Unicam parla cinese: Joint academy
con la Zhengzhou University.
Tre corsi congiunti per 300 studenti
CAMERINO - L'accordo tra i due atenei prevede anche il doppio titolo italo-cinese. I corsi in scienze gastronomiche, design e matematica. Il rettore Graziano Leoni: «Rappresenta un ulteriore passo avanti nel nostro percorso di crescita internazionale e rafforza il ruolo dell’università all’interno delle reti accademiche globali»

Il rettore Graziano Leoni
Tre corsi di laurea congiunti, doppio titolo italo-cinese e 300 studentesse e studenti formati ogni anno: l’Università di Camerino rafforza la propria presenza internazionale e consolida una collaborazione accademica costruita in oltre dieci anni di relazioni con la Cina.
Il ministero dell’istruzione della Repubblica popolare cinese ha approvato ufficialmente l’istituzione della Zhengzhou University of light industry – Unicam joint academy, nuova struttura accademica congiunta nata dalla collaborazione tra l’Università di Camerino e la Zhengzhou University of light industry (Zzulili).
Il riconoscimento rappresenta un traguardo di particolare rilievo per Unicam, che vede evolvere una collaborazione scientifica e didattica ormai consolidata in una vera e propria istituzione universitaria condivisa, capace di coinvolgere tre scuole di ateneo e di aprire nuove prospettive nella cooperazione internazionale tra Europa e Cina.
La nuova Joint academy attiverà tre corsi di laurea nei settori delle scienze gastronomiche, del design e della matematica ed avrà una capacità formativa di 300 studenti all’anno, fino a raggiungere una popolazione complessiva di circa 1.200 studenti nei quattro anni di durata dei percorsi accademici.
Gli studenti seguiranno programmi didattici progettati congiuntamente dai due atenei e conseguiranno, al termine del percorso di studi, sia il titolo rilasciato dalla Zhengzhou University sia il corrispondente titolo dell’Università di Camerino, secondo il modello del doppio titolo. La collaborazione proseguirà inoltre con l’accesso alle lauree magistrali in lingua inglese di Unicam, favorendo una significativa mobilità internazionale di studenti e docenti.
Il progetto nasce dalla collaborazione avviata nel 2014 e sviluppatasi nel tempo attraverso attività di scambio, cooperazione scientifica e programmi formativi condivisi. Proprio nei giorni scorsi si è svolta la discussione delle tesi dei candidati al doppio titolo e la relativa cerimonia di consegna dei diplomi, alla presenza di Luciano Barboni di Unicam.
«Questo risultato – esordisce il rettore Unicam Graziano Leoni – testimonia la qualità del lavoro che l’Università di Camerino è in grado di esprimere quando competenze, visione e spirito di collaborazione convergono verso un obiettivo comune. A tutte le persone che hanno contribuito alla realizzazione di questo progetto va il mio più sentito ringraziamento. L’approvazione della joint academy rappresenta un ulteriore passo avanti nel percorso di crescita internazionale del nostro ateneo e rafforza il ruolo di Unicam all’interno delle reti accademiche globali».

Emanuele Tondi
«L’approvazione della joint academy – sottolinea il prorettore vicario Unicam Emanuele Tondi – rappresenta un risultato di straordinaria importanza per il nostro ateneo. È il riconoscimento della qualità delle relazioni istituzionali e scientifiche costruite negli anni con i nostri partner cinesi e testimonia la credibilità internazionale raggiunta dall’Università di Camerino. La nascita di questa nuova struttura consentirà di ampliare ulteriormente le opportunità di formazione, ricerca e scambio culturale tra i due paesi e sarà propedeutica all’istituzione della sede estera di Unicam accreditata dal ministero dell’università e della ricerca italiano».
«L’approvazione della joint academy – fa eco Giulia Bonacucina, prorettrice alla didattica e il Luciano Barboni, delegato del rettore agli accordi internazionali extra-Ue – è il risultato di un complesso lavoro di progettazione didattica e di cooperazione internazionale. La definizione dei percorsi formativi condivisi, la costruzione dei meccanismi di riconoscimento reciproco dei titoli e il rispetto degli elevati standard richiesti dal sistema di accreditamento cinese hanno richiesto un impegno significativo da parte di tutte le strutture coinvolte. Il riconoscimento ottenuto conferma la qualità dell’offerta formativa di Unicam e la sua capacità di operare efficacemente nei contesti internazionali più qualificati».
Non sarebbe meglio cercare collaborazioni anche con il mondo scandinavo (Svezia, Norvegia, Danimarca, Finlandia) e magari anche con quello estone? Forse ci insegnano qualcosa anche loro.
La Scandinavia e l’Estonia sono eccellenze in molti campi. Ma quando si cerca una ‘Joint Academy’, non si sta cercando un partner per un gemellaggio culturale, si sta cercando una piattaforma di massa.
1. La scala del numero: La Zhengzhou University conta decine di migliaia di studenti. Un’integrazione con la Cina significa iniettare nel nostro sistema un flusso di capitale umano e scientifico che, per volumi e velocità di investimento, non è paragonabile a quello che potrebbero offrire le nazioni nordiche. È una questione di massa critica.
2. Il centro di gravità: Il futuro del baricentro tecnologico e manifatturiero mondiale si è spostato a est. Collaborare con la Cina non è una scelta di ‘stile di vita’, è una scelta di presenza sul campo laddove le decisioni tecnologiche e industriali del prossimo ventennio verranno prese. L’Estonia è un gioiello, ma la Cina è il laboratorio del mondo.
3. L’illusione del ‘meglio’: La vera domanda non è chi ha più da insegnare, ma chi ha più capacità di implementare. La Cina sta costruendo un ecosistema in cui l’AI è integrata nella vita civile con una rapidità che nessuna democrazia scandinava potrebbe mai – o vorrebbe mai – emulare.
Non è un insulto al modello scandinavo, è una presa d’atto del fatto che, per sopravvivere e competere, un’università di provincia deve agganciarsi ai motori più potenti a disposizione, non a quelli esteticamente più gradevoli. La geopolitica non è un catalogo di desideri, è una brutale corsa verso chi detiene le leve del futuro.
(Gemini AI)