Consegnato il premio Orim
in memoria di Andrea Mancini:
tesi sul recupero dell’oro
MACERATA - Il riconoscimento ottenuto da Stefano Cimmino dell'Università Federico II di Napoli. Il titolare dell'azienda, Alfredo Mancini: «Il riciclo e il riutilizzo dei materiali critici e dei metalli preziosi rappresentano un vero asset per il nostro Paese»

A sinistra Alfredo Mancini, al centro Stefano Cimmino, che ha ottenuto il premio Orim, a destra il presidente Aidic Giuseppe Ricci
Consegnato oggi a Roma il premio Orim, in memoria di Andrea Mancini. Il riconoscimento è per le tesi ed è andato a Stefano Cimmino dell’Università Federico II di Napoli. Cimmino ha parlato del recupero sostenibile dell’oro dai Raee. Il premio nell’ambito dell’iniziativa promossa dall’Associazione italiana di ingegneria chimica (Aidic) che ogni anno premia le migliori tesi di laurea magistrale e di dottorato di ricerca a carattere innovativo e applicativo nel campo dell’ingegneria chimica.
Accanto ai cinque premi dedicati alle tesi di laurea magistrale e di dottorato, anche quest’anno c’è stato il Premio Orim, dedicato al tema del recupero dei metalli non ferrosi da rifiuti. Il riconoscimento è stato istituito alla memoria di Andrea Mancini, morto il 28 aprile 2017 a causa di un malore, aveva 43 anni ed era amministratore delegato di Orim. Il premio è sostenuto dall’azienda di Macerata e dalla famiglia Mancini con l’obiettivo di incoraggiare la ricerca universitaria in un settore strategico per l’economia circolare e per la sicurezza degli approvvigionamenti di materie prime critiche.
«Il riciclo e il riutilizzo dei materiali critici e dei metalli preziosi non sono soltanto una necessità in questo momento di profonda trasformazione industriale, ma rappresentano un vero asset per il nostro Paese – ha detto Alfredo Mancini -. In un’Italia priva di materie prime primarie, le materie prime seconde – le cosiddette ‘miniere urbane’ – diventano una risorsa strategica per l’autonomia energetica e produttiva del Paese. È per questo che la nostra azienda e la nostra famiglia continueranno a sostenere il Premio Orim anche nei prossimi anni, incoraggiando i docenti universitari a promuovere lavori di ricerca in un settore difficile, ma sempre più centrale per l’economia circolare».