Musicultura, Brunori emoziona
ma il dolore non si spegne:
la dedica a Nicolas, Giorgio e Daniele

FESTIVAL - Commozione alla prima delle due serate in arena. I conduttori Carolina Di Domenico, Fabrizio Biggio e il direttore artistico Ezio Nannipieri ricordano in apertura i tre giovani scomparsi nella tragedia in superstrada. La gara entra nel vivo con gli otto finalisti e i premi Grotte di Frasassi assegnato a Claudio Covato, Miglior testo a Narratore Urbano e Nuovo Imaie a Rosita Brucoli. Il cantautore di "L'albero delle noci" e "Per due che come noi" conquista l'arena, applausi anche per Giampaolo Morelli, Planet Funk e i marchigiani Maria Antonietta e Colombre

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Il direttore artistico Ezio Nannipieri tra i conduttori Carolina Di Domenico e Fabrizio Biggio

di Leonardo Giorgi (foto Massimo Zanconi)

«Il mondo non si è fermato mai un momento» cantano insieme Brunori Sas, Maria Antonietta e Colombre in una struggente, intensa esibizione che apre la prima serata della 37esima finale di Musicultura. Ma stasera, per un attimo, sembra proprio di sì. Lo sanno anche i conduttori, Carolina Di Domenico e Fabrizio Biggio. Entrambi entrano commossi sul palco e neanche la musica di uno dei festival più importanti d’Italia può coprire quel rumore di fondo, quella cappa di dolore che ha coperto Macerata nell’ultima settimana (leggi l’articolo). «Questa sera – ha commentato commossa la conduttrice – ci sentiamo di iniziare la serata in modo diverso. Tre ragazzi maceratesi hanno perso la vita e abbiamo vissuto il dolore di una città, anche se per poco. Proprio a Nicolas, Giorgio e Daniele dedichiamo questa serata».

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Brunori Sas

Anche Ezio Nannipieri, direttore artistico di Musicultura, è salito sul palco: «Di fronte a una disgrazia così come crudele, si resta senza parole. Musicultura non è l’evento mordi e fuggi, è una realtà che vive in questa città, ne respirà gli umori. Quando questa disgrazia è venuta alle nostre orecchie abbiamo sentito il bisogno sincero di partecipare al cordoglio e alla commozione della città. Abbiamo annullato delle iniziative e abbiamo cercato di trovare una cifra giusta per portare avanti questo evento nazionale, che coinvolge artisti, media, tecnici e pubblico. Non so se ci siamo riusciti, ma una cosa l’abbiamo capita in piazza l’altra sera. Quando abbiamo partecipato insieme a Fabrizio e Carolina alla fiaccolata in memoria di Nicolas, Giorgio e Daniele. Queste migliaia di corpi silenziosi, così vicini, erano come una voce di ciò che ci rende essere umani. Sono certo che tra quelle migliaia di persone che erano lì, nessuno dimenticherà questi tre ragazzi».

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Maria Antonietta & Colombre

Ma la notte – in qualche modo – insegue sempre il giorno, dice l’esibizione d’apertura, e c’è una gara da portare avanti. È il pubblico dello Sferisterio, come sempre, ad essere sovrano e che deciderà il vincitore assoluto (sommando i voti di oggi e di domani) di questa edizione tra gli 8 artisti arrivati in finale.

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La prima a esibirsi è Dduma (che in dialetto salentino significa “eccetera”), cantautrice di Lecce, con la severa e catartica Fimmine de Guerra: Noi figli di nessuno, io volpe e tu padrone, fimmine de guerra ma mai pe’ scelta, ntra sta piazza de mostri e santità. Dopo il siparietto comico di Biggio che decide di “buttare fuori” dallo Sferisterio qualche malcapitato tra il pubblico che non rispetta i canoni di abbigliamento del festival, è il turno di Giulia Trovò di Treviso e la sua Fender acustica con Se non dovessi più tornare. Una canzone testamento, una ballata che non ha paura di essere idealista e antifascista, con un testo non banale: I cavalli a Salò sono morti di noia, sai, se giochi col nero poi perdi. I padroni del mondo han cambiato mestiere, scrivon libri sul senso del bene.

