Emergenza plastica, Cna propone:
«Si dia la possibilità al Cosmari
di aumentare gli stoccaggi»

RIFIUTI - L'appello del presidente Simone Giglietti per scongiurare la crisi e ulteriori impennate della Tari: «Alle persone chiediamo ogni giorno attenzione, responsabilità e impegno nella differenziata: messaggio difficile da spiegare se poi mandiamo tutto a un terrmovalorizzatore fuori regione»

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Simone Giglietti, presidente di Cna Macerata

La crisi nazionale ed europea del riciclo della plastica sta producendo conseguenze sempre più pesanti anche nelle Marche e rischia ora di creare seri problemi alla gestione della raccolta differenziata nel territorio maceratese. All’origine c’è soprattutto la crescente difficoltà a trovare sbocchi di mercato per la plastica raccolta, selezionata e avviata al riciclo, penalizzata da una domanda debole, dagli elevati costi di lavorazione e dalla concorrenza delle materie plastiche vergini, anche di provenienza extraeuropea, disponibili spesso a prezzi più competitivi.

Questo rallentamento si sta ripercuotendo a ritroso sull’intera filiera. Corepla, il Consorzio nazionale per il recupero degli imballaggi in plastica, ha ridotto la frequenza dei ritiri del materiale già selezionato e pressato. Le ecoballe rimangono così più a lungo negli impianti, occupando progressivamente gli spazi autorizzati allo stoccaggio. Una criticità che nelle ultime settimane è diventata particolarmente evidente anche nel maceratese, dove il Cosmari ha segnalato il progressivo esaurimento della propria capacità di stoccaggio. Il rischio, se il meccanismo non tornerà rapidamente alla normalità, è che si fermi la raccolta della plastica nei Comuni.

Tra le soluzioni temporanee prese in considerazione c’è il trasferimento del materiale in eccesso verso impianti di termovalorizzazione dell’Emilia Romagna, operazione che comporterebbe però un aggravio dei costi. Un ennesimo aumento che si ripercuoterebbe sui piani economico-finanziari del servizio rifiuti e, quindi, sulla Tari. Cna Macerata si unisce allora all’allarme lanciato dal coordinatore di Fratelli d’Italia Monte San Giusto Andrea Salvatori e sottolinea come, nell’attesa che venga risolto il problema a monte, sia necessario valutare con urgenza la possibilità di consentire al Cosmari di aumentare temporaneamente la quantità di ecoballe che può stoccare nei propri spazi. Una soluzione che potrebbe evitare o almeno limitare il ricorso a costosi trasferimenti fuori regione: «Dobbiamo impedire che una crisi della filiera nazionale del riciclo si trasformi nell’ennesimo aumento a carico del nostro territorio – afferma il presidente di Cna Macerata Simone Giglietti – la Tari rappresenta già una voce molto pesante per le famiglie e ancora di più per tante attività economiche. Se esiste la possibilità di gestire temporaneamente maggiori quantitativi di materiale negli spazi del Cosmari, naturalmente garantendo tutte le condizioni di sicurezza, crediamo sia una strada da percorrere rapidamente. Non possiamo accettare che per liberare i magazzini si scelga automaticamente la soluzione più costosa e che alla fine il conto venga presentato, come troppo spesso accade, a cittadini e imprese».

Secondo Cna Macerata, in ballo c’è anche una questione di credibilità del sistema. Da anni cittadini, imprese e amministrazioni vengono giustamente sollecitati a migliorare quantità e qualità della raccolta differenziata. Separare i rifiuti richiede organizzazione, investimenti e comporta costi specifici per il servizio di raccolta. Vedere poi una parte della plastica correttamente differenziata destinata alla termovalorizzazione perché la filiera del riciclo non riesce ad assorbirla rischia di produrre un effetto profondamente negativo: «Alle persone chiediamo ogni giorno attenzione, responsabilità e impegno nel separare correttamente i rifiuti – sottolinea Giglietti – se poi quel materiale, dopo essere stato raccolto separatamente e selezionato, deve essere trasportato per centinaia di chilometri e avviato a termovalorizzazione, mandiamo ai cittadini un messaggio difficile da spiegare. Non possiamo permettere che venga meno la fiducia nella raccolta differenziata proprio mentre chiediamo a tutti di fare ancora meglio. L’eventuale ricorso alla termovalorizzazione deve quindi restare una soluzione eccezionale e temporanea».

Per Cna Macerata l’emergenza di queste settimane conferma soprattutto la necessità di intervenire sulle cause economiche che stanno mettendo in crisi il riciclo. È un tema di cui Cna si occupa da tempo. La Confederazione ha indicato tra le priorità la costruzione di un mercato più solido per le materie prime-seconde, l’utilizzo della leva fiscale per sostenerne l’impiego, incentivi agli investimenti delle piccole imprese nell’economia circolare e una semplificazione delle norme che ancora ostacolano il recupero e il riutilizzo dei materiali. Cna ha inoltre richiamato la necessità che le nuove regole sulla responsabilità dei produttori non si traducano semplicemente in ulteriori costi per imprese e consumatori, ma producano risultati ambientali effettivi. «La raccolta differenziata è soltanto il primo anello della catena – conclude Giglietti – perché l’economia circolare funzioni davvero, ciò che recuperiamo deve tornare ad avere un valore economico e trovare un mercato. È qui che occorre intervenire, rendendo le materie prime-seconde competitive rispetto a quelle vergini e aiutando le imprese che investono nel recupero e nel riutilizzo. Cna lo sostiene da tempo: senza una politica industriale del riciclo rischiamo di avere cittadini sempre più bravi a differenziare e un sistema produttivo che, paradossalmente, non riesce più a utilizzare ciò che raccogliamo».

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