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«Tra eco indennizzo, nuova discarica
e crediti non riscossi sarà un collasso»

CINGOLI - Il consigliere del Pd Raffaele Consalvi all'attacco dopo la riunione dell'Ata: «Chi crede che con un colpo di mano si sia risolta la localizzazione dei rifiuti si sbaglia. Perché 7 discariche per una regione di 1,5 milioni di abitanti?»

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Raffaele Consalvi

Raffaele Consalvi

«Perché sette discariche in una regione di 1,5 milioni di abitanti? La riunione dell’Ata è il venerdì nero per la politica della nostra provincia. Chi crede che con un colpo di mano si sia risolta la localizzazione dei rifiuti si sbaglia», così il consigliere di Cingoli, Raffaele Consalvi (Pd) sulla questione dei rifiuti in provincia. La riunione dell’Ata ha portato in testa alla classifica Pollenza e Montefano. Secondo Consalvi: «Localizzare una nuova discarica in un piccolo comune come Montefano (la decisione non è ancora stata presa, ndr) a cavallo tra due province e blandire Cingoli con i soldi, per l’ampliamento di Fosso Mabiglia la considerano una genialata politica. Un’azione invece, frutto di una visione di corto respiro, dove ha prevalso l’arroganza, la ritorsione e la miopia politica. In un colpo solo sono riusciti a mettersi contro Montefano, Pollenza, Osimo, Filottrano e la provincia di Ancona con quasi certi risvolti giudiziari/amministrativi.

Hanno intossicato la campagna elettorale di Macerata, hanno preso in giro i cittadini di Cingoli che dopo undici anni di discarica con due proroghe di mezzo, speravano giustamente alla parola fine, invece dovranno sorbettarsi, se va tutto bene, altri 250mila metri cubi di ecoballe venendo meno a impegni sottoscritti solennemente».

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Proteste prima della riunione

Secondo il consigliere di Cingoli, i conti potrebbero non tornare: «il Comune di Cingoli per i prossimi quattro anni e mezzo riceverà un indennizzo di quasi cinque milioni di euro, l’ampliamento di Cingoli a costi dell’anno scorso vale dieci milioni di euro, realizzare la discarica di Montefano tra espropri, progetti e lavori ne servono altri venti, e siamo a 35 milioni di euro che sommati a gli oltre venti milioni di euro di crediti non riscossi che ha il Cosmari nei confronti dei Comuni porterà l’ente al collasso.

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Il sottoscritto, unitamente al Pd di Cingoli da tempi non sospetti prefiguriamo un altro scenario. Dove sta scritto che una Regione con 1,5 milioni di abitanti (due quartieri di Roma) debba avere sette discariche? O era più funzionale nelle tre province del sud avere una sola discarica, mentre Macerata con l’impianto del Cosmari si dedicava al trattamento dei rifiuti? Niente ampliamenti, niente ristori, niente nuove discariche. Per far questo però c’era bisogno di una Regione con una visione, uscendo da quel ruolo di notaio silente, modificando magari con un provvedimento ponte, il Piano Regionale dei Rifiuti; una Provincia animata da un nuovo protagonismo, impegnata in scelte condivise per diventare veramente la casa di tutti i Comuni».

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