Pd, doppia inaugurazione:
aperta la sede e via alla Festa dell’Unità.
Ricotta: «Non sarò io il candidato sindaco»
TOLENTINO - Il taglio del nastro degli spazi di via Benadduci lancia da un lato la volata dell'iniziativa provinciale del partito e dall'altra la lunga corsa verso le elezioni. Il segretario comunale, già consigliere provinciale e comunale a Macerata, sgombra il campo: «Quella è l'unica certezza, ma saremo il perno della coalizione. La città paga gli errori di Pezzanesi e Sclavi»

Il taglio del nastro
di Francesca Marsili
Non solo la nuova sede cittadina in viale Benadduci. Il Partito Democratico ha scelto Tolentino per la prima tappa della Festa dell’Unità itinerante della Provincia di Macerata, soprattutto in vista delle Comunali del 2027, dove sul candidato del centrosinistra «stiamo lavorando», dicono i Dem. Il taglio del nastro ieri pomeriggio, con una sala gremita oltre la capienza di cittadini vicini al partito.
Ma è dal tema al centro dell’incontro: “Il ciclo dei rifiuti, come uscire dall’attuale emergenza”, che è partito l’atto di accusa del segretario cittadino Narciso Ricotta, consigliere provinciale e consigliere comunale a Macerata, diretto al candidato sindaco Giuseppe Pezzanesi, ex presidente del Cosmari decaduto dopo il parere dell’Anac sulla sua inconferibilità: «Nel periodo in cui l’autorità doveva ancora pronunciarsi sulla sua posizione, il tempo è stato speso più a difendersi con una serie di ricorsi che a intercettare i fondi del Pnrr disponibili per rinnovare un impianto ormai obsoleto. Fondi oggi non più disponibili. La gestione economica porta un fardello di 31 milioni di euro di debiti, a cui si sommano anche diverse cause civili ancora pendenti a carico del Cosmari, segno di una gestione poco lineare».

Narciso Ricotta
Una questione, quella dei rifiuti, che a Tolentino non è mai stata solo tecnica, ma da anni si intreccia con la politica, i conti pubblici e, ora, con la campagna elettorale che porterà al voto. «Una raccolta differenziata in calo, un impianto Cosmari obsoleto, e una provincia di Macerata che da anni è priva di una propria discarica, dopo l’esaurimento di quella di Cingoli, costretta così a “esportare” i rifiuti fuori provincia a prezzi fuori mercato». Questo il quadro descritto da Ricotta, che ha aggiunto: «Sullo sfondo, la prospettiva del nuovo piano regionale dei rifiuti, con la previsione di un impianto che, nella migliore delle ipotesi, entrerà a regime non prima di una decina d’anni: nel frattempo, il territorio continuerà ad avere bisogno di una discarica per lo smaltimento di ciò che non viene recuperato, con tutto il peso, anche economico, che questo comporta sulle bollette dei cittadini». Sul fronte più strettamente locale, il consigliere provinciale ha richiamato, assieme al sindaco di Pollenza Mauro Romoli, anche il rischio che la nuova discarica possa essere realizzata a Cantagallo, al confine tra i due comuni «In un territorio che ha già dato».

La nuova sede del Pd a Tolentino
Interpellato sul nome del prossimo candidato sindaco del centrosinistra, Ricotta ha sottolineato: «Il sisma ha cambiato la città, che paga gli errori delle precedenti amministrazioni Pezzanesi, e dell’attuale giunta Sclavi che si è dimostrata insufficiente. Il mio compito è lavorare perché il Partito Democratico sia il perno di questa alternativa in città. C’è bisogno di un progetto che guardi al futuro: il comitato dovrà incontrare associazioni, cittadini, movimenti, e costruire un percorso su cui individuare poi una candidatura a sindaco. Ci sono tante variabili, c’è una sola certezza: io non sarò il candidato sindaco. I dialoghi sono aperti con tutte le forze del centrosinistra».

Il segretario provinciale, Angelo Sciapichetti, non ha nascosto la soddisfazione per la risposta della città di ieri pomeriggio, anche perché il Pd, dal sisma del 2016 che aveva lesionato quella di corso Garibaldi, era orfano di un punto di incontro. Nella sua lettura è il termometro di un malcontento che si starebbe accumulando sul territorio nei confronti delle amministrazioni di centrodestra. «C’è proprio voglia di partecipazione — ha sottolineato — un segnale chiaro che sul territorio c’è voglia di esserci. Questa destra, o comunque queste amministrazioni, stanno lasciando la gente scontenta: c’è voglia di guardare a ciò che di nuovo può nascere nel panorama comunale, provinciale e anche nazionale».

Thomas Braconi e Angelo Sciapichetti
A inquadrare la partita di Tolentino dentro una strategia più ampia è stato il neo segretario regionale Thomas Braconi, che ha collegato l’esito delle prossime comunali al futuro del partito a livello regionale, richiamando la lezione delle ultime elezioni regionali. «L’obiettivo che abbiamo a livello regionale è che le prossime amministrative saranno per noi una partita da attenzionare fortemente, perché credo – ha evidenziato – che il consenso per riprendere la guida della Regione derivi dalla capacità di tornare alla guida dei territori. Deve ripartire dai Comuni. Le ultime regionali lo hanno dimostrato: dove non eravamo più presenti, dove non amministravamo più, abbiamo fatto più fatica anche a livello regionale. La provincia di Ancona è l’unica che ha tenuto, ed è la provincia da cui vengo, perché lì molti Comuni sono ancora amministrati dal centrosinistra. In tutti i Comuni al voto dovremo costruire una coalizione in grado di vincere, e credo che qui a Tolentino il Partito Democratico possa fare da guida di questo gruppo di centrosinistra».

Braconi, eletto segretario regionale il mese scorso, ha colto l’occasione anche per fare il punto sulla macchina organizzativa del partito. «Le federazioni provinciali e i relativi congressi si stanno completando in queste settimane, e la nuova segreteria regionale sarà nominata entro metà settembre, con i ruoli operativi già definiti». Il calendario, ha ricordato, è scandito dagli appuntamenti nazionali: dopo il 13 settembre, giornata di chiusura della Festa nazionale dell’Unità, prenderà il via la campagna per le elezioni politiche. «La battaglia delle elezioni amministrative è molto importante, lavoriamo a testa bassa. Solo con il ritrovato consenso a livello locale, in particolare nei Comuni in cui non amministriamo più — ha concluso — si potrà giocare la partita delle Regionali fra quattro anni». L’incontro si è concluso con l’intervento del parlamentare Augusto Curti, membro della Commissione Ambiente della Camera.

Mauro Romoli
“…ci sono tante variabili, c’è una sola certezza: io non sarò candidato sindaco…”
Una brutta esperienza??
Un termovalorizzatore, che poi sarebbe il primo della Regione, è molto migliore sia della discarica che dell’inceneritore. Un esempio famoso di termovalorizzatore è quello di Vienna. Il termovalorizzatore di Spittelau (Vienna), gestito dalla società Wien Energie, è uno degli impianti di smaltimento rifiuti più celebri al mondo per via della sua integrazione urbana e del suo impatto architettonico. Se le Marche vogliono distinguersi debbono costruirne uno.