Marche in Vetrina, Mariani attacca:
«Atim rivuole i soldi
la chiarezza non è ancora totale»

CASTELRAIMONDO - L'esponente di opposizione torna sulla vicenda dell'edizione 2024: «Somma riconosciuta indebita perché le spese erano già state pagate dal Comune». Critiche al sindaco Patrizio Leonelli e agli affidamenti successivi alla società coinvolta

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di Monia Orazi

Atim avrebbe chiesto la restituzione di oltre 90mila euro versati per l’organizzazione di “Marche in Vetrina 2024”. La vicenda torna al centro del confronto politico a Castelraimondo attraverso l’intervento di Costantino Mariani, capogruppo di minoranza di Castelraimondo Insieme. Per Mariani, «l’ormai famosa vicenda di Marche in Vetrina 2024 a Castelraimondo ha fatto registrare un’ulteriore evoluzione».

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Il riferimento è alla richiesta di restituzione delle somme che, secondo quanto sostiene il capogruppo, Atim avrebbe avanzato nei confronti di una società privata. «L’Atim, che aveva pagato oltre 90mila euro ad una società privata per l’organizzazione dell’evento – afferma Mariani – ha chiesto indietro l’intera somma riconoscendola indebita, visto che ogni spesa era stata già pagata dall’amministrazione comunale». Il caso era stato sollevato nei mesi scorsi dalla minoranza comunale e dal consigliere regionale del Partito Democratico Leonardo Catena. Mariani attribuisce proprio a questa attività politica il nuovo sviluppo della vicenda: «Il nuovo passo si deve all’insistenza della minoranza comunale e del consigliere regionale del Pd Leonardo Catena, che con una serie di interrogazioni hanno fatto emergere il caso e costretto i protagonisti a fare chiarezza, anche se la chiarezza non è ancora totale».

Il capogruppo di opposizione critica poi il sindaco e l’amministrazione comunale per la gestione delle comunicazioni al Consiglio. «Quello che colpisce in negativo – sostiene – è che malgrado le promesse e gli impegni solennemente assunti in Consiglio, il sindaco Leonelli si è ben guardato dal mettere al corrente chicchessia di questo importante sviluppo, che certifica che da qualche parte l’imbroglio denunciato dalla minoranza consiliare c’è effettivamente stato». Mariani ricostruisce anche i tempi della richiesta: «La richiesta di restituzione è stata inoltrata al privato l’11 maggio, intimando il versamento di quanto indebitamente pagato entro 5 giorni». Poi aggiunge: «Il Comune di Castelraimondo, malgrado avesse immediatamente chiesto di essere tenuto al corrente delle evoluzioni, non si è ad oggi preoccupato di informarsi se i 90mila euro siano stati riversati alla Regione o meno».

La critica diventa quindi politica. «Evidentemente la trasparenza e la buona gestione del denaro pubblico non interessano ai nostri amministratori, che hanno dimostrato in diversi modi una sorta di allergia verso questi principi, o forse hanno sempre saputo qualcosa di più e non hanno bisogno di informazioni», dichiara Mariani. Infine, il capogruppo di Castelraimondo Insieme solleva un altro punto, relativo ai rapporti tra amministrazione e soggetti privati. «Da notare infine che, sfidando ogni più elementare regola di buon senso e opportunità, l’amministrazione comunale sta continuando ad affidare incarichi remunerati allo stesso soggetto titolare della società Mastaba, che continua ad agire utilizzando ragioni sociali diverse da quella coinvolta in questa torbida vicenda».

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