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Salvato sul cornicione, l’avvocato:
«Gli ho detto che non è solo.
Vedere un volto amico l’ha aiutato»

PORTO RECANATI - Il legale Emanuele Salsedo è amico del 43enne ed è stato chiamato dai carabinieri: «Mi hanno spiegato la situazione e ho lasciato il tribunale di corsa. È un ragazzo buono». L'uomo è stato convinto a scendere dopo alcune ore in cui gli è stato sempre accanto il comandante della stazione dell'Arma

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l'uomo che ha tentato di buttarsi

L’uomo sul tetto del palazzo

di Laura Boccanera

«Gli ho detto che tutto si sistema e si risolve. Ci conosciamo da quando siamo piccoli». Sono state anche le parole dell’avvocato Emanuele Salsedo, unite al lungo lavoro dei carabinieri, a convincere il 43enne che questa mattina minacciava di togliersi la vita a scendere dal cornicione del settimo piano di un palazzo a Porto Recanati.

L'avvocato Emanuele Salsedo

L’avvocato Emanuele Salsedo

Una vicenda durata circa cinque ore e conclusa senza conseguenze drammatiche grazie a una delicata mediazione portata avanti dal comandante della stazione dei carabinieri di Porto Recanati, Vito De Giorgi, supportato dal negoziatore del comando provinciale dell’Arma e culminata con l’arrivo del legale, amico d’infanzia dell’uomo.

L’allarme era scattato attorno alle 8, quando alcuni passanti avevano notato l’uomo sul cornicione del tetto. Un’immagine agghiacciante con l’uomo in piedi, a pochi passi da un vuoto di oltre 20 metri. Per ore il comandante De Giorgi è rimasto a pochi metri dal 43enne tentando di instaurare un dialogo, rassicurandolo rispetto alle paure e alle difficoltà che stava manifestando, compreso il timore di poter essere arrestato. Nel momento più delicato però a far svoltare la situazione è stato l’arrivo dell’amico, prima che avvocato, Emanuele Salsedo che ha lasciato il tribunale per raggiungere Porto Recanati dopo essere stato contattato dai militari.

«Quando questa mattina i carabinieri mi hanno chiamato e mi hanno spiegato la situazione ho lasciato subito il tribunale e sono corso qui — racconta il legale —. Ho provato prima a farlo ragionare anche al telefono. Quando mi ha visto, per fortuna è bastato poco ed è tornato giù. Aver visto una faccia amica probabilmente lo ha fatto uscire da quella condizione mentale. È un ragazzo buono, ha delle difficoltà, gli ho detto però che non è solo, che tutto si sistema e di avere fiducia».

Minaccia di buttarsi dal cornicione: salvato dopo 5 ore di trattative. Poi l’abbraccio con i carabinieri


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