casi di cronaca sporadici ogni anno, ma non un bilancio ufficiale aggregato.
ansa.it
Per confronto, lo stesso studio dell’Università di Urbino sugli outdoor indica numeri molto più alti per altre attività (es. escursionismo: 140 morti nel 2025; balneazione: decine di morti; attività subacquee: 21 vittime).In sintesi: per la caccia i morti sono documentati in modo abbastanza regolare (circa 8-14/anno a seconda dei criteri). Per la pesca i numeri ufficiali riguardano soprattutto la pesca professionale (decine di morti su più anni, con tasso elevato) e non permettono un confronto diretto e preciso con la caccia per la pesca ricreativa.
Credevo stessero manifestando contro il caro carburante!………che amarezza!
Le tradizioni cristiane? Quella di andare a caccia non lo è, infatti è noto che San Francesco amasse gli animali. Lo dica il vescovo di Macerata.
…Signor Aldo Iacobini, ma si rende conto della inconcludente risposta che mi ha dato!!? Eppure non era difficile capire il senso della mia domanda… m.g.
— Attività venatoria o caccia:
Divertimento crudele e sadico per gozzoviglie schifose.!!!!!!
la caccia è una cosa anacronistica: oggi l’ambiente è devastato dalla cementificazione dalla deforestazione dei veleni in agricoltura Per non parlare del cambiamento climatico: togliere la vita ad un animale oggi è una follia in questo scenario di desertificazione ambientale. il cacciatore più che altro sono dei vecchi impotenti che non hanno più attività e che utilizzano le canne del fucile come succedaneo di vecchi ricordi
E poi, dopo la manifestazione, tutti a mangiare pappardelle al cinghiale