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Dduma

Tocca all’elettronica colorata e ribelle di Rosita Brucoli, di Milano ma originaria della provincia di Bari, con il pezzo Agente!, un arrangiamento divertente e un testo molto personale, che racconta l’elaborazione del lutto del padre: Ragazzi soli per le strade, si lasciano morire come mio padre. Non ditemi che è solo colpa sua e delle scelte che ha fatto. Da Rosolini, Siracusa, arriva il cantautore Claudio Covato con Chiddu ca ma resta. Solo una chitarra acustica e una voce calda come l’isola di Ortigia, per una ballata folk ispirata ai canti popolari della terra siciliana e tutta in dialetto: Chiddu ca ma resta è nu mari che mari n’è. «Voglio dimostrare che le cose si possono fare anche nella propria terra, da soli, senza dover fuggire».

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Giulia Trovò

Smetto quando voglio, Song’e Napule, L’ispettore Coriandolo: sale sul palco l’attore Giampaolo Morelli con un monologo sulla dislessia, tema molto delicato sul quale ha scritto un libro (Dislessico famigliare) insieme alla moglie Gloria Bellicchi. «Che cos’hanno in comune Walt Disney, Churchill e Tom Cruise? Erano e sono tutti dislessici. Come Einstein, Picasso, Van Gogh, Giulio Cesare. Certo, la parola “dislessia” continua a indicare un disturbo. Ma dal punto di vista semantico non è il massimo. Più che un disturbo, è un’attitudine differente. Un cervello che funziona in modo diverso. Diventa un disturbo quando i metodi d’insegnamento non si adeguano. Io sono e sono stato un bambino dislessico. A quel tempo se tu facevi fatica a scuola, per te non c’eri pietà: eri un bambino stupido. A mia madre penso dicevano “Signora, suo figlio magari si applica pure, ma è proprio scemo”».

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Rosita Brucoli

Riprende la gara con la quinta finalista in gara, Isabella Privitera di Bologna con il pezzo Eya. Sfumature folk e popolari anche qui, con una cadenza quasi militare, ma festosa, mentre i temi del testo toccano anche la violenza sulle donne: Vedo un uomo che spara con una pistola, spara tre colpi nel cielo, ma poi chiede scusa. A chi la chiederà, la sta chiedendo alla divinità.

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Il premio Grotte di Frassassi assegnat a Claudio Covato

È il momento di assegnare il primo titolo dell’anno, ossia il premio “Grotte di Frasassi”. Un premio in denaro (2mila euro) che però consiste anche e soprattutto in un’esibizione esclusiva all’interno della meraviglia naturale di Genga: l’onore, quest’anno, lo avrà Claudio Covato. Ringraziamenti e poi riparte la gara con lo Sferisterio incantato dal sortilegio della voce di Mezzanera (Bologna) e della melodia quasi sanremese di Piume, canzone dalla grandissima carica emotiva con un saliscendi di note che sfociano nel crescendo finale prima di spegnersi con doclezza: E lo so che questa vita cambierà, e lo so che non sarà la prima volta. La paura di varcare quella soglia svanirà da sola, senza una risposta.

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Isabella Privitera

L’ultima parte della prima serata di finali si apre con la settima esibizione in gara, quella del gruppo Narratore Urbano, progetto nato a Torino nel 2019 e composto da Alekos, Luca Abbrancati e Giorgia Capatti. Rock alternativo, elettronica e rap dalle tinte thriller per Il mio coinquilino vuole uccidermi, pezzo verso il quale è difficile restare indifferenti, fin dalla prima strofa: Il mio coinquilino vuole uccidermi, fare a pezzi la mia identità, distruggere la storia e il mio passato mentre gli altri del palazzo guardano in silenzio ed omertà.

