Sefro riapre il mattatoio, Perticarari:
«Macerata perde autorevolezza»
CASO - L'attacco al sindaco dell'esponente Democrat: «Parcaroli ha perso tempo. Ogni animale macellato altrove è un pezzo di sostenibilità economica che si allontana da Villa Potenza»

L’ex mattatoio
di Luca Patrassi
La riapertura del mattatoio di Sefro è l’occasione per il Pd di andare all’attacco dell’amministrazione Parcaroli: a farlo è il consigliere comunale Andrea Perticarari.
«C’è un dato – osserva l’esponente Dem – che l’amministrazione Parcaroli sembra ignorare, ma che racconta meglio di qualsiasi conferenza stampa il peso politico che Macerata ha perso in questi anni. Mentre il sindaco festeggiava l’acquisto del mattatoio di Villa Potenza, presentandolo come una vittoria strategica destinata a restituire centralità al capoluogo, il territorio faceva altro. Sefro organizzava la riapertura del proprio mattatoio. Ed è proprio questa la notizia politicamente più rilevante. Non perché la riapertura di Sefro sia un fatto negativo. Al contrario, ogni investimento che sostiene l’entroterra marchigiano merita di essere accolto con favore. Il problema è un altro: se oggi un secondo mattatoio torna operativo nel cuore della provincia significa che Macerata non è riuscita a costruire quel ruolo di riferimento territoriale che Parcaroli aveva promesso.

Andrea Perticarari
Per mesi abbiamo ascoltato il sindaco parlare del mattatoio come di un’infrastruttura strategica, capace di diventare il punto di riferimento della filiera provinciale. Nel frattempo, però, altri territori si sono organizzati, hanno trovato risorse, costruito alleanze e dato risposte concrete. Macerata, invece, ha perso tempo. Ha perso tempo quando non è riuscita nemmeno a partecipare alla prima asta. Ha perso tempo tra annunci, rinvii e dichiarazioni trionfalistiche. Ha perso tempo mentre gli allevatori e gli operatori economici avevano bisogno di certezze e il territorio cercava soluzioni alternative».

Il sindaco Sandro Parcaroli con Ilario Marcolini
Perticarari si lancia in un attacco diretto al sindaco Parcaroli: «Un sindaco del capoluogo dovrebbe essere il punto di riferimento naturale dell’intera provincia. Dovrebbe convocare i sindaci, mettere attorno a un tavolo Regione, associazioni di categoria e operatori economici, costruire una strategia condivisa e fare in modo che Macerata rappresenti il centro di un progetto territoriale. È successo l’esatto contrario. Parcaroli non ha guidato il territorio, lo ha rincorso, certificando ancora una volta la sua totale ininfluenza politica. Il Comune ha investito centinaia di migliaia di euro nell’acquisizione di una struttura che avrebbe dovuto essere il polo centrale della filiera. Ma quella centralità, nel frattempo, è già stata messa in discussione. Ogni animale macellato altrove è un pezzo di sostenibilità economica che si allontana da Villa Potenza».
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