«Il voto contro la maggioranza?
Un punto puramente tecnico,
nessun significato politico»
CAMERINO - Gianluca Pasqui dissipa le nubi su una frattura con il resto dell'amministrazione Lucarelli dopo aver votato contro la mozione d'ordine sulla nomina del nuovo capogruppo, ruolo che aveva lui stesso lasciato un mese fa: «Sempre fedele alla coalizione, ma importante che ci sia una figura di coordinamento»

Gianluca Pasqui
«Attribuire alla mozione d’ordine un significato politico diverso da quello strettamente regolamentare non corrisponderebbe alla realtà del mio comportamento in Consiglio comunale». Gianluca Pasqui dissipa le nubi su un possibile incrinamento dei rapporti con il resto della maggioranza camerte a seguito del voto difforme rispetto al resto della coalizione nel consiglio comunale di ieri, voto che arrivava un mese dopo aver lasciato il ruolo di capogruppo.
«Ho lasciato il ruolo di capogruppo precisando fin dall’inizio che sarei rimasto consigliere di maggioranza e che avrei continuato a sostenere l’amministrazione e a lavorare per Camerino fino alla conclusione del mandato – precisa Pasqui – si è trattato di una scelta riferita esclusivamente all’incarico ricoperto, assunta senza polemiche e senza alcuna volontà di creare divisioni. Quello successivo alle mie dimissioni era il primo Consiglio comunale utile. Il regolamento del Consiglio comunale prevede che, in caso di cambiamento del capogruppo, la relativa comunicazione venga portata all’attenzione dell’assemblea nella prima seduta utile. Non essendoci uno specifico punto all’ordine del giorno, ritenevo naturale che la questione potesse essere affrontata nell’ambito delle comunicazioni del sindaco».
Ma così non è stato. «Quando ho constatato che non era stata data alcuna comunicazione, per poter intervenire ho presentato una mozione d’ordine, dal momento che nelle comunicazioni del sindaco non è prevista la possibilità di replica – spiega il presidente del Consiglio regionale – attraverso quella mozione ho semplicemente richiamato quanto stabilito dal regolamento e rappresentato l’opportunità che la maggioranza individuasse il proprio capogruppo. La mozione è stata regolarmente messa ai voti e non è stata accolta. Non si trattava di esprimere un voto a favore o contro una persona, né di assumere una posizione politica nei confronti della maggioranza o dell’opposizione. Si votava esclusivamente sulla proposta di procedere alla comunicazione del nuovo capogruppo».
Anche se nel caso specifico Pasqui è andato contro la linea della sua stessa maggioranza, a suo avviso sono i fatti di questi quattro anni a parlare con chiarezza. «Dall’inizio del mandato non ho mai votato contro un atto della maggioranza, ma ho sempre espresso il mio voto insieme ad essa – prosegue – ma ritengo che una maggioranza debba avere un capogruppo, perché si tratta di un ruolo importante per il coordinamento dei consiglieri, per l’organizzazione dei lavori e per il rapporto con gli altri gruppi presenti in Consiglio. Il mio intervento nasceva unicamente da questa considerazione e dal fatto che dalle mie dimissioni erano già trascorsi circa quarantacinque giorni. Desidero inoltre precisare che non ho indicato e non intendo indicare alcun nome. Non pongo preclusioni e non esprimo preferenze: qualsiasi consigliere della maggioranza individuato dal gruppo avrebbe da parte mia il massimo rispetto. La scelta spetta esclusivamente alla maggioranza. Qualora il sindaco e i consiglieri di maggioranza ritenessero invece di proseguire fino alla conclusione del mandato senza nominare un nuovo capogruppo, prenderò atto con assoluta serenità anche di questa decisione. Il mio intento era soltanto quello di richiamare una previsione regolamentare e di sottolineare l’importanza istituzionale di quel ruolo. Nulla di più».
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