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Mezzanera

Chiudono la gara la voce rauca e i piedi nudi taglia 48 di Giovanni Toscano di Pisa, con la ballata Emma. Un messaggio soffuso di ricordi, rimorsi e mai rancori: Ti ho detto per primo ti amo, mi hai detto grazie ma è presto. Volto già conosciuto, è stato protagonista al cinema del film Notti magiche di Paolo Virzì.

Assegnati stasera anche il premio Miglior testo a Narratore Urbano, da parte della giuria universitaria di Unimc e Unicam, e il premio Nuovo Imaie di 10mila euro da utilizzare per il proprio tour, consegnato da John Vignola a Rosita Brucoli.

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Narratore Urbano

Dopo l’intervallo, è il momento dei super ospiti. Si inizia con il grande Brunori Sas e la sua L’albero delle noci, tra le canzoni più belle ascoltate sul palco dell’Ariston negli ultimi anni. Con ironia («più mia figlia cresce, meno si merita questa canzone devo dire, mi piacevano più i bambini prima di essere padre») e il suo modo di «mettere le mani avanti, così non se non vi piace, già ve l’ho detto io», commuove tutto lo Sferisterio quando è il momento di fare sul serio, mettersi al pianoforte e cantare: Sono cresciuti troppo veloci questi riccioli meravigliosi e ora ti vedo camminare con la manina in quella di tua madre. E tutta questa felicità, forse, la posso sostenere perché hai cambiato l’architettura e le proporzioni del mio cuore. E poi Per due che come noi, canzone immensa e inno generazionale di migliaia di cuori spezzati e/o ricomposti: Ma non confondere l’amore con l’innamoramento, che oramai non è più tempo. Infine, La verità, altro pezzo entrato di diritto tra le mura della casa del cantautorato italiano. Prima di salutare, Brunori riceve un’onorificenza speciale da parte di Unimc e Unicam, insieme a Musicultura.

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Giovanni Toscano

Dall’ultima edizione di Sanremo tornano sul palco i marchigiani Maria Antonietta & Colombre. «Insieme, anche nella notte più notte di tutti, si può essere luce» dice Maria Antonietta, prima di intonare la canzone Senza vestiti. Poi, tocca al successo che ha debuttato proprio sul palco dell’Ariston: La felicità e basta, un testo che la stessa Maria Antonietta definisce «molto politico, perché la felicità è un diritto di tutti coloro che sono vivi e noi siamo vivi e vogliamo prendercela». 

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Finale col botto con i leggendari Planet Funk che, nonostante l’ora tarda (siamo ormai a tre ore e mezzo di show) riscaldano l’atmosfera e tengono vivo il pubblico per le battute finali.

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Domani (sabato 20) la finalissima del Festival. Gli ospiti attesi sul palcoscenico dello Sferisterio sono Tosca, Le Vibrazioni, Alan Sorrenti, Santamarea e Riccardo Rossi. Con loro ci saranno ancora i vincitori e le vincitrici di Musicultura che continueranno a sfidarsi a colpi di note e di voti per il titolo di Vincitore assoluto 2026 e l’ambito Premio di 20mila euro di Banca Macerata.

Per quanto riguarda il programma de La Controra di domani, si comincia alle 18 nel cortile del Palazzo comunale con “Miles 100 Esercizio di Metamorfosi – Le molte vite musicali di Miles Davis”. Nel centenario della nascita del leggendario trombettista e compositore che ha rivoluzionato più volte la storia del jazz, Miles Davis sarà al centro di un racconto sulle svolte decisive della sua carriera, scritto da John Vignola, giornalista, critico musicale e conduttore radiofonico di Rai Radio 1.

Alle 18,45 nel cortile di Palazzo Buonaccorsi “A tu per tu” con Tosca. Ai microfoni di John Vignola la cantante, attrice e artista eclettica si racconta al pubblico del Festival. Sempre alle 18,45 in piazza Mazzini, nella Rai Radio 1 Lounge, Alan Sorrenti prenderà posto ai microfoni di Duccio Pasqua e Marcella Sullo per un racconto inedito della sua vita, della sua arte e dei suoi ricordi. Tutti gli appuntamenti e gli aggiornamenti de La Controra e il programma completo del Festival su www.musicultura.it.


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