«Fermate la demolizione della scuola Medi:
diventi un centro di aggregazione»
MACERATA - Le operazioni dovrebbero iniziare lunedì, ma Michele Lattanzi, capogruppo de L'Altra Macerata, chiede in uno stop in extremis: «Parcaroli faccia un passo indietro, sarà una ferita per tanti cittadini. In ogni caso, vigileremo affinché non sia l'anticamera di una speculazione edilizia»

Uno dei cartelloni di saluto appesi al cancello della scuola
Perché demolire la scuola Enrico Medi anziché riconvertirla in uno spazio dedicato alla cultura e al sociale? La critica a fil di sirena (l’inizio delle operazioni per la demolizione è previsto per lunedì) arriva da Michele Lattanzi, capogruppo consiliare de L’Altra Macerata.

Michele Lattanzi
«Siamo sconcertati di fronte a questa scelta dell’amministrazione comunale – dice Lattanzi – un immobile che potrebbe essere riconvertito come spazio per il quartiere delle Vergini e dell’intera città, vista anche la carenza di spazi per l’associazionismo culturale, sociale e ricreativo. In campagna elettorale abbiamo lanciato l’idea di un centro di aggregazione per ogni quartiere come strumento di crescita soprattutto per le nuove generazioni: questa della scuola Medi poteva essere un’occasione per dimostrare come l’amministrazione comunale possa realmente rispondere ad un bisogno diffuso di socializzazione, invece la giunta Parcaroli sceglie di demolire la vecchia scuola spendendo decine di migliaia di euro inutilmente e creando una ferita con i cittadini che per decenni hanno frequentato il plesso scolastico prima come alunni e poi come genitori. Chiediamo al sindaco di fare un passo indietro su questa scelta e di aprire un dibattito nella città con i cittadini per scegliere la migliore destinazione da dare alla scuola. In ogni caso vigileremo affinché questa demolizione non sia l’anticamera di una futura speculazione edilizia».
La scuola Medi verso la demolizione, il messaggio degli ex alunni: «Grazie per averci accolti»
Davvero incomprensibile la decisione di abbattere la scuola ‘E. Medi’ e soprattutto senza senso la rapidità con cui questa decisione è stata presa.
A Macerata ogni decisione richiede tempi biblici ma in questo caso detto fatto e si abbatte.
La struttura della ex scuola sarebbe perfetta per la realizzazione di un centro di aggregazione (non centro sociale per carità altrimenti si scatena il putiferio) con un primo piano per le attività tipiche (incontri, giochi, video, ecc.), il piano sottostante con ampi locali che ai tempi in cui io ero rappresentante dei genitori erano la dispensa, la cucina, la mensa e i servizi, un ampio giardino intorno e un vasto parcheggio.
Non manca nulla !
Magari ci sarà da investire qualcosa per far tornare tutto in esercizio ma ne varrebbe la pena. Del resto anche abbattere avrebbe un costo non piccolo !
Sembra invece che per evitare noie attuali e future, come per il verde cittadino, la via maestra sia ancora una volta quella di ABBATTERE. Anche NO !